Un ponte antimafia Reggio-Catania. Roccuzzo & Bini insieme per il film sui ragazzi di Pippo Fava

22/12Domani sera al Teatro Bellini di Catania, alle 20, anteprima nazionale del film “I ragazzi di Pippo Fava” tratto dal libro “Mentre l’orchestrina suonava gelosia“, libro scritto dal giornalista Antonio Roccuzzo sulla mitica redazione di ventenni riuniti attorno a Pippo Fava, fondatore e direttore de “I Siciliani”, ammazzato dalla mafia trent’anni fa. Proprio nell’anniversario del delitto, il docu-film andrà in onda il 5 gennaio su Rai3.

L’opera è sponsorizzata da Fitalog, il consorzio di logistica collegato al sindacato autotrasportatori Fita-Cna, presieduto dal reggiano Enrico Bini, presidente uscente della Camera di commercio. Bini parteciperà anche al dibattito in programma lunedì mattina nel foyer del Bellini, per testimoniare la propria esperienza sul fronte antimafia al Nord. Antonio Roccuzzo è stato uno dei ragazzi di Pippo Fava e per alcuni anni anche caposervizio della Gazzetta di Reggio.

Il docufilm “I ragazzi di Pippo Fava”: ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Antonio Roccuzzo, prodotto da Cyrano New Media con RaiFiction, regia di Franza Di Rosa, tratto dalle pagine di “Mentre l’orchestrina suonava gelosia”, un libro scritto da Antonio Roccuzzo, che fu proprio uno dei Ragazzi di Pippo Fava.

isiciliani

Pippo Fava non era solo un grande giornalista, libero e indipendente, uno straordinario intellettuale siciliano, che morì per aver difeso ostinatamente il diritto di cercare e raccontare la verità. Fava è stato anche un maestro di professionalità e di impegno civile: scelse deliberatamente di condividere il progetto del suo giornale “I Siciliani” con un gruppo di giornalisti ventenni, nella convinzione profonda e orgogliosa di trasmettere a quei giovani un progetto di libertà attraverso gli strumenti del giornalismo migliore: “Non c’è giornalismo senza libertà”, ripeteva Fava in ogni occasione.

La figura di Pippo Fava continua ad essere un esempio di straordinaria attualità, soprattutto per le giovani generazioni. La sua storia e la storia dei ragazzi che lavorarono con lui è un invito appassionato a non rinunciare, a non girare lo sguardo altrove, a costruire tenacemente, giorno per giorno, un futuro fondato sui valori di una società responsabile.

Nel docufilm si intrecciano tre linee di racconto: la fiction, che ricostruisce con libertà narrativa il carattere e le emozioni di quel gruppo di ventenni; i video di repertorio – in parte inediti – che ci restituiscono le parole e il carisma autentici di Pippo Fava; e due testimonianze: di Claudio Fava, figlio di Pippo, e che fu anche lui uno dei ragazzi della redazione, e di Antonio Roccuzzo.

Per i “carusi” di Pippo Fava, fare “I Siciliani” era semplice: “Bastava raccontare la penetrazione degli interessi criminali e della cultura mafiosa nelle viscere della città. Bastava descrivere la realtà e le gesta dei potenti dell’isola. Era una questione elementare: fare cronaca”.

Nel cast del docufilm, “I ragazzi di Pippo Fava”, la partecipazione straordinaria di Leo Gullotta, accanto ad un gruppo di attori giovanissimi: Francesco La Mantia e  Karoline Comarella, i protagonisti. Con loro, tutti siciliani,  Paride Cicirello, Stella Egitto, Luciano Falletta, Barbara Giordano, Alessandro Meringolo, Giuseppe Mortelliti. Con la partecipazione di Antonello Costa e Alessandra Costanzo.

Come detto, l’anteprima del docufilm  sarà preceduta, lunedì 23 dicembre alle 10 nel foyer del Teatro Massimo Bellini di Catania, da un dibattito su “Imprese e legalità” che coinvolgerà alcuni imprenditori.

«A trent’anni dall’omicidio di Giuseppe Fava, all’epoca de “I Siciliani”,  il giornale che con le sue inchieste di denuncia dei poteri criminali, padroni della città, colpì nel segno, qual è la situazione a Catania e in Sicilia?
Quali strade sono state intraprese, o si possono intraprendere, per dare un futuro di lavoro e sviluppo alle giovani generazioni?».

La “tavola rotonda” proverà a suggerire alcune risposte – si legge in una nota di presentazione – «grazie agli ospiti che parteciperanno all’incontro, a cominciare da Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, imprenditore dei trasporti che per combattere la mafia ha attivato,  proprio presso la Camera di Commercio reggina, insieme all’associazione Libera che presiede, uno sportello antiracket e antiusura per raccogliere le segnalazioni degli imprenditori. Titolare di un consorzio,  ha aperto una filiale a Catania.

Al dibattito parteciperà anche Tiziana Primori, presidente Coop Sicilia e vicepresidente Coop Italia, firmataria del protocollo d’intesa con il Ministero dell’Interno per la gestione della rete Despar, confiscata a imprese mafiose siciliane. Ed ancora, Mimmo Costanzo, imprenditore edile. Nel 2013, fondatore della Cogip e socio al 50% della Tecnis, ha aggiunto un tassello al suo profilo di imprenditore sociale, consegnando in anticipo un lotto di 11 km della Salerno Reggio Calabria.

Ed infine, Ornella Laneri, amministratore delegato di Sheraton Catania, presidente Confindustria Sicilia Alberghi e Turismo, presidente della Fondazione Mediterraneo Antico, che ha come scopo la salvaguardia e la promozione del patrimonio culturale attraverso iniziative, eventi, borse di studio; membro del Cda di Sicilian Venture Phylantropy Foundation che supporta le start up.

A coordinare gli interventi sarà l’autore del libro da cui è tratto il docufilm “I ragazzi di Pippo Fava”, il giornalista de La7 Antonio Roccuzzo.
Il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, aprirà con i suoi saluti la mattinata. A chiudere i lavori sarà il primo cittadino di Catania, Enzo Bianco. Previste anche le testimonianze di esperienze catanesi di impresa giovanile coniugata alla legalità.

A cominciare da quella di Francesco Mannino, presidente di “Officine culturali”, un’associazione no profit di giovani professionisti che lavorano nel settore della valorizzazione e della tutela del patrimonio culturale catanese. Dal 2010 si occupa della gestione dei servizi aggiuntivi del Monastero dei Benedettini di Catania.

Ed ancora, Claudia Campese, direttore responsabile “Ct-zen”, un Web magazine, oggi associazione onlus, nato dall’esperienza di Step-1, all’interno dell’Università di Catania. Esperienza contrastata ma viva; un modo di fare informazione tra e per i ragazzi.

Mario Scuderi: ha studiato per diversi mesi in Danimarca, per un Erasmus. Decide di tornare a Catania per completare gli studi di ingegneria gestionale e con un gruppo di amici crea Youthub Catania, associazione che aggrega studenti da diverse facoltà per lo sviluppo di idee imprenditoriali innovative. Dopo la laurea lascia nuovamente la Sicilia per andare a lavorare fuori. Ma anche in questo caso sceglie di tornare per continuare a creare imprese innovative collaborando all’apertura dell’acceleratore d’impresa Working Capital di Telecom Italia a Catania.

Ed infine, Enrica Arena. E’ co-fondatrice di Orange Fiber, ovvero riciclo, innovazione e benessere, alla base del progetto di moda sociale sviluppato da un team tutto femminile. Unendo due eccellenze italiane, come l’industria tessile e la coltivazione di agrumi, Orange Fiber si occupa della creazione di abiti, realizzati dagli scarti di agrumi e dagli agrumi interi che sarebbero destinati al macero»

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