Mandò in rovina una vedova: condannato a tre anni e mezzo il famoso mago di Lucera

24/1/2014 – E’ stato condannato a 3 anni e mezzo di carcere Antonio La Vecchia, il 70enne pugliese con fama di mago a Lucera, suo paese di origine, accusato di aver truffato un totale di quasi 230mila euro a una compaesana rimasta vedova.

La sentenza è stata pronunciaa  dal giudice di Reggio Emilia Alessandra Cardarelli, dopo le repliche del pm, della difesa, sostenuta dall’avvocato Marco Ferretti, e della parte civile, rappresentata dall’avvocato Mauro Caggiano, il quale ha chiesto un risarcimento complessivo di 2 milioni e 800 mila euro.

Nella precedente udienza il pm Manuela Mulas aveva chiesto la condanna a cinque anni di carcere. La vicenda si è snodata per diversi anni, dal 2002 al 2008. La vedova, che è rimasta sempre a Lucera, mentre l’imputato era emigrato a Rubiera, era depressa, e La Vecchia aveva svolto, telefonicamente, il ruolo di guaritore, con sistemi che ovviamente non hanno nulla a che fare con la scienza medica.

Dicendo che doveva ristrutturare una casa, e anche con minacce di morte per lei e per le sue tre figlie, aveva cominciato a farsi inviare, a colpi di 2.500 euro alla volta, dei vaglia postali. La vedova aveva ereditato, tra contante e immobili, venduti poi nel 2004, quasi in miliardo di lire.

Nell’estate del 2007 le figlie si accorsero che la madre si era messa a lavorare coma badante e stupite, si erano accorte che tutto il patrimonio che la madre avrebbe dovuto gestire era sparito. A fatica, riuscirono a farsi spiegare cosa era successo. Avevano rintracciato anche i vaglia postali e si erano rivolte ai carabinieri. I militari, tra l’altro, fecero un’ispezione nel casolare ristrutturato con i soldi della vedova: un edificio di 14 vani, con mobili antichi, scheletri di animali e ambienti che volevano essere esoterici. L’imputato, già pensionato, aveva lavorato prima come ceramista.

Per il suo difensore, l’avvocato Marco Ferretti, la vedova si era inventata tutto, raccontando quattro storie diverse, per trovare una giustificazione davanti alle figlie, e aveva chiesto l’assoluzione del proprio assistito. In realtà, secondo l’avvocato, La Vecchia si era limitato a chiedere dei soldi, e la vedova glieli dava. Non li aveva estorti. (p.l.g.)

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