Difende la compagna da due magrebini: massacrato di botte nel sottopasso di via Roma. Quo vadis Reggio?

2/1 –  Il centro di Reggio è sempre più simile a un set di Arancia Meccanica. Lo conferma un drammatico episodio di violenza avvenuto ieri pomeriggio nel sottopasso che collega via Roma, dalla porta di Santa Croce, a viale Ramazzini.

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Un uomo reggiano è stato pestato a sangue ed è finito all’ospedale perchè poco prima aveva difeso la fidanzata da due energumeni magrebini. Gli aggressori si sono appostati nel sottopasso della stazione di piazzale Marconi e hanno aspettato la coppia per scagliarsi contro l’uomo con violenza inaudita.

Intorno alle  16.15 di ieri una donna di 40 anni ha chiesto l’intervento della Squadra volante  della Polizia perché poco prima, nel sottopasso ciclopedonale di via Roma, aveva subito assieme al suo fidanzato un’aggressione da parte di due nordafricani di circa 30 anni, uno alto cm 180 con capelli a spazzola, giacca di pelle e pantaloni neri mentre l’altro  era di circa 1 metro e 70,  vestito con jeans e giubbotto.

Poco prima la coppia era al bar Cavour per prendere un caffè con il suo compagno, e lì lo straniero più alto le rivolgeva apprezzamenti volgari. Il compagno della donna infastidito da questi atteggiamenti ha reagito intimando ai due di smetterla.

Dopo l’alterco i due stranieri si allontanavano, la coppia invece terminata la consumazione si avviava verso Parco del Popolo con il proprio cane per poi dirigersi verso casa prendendo il sottopasso di via Roma. Qui trovavano ad attenderli i due magrebini incontrati al bar che aggredivano violentemente l’uomo: lo straniero più alto usava la propria cintura dei pantaloni per sferzare l’italiano ripetutamente alla testa, mentre l’altro si scagliava contro l’uomo a furia di calci.

A causa dei colpi inferti la vittima veniva trasportata presso il Pronto Soccorso e dimesso successivamente con prognosi di giorni 10 per ferite lacero-contuse. Degli aggressori ancora nessuna traccia, mentre cresce l’esasperazione insieme alla richiesta di un efficiente sistema di sorveglianza nel sottopasso diventato pericoloso per i pedoni e soprattutto per le donne.

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