La “prima” di Cielle. Sabato all’università il libro sulla vita di don Giussani
Parlano Savorana, Grasselli, Cristina Gherpelli e Camisasca

30/1/2014 – Difficile non vederli. Percorrendo in auto le strade principali di Reggio in questi giorni se ne incontrano molti; manifesti di sei metri, quelli che solitamente pubblicizzano HiTech o moda e che invece questa volta invitano a partecipare alla presentazione di un libro: “VITA DI DON GIUSSANI”, di Alberto Savorana.

don giussani

Il manifesto si apre con una domanda: “Si può vivere così?”, che potrebbe essere la curiosità non banale che può spingerci a saperne di più, a conoscere meglio quest’uomo che con la sua vita ha trascinato tanti non a sé, ma a Cristo e che ha visto nascere intorno a sé il movimento di Comunione e Liberazione.

Il libro sarà presentato Sabato 1 febbraio alle 17 nell’aula magna “Pietro Manodori” dell’univesità (viale Allegri). Con l’autore intervengono Luigi Grasselli di Unimore e Maria Cristina Gherpelli amministratore delegato di Ghepi srl. Porterà la sua testimonianza  il vescovo di Reggio Massimo Camisasca, che è stato alievo e stretto collaboratore di don “Gius”.

La stesura di questo testo ha richiesto a Savorana oltre cinque anni di lavoro. Più di cinquantamila pagine lette e studiate. E poi gli archivi, i testimoni, i libri… Ora che la suaVita di don Giussani (Rizzoli, 1.354 pagine, 25 euro) arriva in libreria, fa effetto sentirgli dire: «Guarda, io di mio vorrei sparire. Vorrei soltanto che a chi legge venisse il desiderio di conoscerlo ancora di più. È solo un inizio, un primo tentativo».

Si scoprono tante cose di don Giussani, leggendo. E viene voglia, appunto, di scoprirne tante altre, di approfondire la conoscenza della sua vicenda personale e del suo carisma. Ma se c’è un dato che domina da subito, dal primo sfoglio all’ultima riga, è proprio questa percezione chiara e netta di una vita che prosegue. Di un presente, non di un «devoto ricordo», per usare un’espressione cara allo stesso Giussani. Ecco, il volume di Savorana ce lo offre vivo. Per questo è una sfida.

È la potenza di un incontro. Scrive don Giussani…”Dio non ha scelto di entrare in rapporto con gli uomini attraverso un pensiero o un sentimento instillato nella coscienza del singolo, ma si è reso presente attraverso un avvenimento nel quale l’uomo si imbatte nella materialità della vita quotidiana. E attraverso il fenomeno della Chiesa il metodo che ha segnato l’inizio del cristianesimo, duemila anni fa, è destinato a perpetuarsi per tutte le generazioni future, fino a oggi.”

Andrea Ferrari, responsabile di Comunione e Liberazione a Reggio, ribadisce: “Proprio a partire da questa idea di avvenimento, di un fatto che può irrompere nella vita di ciascuno, l’incontro di sabato 1 febbraio può essere l’occasione di accorgersi o riscoprire la bellezza del fatto cristiano…”.

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