Attacchi al Prefetto, lettera di Todaro: “Non ho offeso nessuno e non sono un delinquente”

20/12 – «In questi giorni si sta ripetendo la stessa routine che ho vissuto tre anni fa: si vuol far credere con “notizie mediatiche” che io possa essere un delinquente. Così non è! Io sono per la legalità. A Reggiolo ho solo espresso il mio parere senza offendere nessuno; anche se il signor Prefetto sta lavorando bene in altri casi, penso che nei miei confronti ha esagerato e perseverato».

Con una lettera inviata a Reggio Report, il costruttore Raffaele Todaro si difende e racconta la sua versione su quanto è accaduto all’assemblea di Reggiolo, organizzata da Camera di Commercio e fondazione Caponnetto, sulle infiltrazioni criminali nella ricostruzione post terremoto.  Todaro, titolare delle imprese Giada e Raffaella, ex genero del boss Antonio Dragone, era intervenuto per protestare contro l’interdittiva antimafia emessa nei sui confronti della Prefettura di Reggio. Nel suo intervento aveva attaccato ripetutamente il Prefetto Antonella De Miro, al punto da indurre il presidente camerale Enrico Bini  a chiudere il dibattito.

Nella lettera, che pubblichiamo di seguito, ribadisce la convinzione di subire un trattamento ingiusto, afferma che “Bini ha interpretato male” e aggiunge: «Dopo il mio intervento tutti i relatori sono rimasti senza parole, compreso il maresciallo di Reggiolo che già conosceva la mia storia».

LA LETTERA DI TODARO: “NON SONO UN DELINQUENTE, CON ME IL PREFETTO HA SBAGLIATO” 

Da premettere che sono per la legalità. Ciò può essere provato con il certificato dei carichi pendenti e certificato penale del casellario giudiziale. A 51 anni se la pensassi in modo diverso, come qualcuno vuole far credere, questi non risulterebbero puliti!

In questi giorni si sta ripetendo la stessa routine che ho vissuto tre anni fa, ossia notizie mediatiche dove si vuole fare credere, a chi legge o ascolta, che io possa essere un delinquente; così non è! Per come state divulgando informazioni sui giornali sembra di essere in Cina o a Cuba, dove non esiste il diritto di espressione e pensiero garantiti costituzionalmente. Lunedì sera, dopo che i signori presenti avevano finito di relazionare, hanno chiesto ai presenti se qualcuno aveva qualcosa da dire in merito a ciò che era l’argomento della serata.

Ciò premesso, io e mio cognato siamo intervenuti per dimostrare quanto il provvedimento del Prefetto, se pur ritenuto giusto dalle Autorità, abbia causato malessere a persone che con criminalità organizzata e via discorrendo non hanno nulla a che fare. L’intervento inoltre rammostrava congratulazioni al sindaco per il lavoro svolto nel paese perché terremotato. Ho solo espresso il mio parere, senza offendere nessuno, anche se il signor Prefetto sta lavorando bene in altri casi, penso che nei miei confronti ha esagerato e perseverato. Faccio presente che sono qui da 22 anni, ho sempre lavorato, non ho avuto problemi con nessuno, non sono mai stato condannato, come sapete ero genero di Dragone Antonio deceduto nel 2004, ho sempre fatto il mio dovere da padre di tre figli, nel 2007 la stessa Prefettura mi ha dato il certificato antimafia con esito positivo e invece nel 2010 l’ho avuto negativo, è cambiato soltanto il mio stato matrimoniale in questi anni.

Il mio intervento è stato interpretato male dal signor Bini che si è subito scaldato difendendo chi non è mai stato offeso. Voglio precisare che lui non ha azzittito nessuno. Dopo il mio intervento i signori relatori, ascoltandomi, sono rimasti TUTTI senza parole, compreso il maresciallo di Reggiolo che già conosceva la mia storia. Sia a lui che al capitano dei carabinieri di Guastalla avevo dato copia in passato di ciò che anche quella sera ho distribuito. Mi auguro che queste mie puntualizzazioni verranno stampate  e che la gente sappia la verità dei fatti di come sono andate veramente le cose e che io ho anche registrato per tutelarmi.

In sostanza: mi sono solo difeso, come in tutte le democrazie; ho solo controbattuto a ciò che ingiustamente sto subendo (libertà di parola e di espressione)!”.

Raffele Todaro, Reggiolo

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Una risposta a 1

  1. Raffaele Todaro Rispondi

    23/12/2013 alle 12:49

    Buongiorno, faccio i complimenti a voi che avete pubblicato il mio documento e che invece gli altri giornali COMUNISTI non vogliono fare arrivare la verità dei fatti ai lettori, grazie

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