Picchiata per trent’anni dal marito-mostro: bastonate sulla pancia quando era incinta

1/1/2014Ha trasformato la vita della moglie in un inferno, picchiandola ogni settimana anche di fronte ai figli e anche quand’era incinta. Un inferno al quale hanno messo fine i Carabinieri di Casina con una denuncia alla procura reggiana.

hulk09Il sostituto Maria Rita Pantani ha chiesto e ottenuto dal gip Ghini l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie prescrivendogli di mantenere comunque una distanza di almeno 300 metri frequentati, vietandogli inoltre di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con lei.

Il provvedimento è stato eseguito l’altro pomereriggio dai Carabinieri della Stazione di Casina, autori dell’indagine e della denuncia. I protagonisti della triste storia di violenze sono una operaia poco più che 50enne e un sessantenne, entrambi italiani ed abitanti in un comune dell’Appennino reggiano.

L’ultimo episodio a  metà dello scorso novembre: l’uomo a seguito di un diverbio ha preso per i capelli la moglie sbattendola a terra e riempiendola di calci e pugni davanti ai figli minori. L’ennesimo grave episodio di violenza domestica è “rimbalzato” ai Carabinieri di Casina che al riguardo hanno avviato i dovuti accertamenti scoprendo un’allucinante realtà. L’uomo infatti non era nuovo a tali episodi: nei riguardi della moglie ha sempre usato violenza già dal 1978 in maniera sistematica, ad intervalli di almeno una volta la settimana, sempre per futili motivi, in quanto ogni fatto era pretesto per picchiarla.

Violenze che non risparmiavano la donna nemmeno quando era in stato interessante con il marito che la picchiava con un bastone alla pancia. Violenze commesse davanti ai figli in lacrime i conseguenza della quali la donna per paura non ha mai sporto denuncia mentendo anche ai sanitari che l’hanno curata.

Episodi delittuosi che riscontrati dai carabinieri hanno portato all’odierno provvedimento restrittivo richiesto ed ottenuto dalla d.ssa Maria Rita Pantani sostituto presso la Procura reggiana titolare dell’inchiesta. I Carabinieri della Stazione di Casina, ricevuta l’ordinanza applicativa della misura cautelare, vi davano esecuzione rintracciando l’uomo che veniva sottoposto alla misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla moglie prescrivendogli di mantenere comunque una distanza di almeno 300 metri frequentati vietandogli inoltre di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con lei.

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