La parola all’esperto
Se recuperi la casa, metà mobili li paga lo Stato. E Ielo spiega come fare

di Girolamo Ielo*

23/12 – Ai contribuenti che fruiscono della detrazione del 50% per gli interventi di recupero edilizio è riconosciuta anche una detrazione dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, nella misura del 50 per cento delle ulteriori spese documentate e sostenute per l’acquisto di mobilie di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali è prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo, è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

Un presepe di case e piazze. Il plastico del centro storico di Castelnovo Monti, realizzato dall'artista Sergio Cardone e presentato ai cittadini domenica scorsa

Un presepe di case e piazze. Il plastico del centro storico di Castelnovo Monti, realizzato dall’artista Sergio Cardone e presentato ai cittadini domenica scorsa

L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 29 del 18 settembre 2013 ha chiarito che:

– possono essere agevolate solo le spese sostenute per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici nuovi;

– rientrano tra i “mobili” agevolabili, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione;

– non sono agevolabili gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo;

– il beneficio fiscale per gli acquisti di mobili o grandi elettrodomestici è ancorato a quello per il recupero del patrimonio edilizio. Ciò comporta che il contribuente, per avvalersi del nuovo beneficio fiscale, deve fruire della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio.

Per riguarda i grandi elettrodomestici, la disposizione di legge limita il beneficio all’acquisto delle tipologie dotate di etichetta energetica di classe A+ o superiore, A o superiore per i forni, se per quelle tipologie è obbligatoria l’etichetta energetica. L’acquisto di grandi elettrodomestici sprovvisti di etichetta energetica è agevolabile solo se per quella tipologia non sia ancora previsto l’obbligo di etichetta energetica. Rientrano in questa categoria: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Nell’importo delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici possono essere considerate anche le spese di trasporto e di montaggio dei beni acquistati, sempreché le spese stesse sono state sostenute con le modalità di pagamento che seguono.

L’importo massimo di euro 10.000 su cui calcolare la detrazione si riferisce complessivamente alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. In altri termini, se la somma delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici supera l’importo di euro 10.000, la detrazione spettante dovrà essere determinata comunque sull’importo massimo di euro 10.000. L’importo massimo di euro 10.000 è riferito alla singola unità immobiliare. Se si eseguono lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari il diritto al beneficio  dovrà essere riconosciuto più volte(max 10.000 euro per ogni unità immobiliare).

Per quanto attiene agli adempimenti da seguire per la fruizione della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, i contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali, con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati. Nei bonifici dovranno essere indicati: la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane SPA per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati; il codice fiscale del beneficiario della detrazione; il numero di partita IVA ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

Per esigenze di semplificazione legate alle tipologie di beni acquistabili, è consentito effettuare il pagamento degli acquisti di mobili o di grandi elettrodomestici anche mediante carte di credito o carte di debito. In questo caso, la data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Le spese sostenute, inoltre, devono essere “documentate”, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.

L’agevolazione, che scadeva a fine anno, è stata prorogata sino al 31 dicembre 2014 dalla nuova legge di Stabilità, ma con una modificazione. Dal prossimo 1° gennaio le spese detraibili per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici non possono essere superiori alla spesa sostenuta per la ristrutturazione degli immobili. Se ad esempio per la ristrutturazione si ha una spesa di 2000 €, per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici è detraibile una spesa che non può superare questo importo.

Tuttavia la modificazione introdotta dalla legge di stabilità 2014 non riesce neanche ad entrare in vigore. Infatti, è soppressa dal decreto legge n. 151 di fine anno. Pertanto, la proroga fino al 31 dicembre 2014, non è più collegata con l’importo della spesa di ristrutturazione.

* Tributarista, autore di libri e saggi in materia fiscale

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Una risposta a 1

  1. sergio cardone Rispondi

    31/12/2013 alle 19:29

    bello il mio presepio!!!! grazie per la pubblicazione!!!

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