Sylvester, ricordo con rabbia: migliaia di giovani in corteo, folla enorme ai funerali

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18/1/2014 – Un grande corteo, pacifico, determinato, rumoroso, colorato da una marea e dai fumogeni da stadio, e con tanto di servizio d’ordine autogestito. Duemila studenti, forse di più, di tutti gli istituti superiori  hanno sfidato la pioggia e sono scesi in piazza stamani a Reggio Emilia per ricordare Sylvester, il ragazzino ghanese di 14 anni morto cadendo da un bus della linea due alla fermata Seta di viale Piave, e per protestare per la sicurezza e le condizioni vergognose in cui si viaggia nelle ore di punta sulle linee Seta. Manifestazioni così non si vedevano da tempo: viene da chiedersi quanti sarebbero stati in una giornata di bel tempo.

La marea degli studenti in viale Piave: omaggio sotto la pioggia a Sylvester, nel punto dove è morto. Poi tutti verso piazza Prampolini (foto Bertozzi)

La marea degli studenti in viale Piave: omaggio sotto la pioggia a Sylvester, nel punto dove è morto. Poi tutti verso piazza Prampolini (foto Bertozzi)

Il corteo, partito di buon’ora dal polo di via Makallè, ha sostato nel punto dov’è morto Sylvester e dove continuano ad essere depositati fiori e messaggi, poi ha attraversato il centro ed è arrivato in piazza Prampolini, sotto il comune. I ragazzi erano ancora abbastanza per riempire più di mezza piazza, e sono rimasti imperterriti sotto la pioggia gridando slogan ad aspettare la delegazione dei loro compagni  ricevuti a palazzo Civico.

In testa al corteo c’erano anche i famigliari di Sylvester, visibilmente commossi, che reggevano uno striscione di saluto al ragazzo: “Non muore chi vive nel cuore degli altri. Ciao Sylvester”. Accanto altri due striscioni di protesta contro Seta: “Servizio pagano / sicurezza optional” e “Comune agisci, Seta dimettiti”.

La bara bianca del giovane mentre esce dalla chiesa

La bara bianca del giovane mentre viene portata fuori dalla chiesa

Il grido “Sylvester Sylvester” è stato incessante durante il corteo, insieme a “Vergogna vergogna” e “Giustizia giustizia”. Non è mancata una botta di “Assassini” seguita da “Seta-Seta”. Poi cori da stadio, modificati per l’occasione: “No, Sylvester paura non ne ha” e “No, lo studente paura non ne ha”.

All’arrivo in piazza Prampolini, un ragazzo ha improvvisato un comizio (“Siamo qui perché il Comune è il principale responsabile della sicurezza di bus e fermate”) interrotto da grida di “Vergogna Vergogna” e “Uscite uscite”. Poi una delegazione ha salito lo scalone del palazzo Civico mentre tutti gli altri sono rimasti in piazza, facendosi ben sentire. Di sicuro in Comune hanno visto e sentito tutto. I ragazzi sono stati ricevuti nella Sala rossa dal prosindaco Ugo Ferrari e dall’assessore Mimmo Spadoni. Nell’incontro ha preso la parola anche il papà di Sylvester.

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Il dolore della madre davanti al carro funebre

La madre davanti al carro funebre

Oggi pomeriggio alle 14 Rubiera si è fermata per i funerali del giovanissimo studente dello Scaruffi. Il rito pentecostale (la confessione cui appartengono i genitori di Sylvester) è stato celebrato nella Chiesa parrocchiale, con l’autorizzazione straordinaria del vescovo monsignor Massimo Camisasca.

Una partecipazione davvero straordinaria: la Chiesa, murata di adulti e giovani commossi, non è bastata a contenere l’incredibile folla arrivata per la cerimonia di estremo saluto al giovane, e ben tre altoparlanti hanno propagato le parole dei celebranti e dei ragazzi all’esterno, nella via centrale del paese. Una cerimonia in due lingue, impreziosita dalla testimonianza degli amici e da canti spiritual.

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LETTERA CHOC, LA TRAGEDIA ERA STATA PREVISTA

Una lettera choc data due dicembre e appesa alla bacheca del deposito Seta di via del Chionso aveva denunciato il rischio di incidenti a causa dei “dispositivi di sicurezza rimossi”. Ne dà notizia la Gazzetta di Reggio che pubblica anche la foto della lettera indirizzata a Seta, al delegato Filippo Allegra e ad alcuni dirigenti.

La lettera, firmata da un delegato dei lavoratori per la sicurezza, denuncia che “nel Deposito di Reggio Emilia abitualmente molti autobus sono assegnati al conducente, che prende servizio, con il dispositivo “blocca porte” manomesso oppure non funzionante nonostante gli obblighi di legge, e girano di conseguenza in condizioni di pericolo fino al rientro serale“. Poco più di un mese dopo “il pericolo” si è trasformato in tragedia. Come ha scritto Reggio Report sin dal primo giorno, una tragedia annunciata.

I due striscioni esposti da un balcone di fronte all'ingresso della chiesa

Rubiera: due striscioni esposti da un balcone di fronte all’ingresso della chiesa

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