Esperta di moda o di adolescenti? Pagliani scava nelle consulenze double face della Provincia

20/1/2014La gestione delle consulenze della Provincia suscita non poche perplessità e ha indotto le opposizioni a chiedere chiarimenti immediati alla giunta di Sonia Masini.

Un caso in particolare, sollevato dal quotidiano Prima Pagina, è sotto i riflettori: le consulenze assegnate con bandi annuali per varie mansioni (infanzia e adolescenza, volontariato, integrazione), mentre la persona interessata, giornalista pubblicista da quattro anni, ha lavorato una vita nel marketing moda. La consulente, che prende 32 mila euro lordi all’anno, sarebbe in realtà la segretaria di un assessore.

Ha colpito in particolare la selezione fulminea per il 2014, bandita e chiusa a tempo record in pochi giorni sotto Natale.

Il capogruppo Pdl-Forza Italia Giuseppe Pagliani ha subito chiesto chiarimenti con un’interpellanza alla presidente Masini.

Pagliani premette che la stampa locale ha riferito delle anomalie «che avrebbero caratterizzato, negli anni, il conferimento di alcuni incarichi alla medesima persona, soprattutto con riferimento alla tipologia del lavoro richiesto dall’Ente rispetto alle professionalità specifiche proprie del prescelto», e fa notare le «stupefacenti giustificazioni» addotte dall’amministrazione quando sostiene di dover «far fronte a nuove e urgenti necessità che il personale dell’Ente – per numero o competenze richieste – non poteva affrontare in modo adeguato».

Pagliani sottolinea come appaia quanto meno anomalo – a tacere d’altro – che nel conferimento dei vari incarichi si è individuata come “esperta” una persona la professionalità della quale – come risulta per tabulas – poco rileva rispetto alla specificità delle materie oggetto degli incarichi stessi».

Da qui l’intepellanza per sapere «se risponda al vero la notizia che l’incaricato – nel 2012 – ha svolto la propria attività per l’Ente già il mese prima della stipula del contratto di collaborazione con l’Ente stesso;

se risponda al vero che il pubblicista più volte incaricato dall’Ente, con esperienze prevalentemente orientate nel campo del marketing, della moda e del design, è stato – in ragione delle professionalità richieste dai bandi –  ritenuto “esperto” d’infanzia e adolescenza, di volontariato e di progetti d’integrazione con gli stranieri;

se non ritiene che per alcune attività richieste dall’Ente (quali, ad esempio, la raccolta dati di buone prassi e la progettazione di iniziative volte a promuovere l’integrazione sociale) sarebbe stato certamente più coerente ricercare professionalità esperte in statistica o in mediazione culturale;

se – infine – «sia uso dell’Ente consentire che il personale non di ruolo, ma che collabora saltuariamente, disponga e utilizzi l’indirizzo di posta elettronica dell’Ente stesso, nel qual caso si chiede di conoscere la disposizione di legge che a ciò autorizza».

Sulla vicenda prepara una bordata anche il consigliere Stefano Tombari di Progetto Reggio. In una dichiarazione pubblicata stamani sempre da Prima Pagina, Tombari annuncia di aver chiesto informazioni su tutti i bandi a cui ha partecipato questa persona «per vedere se non si sia trattato di un’assunzione mascherata».

Inoltre fa notare che , in base ai verbali di valutazione del bando 2013 (che si è appena concluso) «stranamente si erano presentate solo due persone, una delle quali poi è il giornalista che ha vinto. Mi chiedo se non ci troviamo di fronte a una prassi simile a quella che abbiamo incontrato per il caso Koinos-Gesta».

Il riferimento è al bando per il Global Service della Provincia, vinto dalla cordata Gesta (Ccpl), che era l’unica concorrente e su cui la Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo.

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