Pioggia e vento sino alla Befana, poi un’incredibile primavera. Natale 2013, il più caldo di sempre!

4/1/2014 – E’ attiva da questa mattina alle 7 – e per 54 ore – fino alle 13 di lunedì 6 gennaio la fase di attenzione su tutte l’Emilia-Romagna, da parte della Protezione Civile regionale. La fase di attenzione, si legge in una nota, viene attivata per eventi come “pioggia, vento, criticità idrogeologica e criticità idraulica” e a causa di un “sistema depressionario in arrivo dall’Atlantico e che interesserà la regione nelle giornate del 4 e del 5 gennaio”.

Secondo le previsioni dell’Osservatorio geofisico dell’Università di Modena e Reggio, la Befana porterà altra pioggia battente e vento in Appennino, mentre i fenomeni saranno più irregolari nella pianura emiliana, riparata proprio dall’effetto delle montagne sul vento da Sud ovest.

Tuttavia, sottolinea l’Osservatorio, “l’inverno continua a non arrivare”, tanto che nei prossimi giorni in montagna si registreranno temperature marzoline, ma aria praticamente irrespirabile in pianura. «La settimana prossima le carte fanno intravedere l’espansione di un anticiclone subtropicale, simile a quelli che portano il caldo torrido in estate, il che in questa stagione significherà nebbie e smog al piano e giornate quasi primaverili in montagna».

Sempre gli esperti di Unimore hanno tracciato un bilancio metereologico dell’anno appena trascorso: il 2013 è stato tra i dieci più caldi dal 1830, anno in cui Modena e Reggio insorgevano sotto la guida di Ciro Menotti.

Il mese di dicembre è stato il terzo più caldo di sempre e addirittura il giorno di Natale 2013 ha registrato le temperature più elevate in assoluto.

UNIVERSITA’: IL BILANCIO METEREOLOGICO DEL 2013

L’arrivo del nuovo anno è occasione propizia per tirare bilanci su come si è concluso e come è stato il 2013 dal punto di vista meteorologico. Un quadro abbastanza dettagliato lo fornisce l’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, che forte della sua ampia documentazione storica, risalente fino al 1830, è in grado di proporre raffronti statistici molto significativi per capire l’andamento e le variazioni climatiche intervenute in quasi due secoli.

Partiamo dunque dal mese di dicembre per dire che la temperatura media a Modena è stata di 6.7°C, che ne fa il terzo mese di dicembre più caldo della storia a pari merito con quanto successo nel 2000,  superato solo dall’ex-equo appannaggio del 2006 e del 1872 che fecero segnare una temperatura media nel periodo di 6.9°C. Il mese è stato caratterizzato da assenza di neve e dal Natale più caldo degli ultimi due secoli. “Anche questa, pur non essendo una considerazione rilevante – avverte il meteorologo Luca Lombrosoè in qualche modo una novità, poiché ad esclusione del 2011, negli ultimi anni la neve è sempre arrivata fin dal primo mese invernale o anche da novembre come nel 2008 e 2010”.

Allargando lo sguardo su come è andata nel corso del 2013, gli esperti dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena hanno stimato una temperatura media di 15.2°C, un risultato che colloca l’anno passato ben sopra la media del trentennio 1981-2010 di 14.3°C. “Non è stato un anno record quanto a temperature medie – spiega Luca Lombroso, ma fino al 2000, con questo valore sarebbe stato l’anno più caldo, insieme al 1997. Tuttavia, il 2013 con la sua temperature media entra nei 10 anni più caldi mai registrati a Modena”. Quanto alle precipitazioni nel 2013 si sono raccolti complessivamente 689.1 mm di pioggia, che corrispondono ad un valore molto prossimo a quello della media di 660.0 mm per il periodo 1981-2010. La neve, invece, è scesa copiosamente accumulando al suolo ben 87.0 cm, anche se si è concentrata tutta tra gennaio e febbraio. Non è un record perché già, in anni recenti, sono state misurate nevicate più abbondanti: 104.0 cm nel 2010; 93.0 cm nel 2004, 90.0 cm nel 2012. “Prima di allora – fa notare comunque Luca Lombrosoprecipitazioni nevose di quella entità sono state non frequenti, anzi non si vedevano dal 1963”. Relativamente alle temperature il giorno più caldo del 2013 è stato il 28 luglio con Tmax 38.2°C, che è stato anche il secondo giorno più caldo in assoluto della serie storica per quanto riguarda il centro cittadino di Modena, dove si trova la stazione dell’Osservatorio Geofisico universitario di Piazza Roma. In periferia quel giorno la colonnina è salita, invece, fino a toccare 40.4°C al Campus di Ingegneria di via Vignolese. La giornata più fredda è stata quella del 30 gennaio, quando presso la stazione sul torrione orientale del Palazzo Ducale di Modena fu misurata una  temperatura minima di -0.9°C. “Nulla di particolare – commenta Luca Lombrosoanzi tutto sommato si può dire sia stato un giorno freddo, ma non particolarmente freddo”. Al Campus di Ingegneria, invece, il giorno più freddo è stato il 10 febbraio con Tmin -5.7°C. Il giorno più piovoso si è avuto il 23 novembre con 41.6 mm, un valore tipico per il giorno più piovoso, tuttavia lontano dall’estremo di 165.4 mm del 5 ottobre 1990. La precipitazione nevosa più abbondante registrata nell’arco delle 24 ore fu il 23 febbraio con 25 cm, un episodio non circoscritto in quanto fra il 21 e 24 febbraio caddero ben 44 cm di neve. La raffica di vento più forte in città la si ebbe il 24 maggio con una intensità di 67 km/h.

Nel complesso – commenta l’esperto dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena Luca Lombrososi può dire che il 2013 sia stato un anno di nuovo caldo, ben più della media, la qual cosa conferma che stiamo vivendo <una nuova normalità>, contrassegnata da aumento delle temperature medie, ma anche da estremi di caldo e, solo in misura minore, di freddo. Le piogge, apparentemente nella media, sono mal distribuite fra mesi straordinariamente perturbati a inizio anno, fra gennaio e marzo, e mesi molto secchi e scarsamente, o quasi per nulla, piovosi come luglio e dicembre. La neve o non viene per nulla o quando arriva, lo fa in modo intenso, con vere e proprie bufere. Da segnalare, anche se non ha colpito la città, il tornado del 3 maggio 2013 che interessò le zone est della provincia e la bassa pianura, di una intensità inusuale per il nostro territorio, simile a quelli della tornado Alley del Mid West degli USA, che causò comunque in città un’intensa grandinata. In altre parole, si può affermare che il global warming, sotto forma di cambiamenti climatici che riguardano tutti i fenomeni e l’aumento di eventi estremi, sono una realtà anche per il nostro territorio”.

Previsione. Intanto, l’inverno non arriva! La Befana, infatti, porterà altra pioggia battente e vento in Appennino, mentre i fenomeni saranno più irregolari nella pianura emiliana, riparata proprio dall’effetto delle montagne sul vento da SW. La settimana prossima poi le carte fanno intravedere l’espansione di un anticiclone subtropicale, simile a quelli che portano il caldo torrido in estate, il che in questa stagione significherà nebbie e smog al piano e giornate quasi primaverili in montagna.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *