Fabrizio Tavernelli insegna a “volare basso” (new album)

Sabato 7 Dicembre – FABRIZIO TAVERNELLI: “VOLARE BASSO”
release party @ I Vizi del Pellicano (via Ronchi Fosdondo 11, Correggio) – INGRESSO LIBERO – TESSERA ARCI – LIVE ORE 22,30

Durante la serata distribuzione dei CD (+ eventuali optional) ai raisers della zona che hanno partecipato alla Campagna di Volo….e naturalmente CD disponibile per tutti 

volare basso

Volare Basso, scelta di vita o necessità di sopravvivenza?

“Dopo anni in cui si è volato alto, troppo alto, fino a bruciare e perdersi nel vuoto: un volare senza rotta, senza direzione certa, un volare che è stato soltanto una brama di altezza, un sovrastare tutto e tutti, fino a quando ci si è accorti che invece si trattava di una caduta, un precipitare vertiginoso, uno schiantarsi, una nuova condizione di esseri cadenti e decadenti.

Le religioni, la filosofia, la letteratura, l’arte hanno nel tempo rappresentato questo rovinare: angeli caduti dal paradiso all’inferno, volatili mitologici come metafore delle tipologie umane, uomini che hanno sfidato dei, leggi e fisica per rubare il segreto del volare.

Fino ai nostri tempi in cui il volare si è trasformato in un gioco di ruolo, in una ennesima fiction, in un reality in cui spiccare il volo o schiantarsi paiono essere le uniche possibilità di una una umanità disperata, in agonia.

Il volo, un tempo gesto nobile, liberatorio, che spezza la catene, che fugge la gravità terrestre, ha rappresentato la parte più spirituale, coraggiosa, pura, che ha permesso agli uomini di raggiungere altri stati di coscienza, di cercare altre verità . Il volo sciamanico ancestrale, il volo onirico, il volo psichedelico nelle profondità interiori, i voli fantastici verso altri mondi e universi, il volo negli abissi della follia, il volo poetico, il volo dell’uomo che reagiva ad una condizione svantaggiata per nascita o censo e che faticosamente conquistava una elevazione, una coscienza dei propri diritti.

In questi giorni, in questo tempo io non ho capito se il nostro volare basso sia un rovinare, una strategia, uno sfracellarsi, uno scortircarsi contro i muri della società.  Difficile è capire se stiamo ancora volando o se in verità siamo tornati ad un primordiale strisciare, i momenti che stiamo vivendo paiono aver definitivamente tarpato le ali, la creatività, le utopie.

Già, l’utopia del volo : l’uomo è stato davvero sulla luna? Non ne siamo più così certi, eppure ci abbiamo provato. Abbiamo conosciuto la deriva nello spazio, l’abbandonarsi alle correnti ascensionali, il costruire protesi e veicoli per alzarsi, dalle ali di cera ai veicoli volanti. Abbiamo avuto la possibilità di orbitare, raggiungere il punto più alto, le vette dello spirito, da cui osservare asceticamente quello che si agita in fondo: uomini affannati, vocianti, che si accapigliano per qualche spicciolo in più o per elemosinare qualche ruolo in più nel nuovo sistema a caste della tecnocrazia.

Meglio il volo notturno allora, il volo dei pazzi.

Ci sono due coincidenze che si intersecano nel prendere forma dell’album:

– la prima è la visione della mostra “Borderline” in quel di Ravenna, una immersione totale, un labile confine tra arte figurativa e follia, opere di artisti che hanno esplorato il lato oscuro del proprio animo, oppure visioni/rivelazioni di internati psichiatrici. Arterapia, anti-accademia, art-brut, surrealismo, Goya, Dubuffet, Bosch, Brueghel,  il manicomio San Lazzarro di Reggio Emilia.

– la seconda coincidenza è la lettura dei “Bestiari del Medioevo” libro di Michel Pastoureau in cui molte delle caratteristiche umane sono rappresentate da animali. Non a caso il capitolo più composito è quello sugli uccelli o altri animali volanti fantastici. Tra miniature, osservazioni, nozioni e leggende ha preso volo il mio pensiero che ha cominciato a intravedere i suoi consimili nelle spoglie di aquile, corvi, fenici, pipistrelli, avvoltoi, ibis, galli, cigni.

Da lì ho cominciato a trovare un percorso nel disco, una ricognizione dall’alto, una tensione tra l’elevazione, tra l’alta quota vertiginosa e l’essere qui e ora, costretto di nuovo alle bassezze della vita, al ritrovarmi nella sottomessa posizione dei miei avi, nel ritrovarmi nella ancora dolorosa prospettiva della visione del sotto in su.

Da questa posizione, costretto dalla quotidianità della vita, dal non poter campare di arte e musica, dalle difficoltà economiche e dal disagio della realtà ho cominciato ad osservare il volo basso della musica costretta ad una melensaggine fatta di tuffi al cuore e amore, di svenimenti, un po’ come negli anni ’50 italiani. Canzonette da fine regime dove ancora si canta di papere, dove crescono papaveri alti, mentre intorno si aggirano spietati bastardi pronti a fare soldi sul dolore e sulle intime oscenità che si fanno spettacolo televisivo. Anni ’50, dove però c’erano ancora possibilità di risollevarsi. Quando la musica era ancora ascensore sociale e non questione di casate o passatempi per ricchi annoiati. Anni ’50 che erano sì un dopoguerra, che però preannunciava un boom economico, che precedevano gli anni ’60, una stagione di rivoluzioni culturali. Quello dei nostri anni, è invece un dopoguerra infinito tra le macerie di anni di derive culturali, dove non si vede alcuna rivincita, alcuna ricostruzione. Quello che si prospetta è soltanto un immobilismo, un senso di fatalità, una superstizione oscurantista. La fuga pare essere l’unica scelta.

Il volare Basso è quello delle Cellule Dormienti, che dopo aver finto una morte apparente per ingannare i nemici o i controlli, potrebbero riattivarsi all’improvviso e cominciare una nuova resistenza?

Il Volare Basso è la scelta sciagurata di chi per sopravvivenza, quieto vivere o mero calcolo, abbandona come uno scafista di un barcone di povere anime i propri ideali, le proprie aspettative, per trasformarsi in un’altra persona, per trasformarsi nel suo peggiore nemico. Irriconoscibile a se stesso. Uno scafista senza scrupoli che trasporta il proprio animo verso sponde dove abbandonare la propria coscienza, il futuro.

C’è invece chi vuole lasciarsi alle spalle le cose. Il frastuono, il troppo pieno,. Un volo, un allontanarsi dal bombardamento di input/informazioni/immagini, un fuoriuscire dalle spoglie di una società che ci ha relegati al ruolo di “consumatori”. E’ il raggiungimento dell’essenziale, certo difficile e solitario, verso le alte vette dello spirito.

Ci sono i voli pindarici, le strombazzanti campagne di immagine, il marketing delle grandi opere edificate sul nulla. Ponti svettanti sull’abbandono dei luoghi, sul franare dei sistemi, sulle derive culturali. Ponti e cattedrali come pulpiti per politici che si inarcano minacciosi sul territorio devastato, ponti da cui pendono i cadavere della crisi economica, del default, dello spread.

Volare Basso è l’affaticamento, il ritrovarsi con ali corrotte, sbrindellate, consumate, ali inservibili. Tanto da farci sembrare giocattoli rotti, piccoli velivoli che ormai girano su se stessi scarichi, che piegano esausti, abbandonati, che si lanciano nel vuoto senza sapere se questa sarà l’ultima caduta.

Fabrizio Tavernelli

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“Troppi ‘scafisti dell’animo’, indecente trattare così il sindaco”

Dovrei occuparmi d’altro, essere diplomatico, tenere la dialettica chiusa nelle stanze, non inimicami nessuno, guardare le cose dall’alto ma non c’è niente da fare non ci riesco, è più forte di me e va oltre ogni calcolo, opportunismo e ipocrisia. Voglio parlare della triste vicenda che sta investendo la mia “virtuosa” cittadina (il caso è quello di En.cor di cui si sta parlando sulla stampa locale da mesi). Non sto a fare la cronaca del flop finanziario, della sfiducia in seduta consigliare, delle dimissioni del sindaco e del prossimo commissariamento del mio comune. E’ una bruttissima pagina di politica con la p veramente piccola. Il sindaco ha senza dubbio grosse responsabilità e le sue scuse ai cittadini giungono in ritardo ma lo spettacolo dei consiglieri, degli assessori, del partito che lo ha sostenuto a spada tratta sino a ieri e che oggi lo lascia solo, abbandonato e unico capro espiatorio-elettorale è veramente vergognoso e indecente. Roba umanamente insopportabile. Un teatrino rappresentato da una assemblea che tenta di mettere toppe qua e là, una assemblea di iscritti che assomiglia (anzi è) a un regolamento tra famigliari, parenti, amici, cugini che ha deciso per decenza e decoro cittadino di abbandonare a se stesso lo zio più importante. La foto di oggi sui giornali locali del Sindaco lasciato solo, circondato da sedie vuote è emblematica e quasi mi porta ad esprimergli solidarietà (pur non essendo stato d’accordo da tempo su diverse sue scelte e rapporti politici). Intorno, dietro, davanti a lui tanti “Scafisti dell’Animo”.https://soundcloud.com/fabrizio-tavernelli/lo-scafista-dellanimo/s-jAINK (Oggi, 4 dicembre, sul suo profilo Facebook)

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Biografia biologica

Cantante, musicista, produttore, dj, scrittore automatico, homo curiosus, equilibrista esistenziale, minipimer, resistente, artista alla frutta.

Coinvolto in innumerevoli progetti musicali, tra canzone e sperimentazione, agisce da diverso tempo nella scena nazionale della contaminazione musicale, adottando questa formula come pretesto in cui inglobare qualsiasi influenza, qualsiasi incrocio tra diverse discipline.

Fonda negli anni ottanta “En Manque D’Autre” surreale gruppo avant-garde con il quale incide quattro album (“I nuovi arricchiti”, “Cianciulli”, “Noi

siamo i tecnovillani”, “Folk Acido”) la band diventa un nome di culto attraverso performance estreme (tra i tanti il tour italiano con Arezzo Wave e l’apertura ai PIL di Johnny Rotten/Lydon) e grazie allo spazio sulla stampa specialistica nazionale.

Nel frattempo inizia l’attività di dj in radio specializzate come Studiosei e Mondoradio e nei primi locali alternativi reggiani come il Ritz.

Nel ’92 si laurea al DAMS di Bologna con una tesi su Andrea Pazienza e il nuovo fumetto italiano.

Un anno dopo l’incontro con Massimo Zamboni e Giovanni Ferretti (ex CCCP) da inizio alla collaborazione con la label/factory “I Dischi del Mulo”, nascono gli Acid Folk Alleanza successivamente denominati AFA.

Nel ’93 esce il primo cd “Acid folk Alleanza” per la Sugar di Caterina Caselli; comincia una costante attività live (tra cui il tour di supporto ai Fishbone) ed una serie di apparizioni televisive (RAI, Videomusic, TMC, Roxy Bar, etc.).

Il ’95 vede il passaggio al neonato Consorzio Produttori Indipendenti, per il quale viene prodotto il secondo cd “Fumana Mandala”, nello stesso anno l’ideazione del progetto “Materiale Resistente”, rilettura dei canti e dei fatti della Resistenza che porta alla produzione di una compilation, di un film documentario e di un libro.

Nel ’96 produce per il Comune di Correggio “Mondariso” del Coro delle Mondine di Correggio, documento dei canti di lavoro delle mondariso.

Il ’96 è anche l’anno della svolta degli AFA con il terzo album “Nomade Psichico”, disco che si avventura nelle ultime sperimentazioni sonore (trip-hop, electro,jungle, trance…) che porta notevole visibilità alla band (apparizioni in RAI, ottime recensioni, una densa stagione live, opening act per i Massive Attack, video del singolo “Fossili” in rotazione su MTVEurope…).  In contemporanea nasce la rivista che prende nome dall’album, in cui si trattano tematiche riguardanti nomadismo, psichedelia, cultura cyber, sciamanesimo, letteratura off.

Il 1997 vede la produzione del cd del visionario Ottorino Ferrari (“l’uomo dei secoli”) stregone della bassa padana, la partecipazione in veste di produttore a “Matrilineare” raccolta di ninne-nanne al femminile ancora una volta con il Coro delle Mondine.

Il ’97 è pure l’anno di uscita del cd di remix “Manipolazioni-progetto audioalchemico” (con interventi sonori di Maffia Sound System, Gianni Maroccolo, Ustmamò e testi di Bifo, Caronia, Miglietti, Dagnino), nello

stesso anno avviene il viaggio-esperienza nel deserto del Kalahari in Namibia per contattare gli ultimi Boscimani e trarre ispirazione per l’ultimo album degli AFA “Armonico” che uscirà nel 1999. Il disco che chiude il percorso di ricerca elettronica vede la produzione artistica di Eraldo Bernocchi ed ospiti Howie B. (già con Bjork, Eno, U2, Talking Heads etc) e Mr. Dead (rapper del giro illbient newyorkese).

Sciolti gli AFA da vita insieme ad Enrico Marani a Duozero, avventuroso episodio sperimentale che concepisce l’album “1999-2000 no-programma” (Snowdonia) ripetuto nel 2006 con il secondo “Esperanto” (Small Voices).

Con la nuova denominazione di Groove Safari, sigla che svolta verso l’electro-pop e la lounge music, nel 2001 firma con la Sony: il primo singolo “Cosmobeat” viene programmato nella stessa estate dai maggiori network radiofonici (Radiodeejay,RDS, Kiss Kiss, Radio Italia…) insieme al socio Yuri Degola si cimenta in strepitosi surreali playback nei migliori palchi nazionalpopolari.

In autunno, sempre su Sony, segue la pubblicazione del nuovo singolo “nei tuoi occhi”. Sul finire dell’anno esce il primo omonimo album dei Groove Safari per la Kom-Fut Manifesto e successivamente contribuiscono al CD della Sinistra Giovanile “World” contro la pena di morte, reinterpretando

in chiave electro “L’Internazionale”.

Nel 2004 esce il secondo lavoro di Groove Safari “Elettroselvatico” (B&B/Edel) album che si inoltra tra sonorità punk-funk, disco-rock, no-wave, .

Negli ultimi tempi si fa inoltre assidua la collaborazione con Fabio “Bronski” Ferraboschi, già produttore e fonico di AFA e Groove Safari, con il quale si occupa della produzione artistica di Officine Schwartz e brani per varie compilation .

Un’altra avventura è quella dei  Roots Connection, il sodalizio che riunisce Ferraboschi, Tavernelli e l’indimenticato bluesman Enrico Micheletti, il primo disco omonimo del 2002, edito da B&B/Edel concretizza la fusione di delta blues, slide-guitar, campionamenti ed elettronica. Nel 2009 arriva il secondo CD dal titolo “Animystic” (su etichetta Bagana records) nuovo episodio che si apre ad altre influenze : atmosfere “spiritual”, roots vibes e tecnologia, pulsazioni funky, musiche del delta e profondità dub.

Ancora nei primi anni del 2000 inizia la lunga partnership con Dj Rocca (storico fondatore del club Maffia di Reggio Emilia) sotto la sigla Ajello. Numerose saranno le uscite discografiche del duo che diventa uno dei nomi di punta della acclamata nuova scena italo-disco da esportazione. Releases ed extended play distribuiti nel circuito internazionale dance: su  Moving Target (Olanda), Rebirth, Relish e Gomma Records (Germania) Moderne e Radius (Belgio) MB Disco (Svezia) D Edge (Brasile) Deep Freeze, ISM, Classic, Maxi Discs, Nang ( label inglesi). Ben presto Ajello entrano a far parte della scuderia Mantra Vibes/Expanded Music con la quale producono diverso materiale su singolo, vari remix commissionati, partecipazioni a varie compilation tra cui “Confuzed Disco” (reinterpretando un classico dell’elettronica italiana ’80: “Lobotomy” dei Neon) l’album di remix “Digital Spasm”  e “Recommended” del club inglese “The End). Diversi sono i dj-set nei club di Londra, Bruxelles, Vienna, Oslo, Berlino, Berna, Shaffhausen…). Diverse le collaborazioni tra cui Dimitri from Paris, Mara Redeghieri degli Ustmamò, Shara Nelson, Noia, Pete Herbert, Luke Solomon etc.

Nel Novembre 2006 esce il primo album di Ajello dal titolo “Spasm Odissey” seguito da “Smells like too Cheesy” (nel 2011 per la nuova label Danny Was a Drag King con collaborazioni di Krisma, Hard Ton, Fred Ventura, Bengi, Amari etc) seconda prova discografica acclamata in patria (XL, Rolling Stone, Rumore, Blow Up) e all’estero .

Nel  2007 cura la colonna sonora per la performance teatrale “L’eccezione e la regola/il consenziente ed il dissenziente” la cui prima viene rappresentata

all’Arena del Sole di Bologna.

Nel mese di giugno 2008 il rifacimento da parte di Fabrizio Tavernelli del brano “Benvenuti tra i rifiuti” viene inserito nell’album tributo dedicato all’artista di culto Faust’o/Fausto Rossi.

Nel 2009 pubblica per Lucio Lombardo Radice Editore il libro “Correggio Mon Amour” una cronaca della scena musicale correggese dagli anni ’60 ad oggi. Il libro oltre a ottime recensioni su Repubblica, Left, Jam, BlowUp, Rockerilla, è libro del mese su Rumore. Tra le varie presentazioni del libro da segnalare quella al M.E.I.  Il 2009 vede anche la partecipazione di Tavernelli alla compilation “Dal Profondo” ,edita da Latlantide, con il brano “Aspettando il Vip”.

In occasione del 25 Aprile 2010 Fabrizio Tavernelli è uno degli organizzatori dell’evento “Materiali Resistenti” (riedizione dell’evento “Materiale Resistente del 1995) che si concretizza in un grande concerto nella Piazza di Carpi e in un omonimo CD compilation in cui compare l’inedito brano “Cellula Dormiente” . Poco dopo è la volta della compilation “A different Story” (tributo ai Joy Division a cura di Spazio Gerra Reggio Emilia) uscita in occasione della settimana della fotografia europea. Sotto la sigla I.R.R.S. (insieme agli ex AFA Yuri Degola e Antonio Denti) riprende il classico “Day of the Lords”. Ancora sotto questa sigla uscirà l’album sperimentale “Sciame Sismico” (2011 Lo Scafandro).

Nel 2011 fonda l’etichetta indipendente Lo Scafandro (insieme ad altri ex AFA, Roberto Fontanesi e Giancarlo Marchi) per la quale esce il suo primo album come solista “Oggetti del desiderio” in cui ritorna al songwriting, alla forma canzone basata sull’ecletticità del panorama sonoro e su una particolare attenzione al testo. L’esordio a proprio nome riceve buone risposte (Rockerilla, Rumore, Alias, Vivaverdi, Corriere della Sera, Blow Up) e viene presentato dal vivo sotto il nome “Fabrizio Tavernelli Complesso”  insieme a Marco Santarello chitarra, Lorenzo Lusvardi batteria, Alessandro De Nito tastiere, Marco Tirelli basso (gli stessi musicisti con cui collabora anche discograficamente in questi ultimi anni). Insieme a questa band partecipa all’iniziativa “Un Treno per Auschwitz” viaggio-esperienza in Polonia sui luoghi dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau in occasione del giorno della memoria. A chiudere l’iniziativa concerto di Fabrizio Tavernelli e Giardini di Mirò all’Accademia Metallurgica di Cracovia. Del 2011 è pure l’uscita del suo primo libro “Provincia Exotica” (Della Cella Editore, prefazione di Massimo Zamboni.) viaggio surreale e utopico in una Emilia allucinata e distorta, un reportage da una provincia abitata da una fauna fremente e selvatica. Il libro viene tuttora presentato in giro con reading che si trasformano in veri e propri flussi di coscienza e lettura automatica.

Nel 2012 esce il primo album dei Babel (“Babelizm” Lo Scafandro/UPR). Babel è il nuovo progetto di etno-music elettronica messo in piedi insieme a Giovanni Rubbiani (ex Modena City Ramblers) che mescola musicisti da India, Balcani e Italia tra suoni tradizionali e beat elettronici, tra oud e violino, rap e loop, Bollywood e pianura padana. È uno spaccato della società multietnica, che indossa il sari e cammina su groove metropolitani (il singolo “Pakistano Reggiano” passa in rotazione nel programma radiofonico Rai “Caterpillar, la tedesca Radio Colonia e sul   volo lufthansa Munich-Delhi ).

Nel 2013 la partecipazione alla rilettura “psico-electro sci-fi cover music” di  Jenseits “Nomade Psichico Suite” (Nostress Netlabel) tributo all’omonimo album degli AFA a cui partecipa lo stesso Tavernelli con un onirico reading tratto dal libro “Provincia Exotica”. Ad Aprile 2013 insieme ad Istoreco e ANPI organizza ERA (European Resistence Assembly) una tre giorni dedicata alle esperienze resistenziali in Europa a cui partecipano associazioni antifasciste provenienti da Germania, Francia, Spagna. Il concerto che chiude la manifestazione vede sul palco Fabrizio Tavernelli Complesso e a chiudere  “30 anni di Ortodossia” (Massimo Zamboni, Angela Baraldi, Giorgio Canali, Fatur con gli storici brani di CCCP).

Nel 2013 è ospite alla voce nel brano “linoleum” incluso nell’album “outlet” dei RadioAlice usciti per Lo Scafandro. Giungendo al presente, tante sono le idee in cantiere e i progetti da recuperare o iniziare, così è la volta di riprendere il filo della comunicazione più diretta.

Ora dopo un anno di gestazione, l’album è stato registrato presso il teatro Asioli di Correggio, arriva il secondo episodio a proprio nome. Fabrizio Tavernelli “Volare Basso” nuova avventura in cui lanciarsi nel profondo dell’animo.

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