Un libro sostiene che Hitler non si suicidò nel bunker, bensì si rifugiò prima in Argentina, poi in Paraguay e infine in Brasile, dove visse fino a 95 anni in compagnia di una bonazza nera, morendo nel 1984

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27/1/14 – Il Fuhrer come Elvis! (Che se deve fa’ pe’ vender libri)

“Secondo la scrittrice Guerreiro Dias, il Fuhrer non si è suicidato nel bunker nel 1945, ma sarebbe scappato in Argentina, poi in Paraguay e infine nel Mato Grosso, dove avrebbe vissuto fino al 1984 al fianco di Cutinga, una donna di colore “per depistare le ricerche: Hitler non sarebbe mai stato con una non ariana”. L’autrice vuole fare un test del DNA e confrontarlo con i resti dell’uomo brasiliano” (Dagospia)

olocausto

Nel corso degli ultimi 70 anni in molti hanno avanzato l’ipotesi che Adolf Hitler non si sia suicidato nel suo bunker nel 1945, ma che sia scappato in America Latina come molti gerarchi nazisti. Nel suo libro Simoni Renee Guerreiro Dias afferma che il Führer morì in incognito nel 1984 in una piccola città al confine tra Brasile e la Bolivia e la prova sarebbe in una foto.
Non solo, l’autrice brasiliana sostiene che Hitler si rifugiò in Argentina e poi in Paraguay prima di stabilirsi nello stato brasiliano del Mato Grosso.

La giornalista mostra anche una fotografia in cui il presunto leader nazista è in compagnia di una donna, con cui sembra avesse una relazione. Si tratta di una donna di colore di nome Cutinga e quindi non di razza ariana. Una teoria bizzarra anche perché il dittatore sarebbe morto all’età di 95 anni.

Il libro, intitolato “Hitler in Brasile – la sua vita e la sua morte”, contraddice la teoria accettata storicamente del suicidio di Hitler nel suo bunker di Berlino il 30 aprile 1945.
Simoni ha intenzione di fare il test del DNA a un parente di Hitler e di confrontarli con i resti di questo uomo a Lipsia.

(Silvia Natella, “Il Mattino”)

SHOAH – Il Giorno della Memoria

Dopo le minacce a base di teste di maiale e slogan antisemiti, domani cerimonie, libri, film e concerti per non dimenticare

ROMA – Dal cinema alla musica, dalle voci degli uomini a quelle, mute, degli alberi. Sono tante e varie le strade della memoria e lunedì a Roma saranno altrettante le iniziative messe in campo per commemorare le vittime del nazismo, dell’Olocausto. L’evento che ricorderà al massimo livello istituzionale la tragedia della Shoah è quello fissato per le 11 al Quirinale. Alla cerimonia che celebra il «Giorno della Memoria», istituito in Italia con la legge nel 2000, parteciperanno il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ex internati e deportati insigniti delle medaglie d’onore, le scuole vincitrici del concorso «I giovani ricordano la Shoah» e gli studenti che hanno partecipato al «Viaggio della memoria».

SCUOLE ALL’AUDITORIUM – Dopo lo sfregio delle teste di maiale indirizzate in altrettanti luoghi simbolo, la sinagoga, l’ambasciata di Israele e una mostra sulla cultura ebraica, Roma non abbassa la guardia e mette in campo una serie di iniziative per non dimenticare, antidoto a qualsiasi intolleranza. Si parte dall’Auditoriumdi viale de Coubertin dove l’amministrazione capitolina celebrerà il Giorno della Memoria insieme alle scolaresche che hanno partecipato al viaggio ad Auschwitz lo scorso ottobre.

TESTIMONIANZE DAI LAGER – Protagoniste della manifestazione, a cui è attesa anche la ministra per l’integrazione Cècile Kyenge, saranno le testimonianze dei sopravvissuti ai campi di concentramento, Piero Terracina e Sami Modiano. Al Parco della Musica, alla presenza della Kyenge, del sindaco Ignazio Marino e dell’assessora alla Scuola Alessandra Cattoi, due studentesse, in rappresentanza di tutti i partecipanti, saliranno sul palco per condividere le loro emozioni rispetto alla visita ad Auschwitz e Birkenau. «La conoscenza della storia e la possibilità di ascoltare le voci dei testimoni dell’orrore – spiega Cattoi – è un’opportunità irripetibile per i ragazzi. Li accompagniamo affinchè crescano nella consapevolezza degli orrori del passato».

LA DEPORTAZIONE DAL GHETTO – Sempre per la giornata della Memoria la Regione Lazio ha inviato in tutte le scuole del Lazio il volume «16-10-1943 li hanno portati via», dedicato ai bambini ebrei romani. Il presidente Nicola Zingaretti domani mattina andrà prima all’istituto Leonardo Da Vinci a Maccarese e poi al Quirinale. Il Consiglio regionale del Lazio, invece, dedicherà la giornata a «coloro che con coraggio hanno messo a rischio la propria vita per salvare chi veniva perseguitato e ai deportati nei campi di concentramento ed in particolare a Shlomo Venezia.

GLI ULIVI DELLA PACE – Il programma della giornata partirà dal Parco della Pace, alla Pisana, dove il presidente Daniele Leodori e il presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici impianteranno un ulivo. In mattinata, alle 11, un altro piccolo ulivo di Israele verrà messo a dimora nel giardino di una biblioteca, in via della Pineta Sacchetti 78, dove verrà collocata una targa commemorativa donati dal Keren Kayemeht lelsrael, in ricordo di coloro che rischiarono la propria vita per salvare gli ebrei dal genocidio. Nel pomeriggio, alle 17,30, è prevista una fiaccolata degli Stermini dimenticati in ricordo delle vittime rom, sinti e camminanti, omosessuali, transessuali e disabili da piazza dell’Esquilino a via degli Zingari, a cui è prevista la partecipazione tra gli altri della presidente del I municipio Sabrina Alfonsi.

CINEMA E MUSICA – Passando al cinema e alla musica, all’auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi Palazzo Mattei di Giove si proietterà il film Shoah di Claude Lanzmann e il teatro Vittoria di Roma proporrà Zakhor (in ebraico «ricorda»), il concerto per pianoforte del compositore premio Oscar Luis Bacalov. In serata, ancora l’Auditorium Parco della Musica ospiterà il concerto «I violini della speranza». (Ansa)

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