Sporca guerra contro Rolando Rivi
La mostra vietata trova asilo in Cattedrale (aperta da oggi, con messa celebrata dal vescovo)
Caso politico nazionale: esposto al Miur e interrogazione parlamentare di Palmizio

11/10/2014 – La mostra sulla vita e il martirio di Rolando Rivi, sequestrato e ucciso dai partigiani comunisti alla vigilia della Liberazione – mostra realizzata in occasione della recente beatificazione del seminarista di 14 anni assassinato “in odium fidei” – approda a Reggio Emilia a partire da domenica 12 gennaio, in Cattedrale. Sarà aperta alle 18 con la Messa celebrata dal vescovo di Reggio monsignor Massimo Camisasca.

L’inaugurazione cade nel proprio nel momento in cui la mostra è diventata un caso politico nazionale. E’ noto che a Rio Saliceto è stato vietato ai bambini delle scuole di visitarla, dopo le proteste delle maestre e si dice di alcuni genitori perchè “infanga la Resistenza”. In realtà ha suscitato scandalo, in senso evangelico, il titolo di un pannello: “Domani un prete di meno”. In realtà la frase è verità storica: fu pronunciata, come attestato nei processi dopo la guerra, da uno degli assassini. In realtà di Rolando Rivi non si vuol parlare perchè il beato scuote le coscienze e mette radicalmente in discussione  l’ipocrita vulgata, peraltro in via di abbandon0, di una Resistenza adamantina e senza macchia.

Sulla vicenda il consigliere comunale di Cavriago Ivaldo Casali ha presentato un esposto al ministero della Pubblica Istruzione. E l’altro ieri  il deputato di Forza Italia Massimo Palmizio ha depositato alla Camera un’interrogazione al ministro Chiara Carrozza per sapere quali iniziative intenda intraprendere nei confronti della dirigente scolastica di Rio Saliceto che ha sospeso le visite delle scolaresche. Da notare che questa è la prima iniziativa assunta in Emilia dall’onorevole Palmizio da quando, pochi giorni fa, è stato nominato da Berlusconi nuovo coordinatore regionale di Forza Italia.

«Palmizio – si legge in una nota – condivide e sostiene lo sdegno di Ivaldo Casali, capogruppo Forza Italia a Cavriago, e di  Silvio Brunetti, capogruppo a Rio Saliceto, sulla censura alla mostra dedicata al Beato Rivi svoltasi nel comune di Rio Saliceto, e ha presentato in data 9 gennaio 2014 una interrogazione a risposta scritta al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza.

«Mi auguro – ha aggiunto – che fra gli impegni politici che mi porteranno a percorrere la regione ci sia l’opportunità di vistare la mostra “censurata”, ripresentata in Duomo a Reggio dal 12 gennaio. La storia del Beato Rolando Rivi è un esempio di inutile odio religioso; non c’è bisogno di contestualizzare, ogni occasione è utile per insegnare ai bambini il rispetto delle religioni “tutte” e il rispetto alle idee altrui, oltre, ovviamente, al valore della vita».

(Pierluigi Ghiggini)

IL TESTO DELL’ INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI PALMIZIO

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Per sapere – premesso che:

  • secondo quanto pubblicato da alcuni organi di stampa locali e dalla segnalazione di un consigliere comunale di Forza-Italia-Lega Nord del comune di Cavriago, nel corso di una visita scolastica di una mostra presso la parrocchia di Rio Saliceto in provincia di Reggio Emilia, relativa al Beato Rolando Rivi seminarista  sequestrato, torturato e infine assassinato a 14 anni, da partigiani comunisti il 13 aprile 1945, è avvenuto un grave episodio di censura, a seguito di  alcune rimostranze da parte di alcuni genitori degli alunni;
  • la censura si è verificata in conseguenza della decisione di una dirigente dell’istituto scolastico Anna Frank, la quale successivamente alle lamentele di alcuni genitori riguardo al pannello d’ingresso intitolato: “Domani un prete in meno”, ha sospeso le visite dei ragazzi delle scuole elementari con la seguente motivazione: “In considerazione dell’impossibilità, a causa dei tempi ristretti, di contestualizzare dal punto di vista storico e didattico la Mostra dedicata a Rolando Rivi, si sospende la visita”;
  • a giudizio dell’interrogante la motivazione da parte della dirigente scolastica, nonché preside della medesima, risulta essere “pilatesca”, in quanto finalizzata soprattutto a non fare conoscere ai giovani studenti, Rolando Rivi, martire della seconda guerra mondiale, ucciso dai partigiani comunisti;
  • l’interrogante segnala inoltre che, secondo la denuncia del medesimo consigliere comunale, è stato domandato al parroco di Rio Saliceto, Don Carlo Castellini, di eliminare finanche il pannello accusato, richiesta tuttavia rifiutata da quest’ultimo;
  • giova peraltro sottolineare, a giudizio dell’interrogante, che lo scorso ottobre a Modena, alla presenza di più di 5.000 persone, è avvenuta la Beatificazione di Rolando Rivi e nell’occasione, il Vescovo riportava le parole di Papa Francesco, dopo la preghiera dell’Angelus, il quale lo ha ricordato come un “bell’esempio per i giovani e come eroico testimone del Vangelo”;
  • nell’ambito degli articoli pubblicati dalla stampa locale sulla vicenda avvenuta, l’interrogante segnala un intervento appropriato e condivisibile, sull’avvenuta censura, da parte di un giornalista reggiano: il dott. Andrea Zambrano il quale ha evidenziato cheUna scuola che rinuncia a presentare la storia è una scuola che rinuncia alla sua identità e alla sua missione. Lo scandalizzarsi decisamente politically oriented di alcuni genitori è niente di fronte all’asservimento che l’Istituto di Rio Saliceto ha mostrato verso l’arroganza di pochi che hanno così costretto tanti a rinunciare ad un momento di conoscenza”;
  • il suindicato giornalista ha altresì aggiunto che: “Dire che la frase domani un prete in menoè un oltraggio alla Resistenza è non solo un falso storico, perché quella frase è vergata dalla penna di un Giudice della Repubblica Italiana e mai messa in discussione in 50 anni né da chi la pronunciò né dall’Anpi. Ma è anche un non riconoscere che la storia della Resistenza con questa Beatificazione fornisce delle chiavi di lettura che la vulgata resistenziale ha il più delle volte, se non negato, almeno taciuto.”;
  • l’intervento del medesimo giornalista è proseguito inoltre sostenendo che: la scuola pubblica è tale, se è al servizio del bene comune in una logica inclusiva e di rispetto prima di tutto della verità. Immaginiamo che con Anna Frank tutto questo sia stato fatto. Con un’altra vittima della follia delle ideologie totalitarie invece si è preferito negare questo spazio con scuse che rasentano il grottesco. Bocciata in storia, ma anche in educazione civica”;
  • l’interrogante evidenzia altresì che, la vicenda così evidenziata, proprio in virtù delle sue implicazioni etiche e religiose, ha avuto una vasta risonanza non solo a livello locale ma anche in una dimensione più vasta, in considerazione della valenza e degli effetti sociali ed educativi che un episodio del genere può determinare;

quali orientamenti intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa;

se ritenga corretta la censura eseguita dalla dirigente dell’istituto scolastico Anna Frank, riportata nella premessa, nell’ambito dello svolgimento di un ruolo istituzionale vincolato a criteri di imparzialità e correttezza didattica e formativa, le cui conseguenze hanno impedito la libertà di apprendimento e conoscenza degli alunni;

in caso negativo quali iniziative nell’ambito delle sue competenze intenda intraprendere, nei riguardi della medesima dirigente, al fine di ristabilire i necessari doveri di responsabilità da parte di insegnante scolastico dettati dal codice disciplinare e di comportamento della scuola.

On. Massimo Palmizio

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