Dov’è finito l’assessore Zelioli?
Il sindaco di Albinea ai media: “Troppe notizie pruriginose, allentate la presa”

16/1/2014 – “Allentate la tensione mediatica”. Questa la richiesta avanzata dal sindaco di Albinea Graziella Carri, a nome della famiglia e del vicesindaco Poletti, a proposito della scomparsa dell’assessore all’Urbanistica, l’imprenditore della comunicazione Roberto Zelioli. L’amministrazione chiede la pubblicazione integrale di un suo comunicato. La richiesta è singolare, tuttavia REP non vi si sottrae.

«Riguardo alla dolorosa vicenda dell’allontanamento dell’assessore Roberto Zelioli, come Amministrazione Comunale e famiglia Zelioli siamo con la presente a richiamare gli organi di informazione, le istituzioni e i cittadini coinvolti a mezzo stampa ad un comportamento rispettoso della persona, della sua famiglia, degli amici e dei colleghi. Riteniamo che il legittimo diritto di cronaca non possa mai sfociare nel pruriginoso o nel morboso e crediamo che alcune notizie riportate da giornali e cittadini non siano di nessun aiuto alle indagini, non siano di nessun interesse per chi legge se non a quei pochi attratti da curiosità poco eleganti che non si confanno ad una situazione così angosciante.

Riteniamo il citato diritto di cronaca sacrosanto, ma altresì facciamo notare come tutte le notizie e i contorni della vicenda siano ormai noti e chiediamo perciò a tutti di allentare la tensione mediatica in atto per permettere alle persone coinvolte di vivere, per quanto possibile, più serenamente un momento tanto grave.

Oltretutto non condividiamo l’idea che un possibile momento di debolezza di Roberto dia il via ad una serie di ipotesi non fondate sui suoi comportamenti e soprattutto dia la possibilità a chiunque di scavare nella sua privacy in maniera del tutto inopportuna».

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E’ solo il caso di ricordare che i giornalisti hanno il dovere di informare nel modo più completo possibile quando le persone, a maggior ragione se ricoprono ruoli pubblici e svolgono attività di rilevanza sociale, non danno più notizia di sé.

La tutela della privacy dei minori è per i giornalisti un obbligo morale e deontologico non derogabile, tuttavia non può significare silenzio o autocensure su una vicenda drammatica e dolorosa come questa.

Specialmente dopo il silenzio di ben dieci giorni – anche da parte dell’amministrazione – sulla scomparsa di Zelioli. Il sindaco non avrebbe dovuto, con tutte le cautele del caso, informare i cittadini della situazione anomala creatasi nell’amministrazione?

Tutti quanti speriamo che Zelioli dia notizie di sé al più presto, e torni la serenità. (p.l.g.)

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