Teletricolore, la crisi spezza in due il gruppo tv. Ma le redazioni di Reggio e Modena non chiudono

3/1/ 2014 – ORE 17. Il prossimo 20 gennaio chiuderà la redazione con tutte le attività di Teletricolore a Reggio Emilia. La notizia choc arriva da Bologna, ed è stata diramata dall’ufficio stampa della Giunta Regionale. Proprio in Regione è stato firmato oggi l’ennesimo accordo sindacale tra la proprietà del gruppo Rete 7, che fa capo a Nino Spallanzani, i Comitati di redazione, Aser e Federazione della Stampa.

NE RIMARRA' SOLO UNA (DI RETI). GIA': GAME OVER. TUTTAVIA THE SHOW MUST GO ON (A BOLOGNA)

TANTO TUONO’ CHE ALLA FINE PIOVVE. HIGHLANDER TV, NE RIMARRA’ SOLO UNA DI RETI? BOH. TUTTAVIA THE SHOW MUST GO ON (A BOLOGNA)

Secondo il comunicato la storica emittente reggiana continuerà a trasmettere, ma non più dal palazzo di via Edison, bensì dalla sede di Rete 7 di Bologna, dove verrebbe trasferito tutto il personale in contratto di solidarietà. Contratto pesante, con riduzione di orario sino al 50% per giornalisti e tecnici e del 60% per gli amministrativi.

ORE 18 – Tuttavia fonti del Comitato di redazione hanno corretto la notizia: in base alla versione di chi ha partecipato alla firma, il 20 gennaio Rete 7 cesserà di trasmettere su Modena e Reggio, ma Antenna 1 e Teletricolore continuerebbero a operare in una nuova società. Per i redattori e i tecnici che non dovessero accettare il nuovo assetto scatterebbe il contratto di solidarietà col trasferimento a Bologna. «Non è detto – ha aggiunto un delegato sindacale – che le sedi di Reggio e Modena siano destinate alla chiusura».

ORE 18,50 – In serata il direttore Giovanni Mazzoni in una dichiarazione all’Ansa (vedere sotto) ha dichiarato che «Antenna 1 e Teletricolore non chiuderanno, ma passeranno a una nuova società che garantirà la continutà delle trasmissioni e dell’occupazione».

IL RISCHIO DEL "MONOSCOPIO" SEMBRA AL MOMENTO SCONGIURATO...

IL RISCHIO “MONOSCOPIO” SEMBRA AL MOMENTO SCONGIURATO…

IL COMUNICATO DELLA REGIONE

«Contratto di solidarietà, fino al 31 dicembre  2014, per i 34 lavoratori (17 giornalisti, 11 tecnici e 6 amministrativi) del Gruppo Rete 7 Spa nonché la cessazione delle attività, a partire dal prossimo 20 gennaio, della sede di Modena (Antenna 1) e Reggio Emilia (Teletricolore).

È questo quanto previsto dal verbale d’accordo siglato oggi a Bologna in viale Aldo Moro dai rappresentanti della proprietà di Rete7 Spa, dal Comitato di redazione dei giornalisti (assistito da Associazione della stampa dell’Emilia-Romagna e da Fnsi, Federazione nazionale della stampa), dalle Rsu e dai sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom.

I lavoratori – in contratto di solidarietà, mensile e verticale, con riduzione oraria fino al 50% per i giornalisti ed i tecnici e riduzione oraria fino al 60% per gli amministrativi – saranno trasferiti nella sede di Rete 7 a Bologna».

***

IL LANCIO ANSA CON LA DICHIARAZIONE DI GIOVANNI MAZZONI

ANSA – Lancio delle 18.46

Tv: nuova società rileva Antenna 1 Modena e Teletricolore (vedi “Tv: chiudono Antenna 1 Modena…” delle 17.15 circa)

(ANSA) – BOLOGNA, 3 GEN – Antenna 1 di Modena e Teletricolore di Reggio Emilia non chiuderanno, come annunciato dalla Regione Emilia-Romagna sulla base del testo dell’accordo, ma passeranno, dal 20 gennaio, ad una nuova proprietà, la società Rtr7, che garantirà la continuità delle trasmissioni e dell’occupazione.

Lo afferma Giovanni Mazzoni, direttore di Rete 7-E’ Tv, sull’esito dell’incontro avvenuto in Regione. La società, in pratica, si è divisa in due: da una parte la tv bolognese, Rete 7, dall’altra le tv modenese e reggiana Antenna 1 e Teletricolore. La nuova società comincerà le trasmissioni il 20 gennaio, con una nuova veste societaria, ma in continuità con l’attuale gestione.

 “I lavoratori – spiega Mazzoni – potranno scegliere se passare a questo nuovo operatore che è ovviamente pronto ad assumerli, o se rimanere nella vecchia società, accettando il trasferimento a Bologna e il contratto di solidarietà. Le trasmissioni non avranno nemmeno un giorno di stop”.

Le due società hanno, al momento, la stessa proprietà, anche se non si esclude l’ingresso nel capitale di nuovi imprenditori.

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