Vade retro Iren! Pagliani: “Sulla discarica di Rio Riazzone no a compromessi. Assurdo pensare di smaltire gli scarti degli inceneritori di Parma e Piacenza”

SCANDIANO: NESSUN COMPROMESSO PER LA RIAPERTURA DELLA DISCARICA DI RIO RIAZZONE

“Nutriamo totale sfiducia per il balletto di numeri che riguardano la quantità volumetrica di materiale che andrà a ricoprire parzialmente la discarica di Rio Riazzone.

Si parla di circa 70000 mc, dato emerso nell’ultimo incontro svoltosi tra Iren, il sindaco di Scandiano ed il presidente del comitato di San Ruffino Stefano Cigarini. Per troppi anni la discarica ha rappresentato un sacrificio ambientale e viabilistico per il nostro territorio comunale. L’ipotesi di utilizzare scarti provenienti dagli inceneritori di Parma e Piacenza, per ricoprire aree della discarica, ci preoccupa infinitamente.

Vi sono paesi europei che da anni hanno avviato esami specifici considerando gli scarti da inceneritore materiale a rischio per la produzione di eluati e la conseguente di diossina. Non fidandoci degli impegni presi in passato dalla provincia di Reggio Emilia e dai comuni di Scandiano e Castellarano, oltre alla non chiarezza relativa ai differenti dati che vengono anche rappresentati e proposti da Iren: ribadiamo dunque la più totale convinzione nel cassare qualsiasi ipotesi di utilizzo di scarti provenienti dalla combustione degli inceneritori.

Se l’intenzione mal celata è quella di smaltire scarti da inceneritore, non pensino di utilizzare un sito chiuso definitivamente, per ammissione delle amministrazioni locali a questa ipotesi.

Non c’è assolutamente alcun termine di mediazione, gli inerti sono una cosa, e già vedevamo di malgrado il balletto poco credibile relativo ai diversi quantitativi previsti per la copertura della discarica. Gli scarti e le combustioni incenerite non riteniamo neppure di doverli prendere in considerazione.

Questa battaglia ambientale prosegue l’impegno preso e non mantenuto dalle amministrazioni locali e provinciale di non aprire più la discarica di Rio Riazzone a nessun materiale ritenuto a torto od a ragione inquinante; l’unica ipotesi plausibile è quella relativa alla copertura originaria prevista da effettuarsi con ghiaia ed argille e solo in alternativa con materiali inerti edili”.

Giuseppe Pagliani Capogruppo FI-PDL in Provincia

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