Allarme in val d’Enza per le ricerche metanifere (con esplosioni). San Polo, unanime, alza le barricate. “E le frane?”

6/12 Il consiglio comunale di San Polo ha approvato all’unanimità una mozione “No-Triv” presentata da Andrea Zoppi del Movimento Cinque Stelle che raccoglie l’allarme diffuso in val d’Enza per le ricerche sismiche e geognostiche condotte dalla Edison nella zona collinare di Borsea e Grassano per la verifica della consistenza dei giacimenti di metano. Forze politiche e cittadini, che su questo problema sono uniti, chiedono perizie per accertare se le esplosioni effettuate nel corso delle prospezioni non sian all’origine delle frane in località Fratta e invita l’amministrazione a promuovere assemblee pubbliche, anche per informare i cittadini quali iniziative possono intraprendere a difesa del territorio e dei loro beni.

IL COMUNICATO DI ZOPPI E DEL GRUPPO ATTIVISTI M5S

Da pochi giorni si è svolto il consiglio comunale a San Polo d’Enza, nel quale tra i tanti argomenti trattati, si è parlato anche di un tema sensibile a molti Sampolesi, in particolare a quelli della zona collinare di Borsea e Grassano.

Il piano energetico adottato dal Governo propone il raddoppio nel giro di pochi anni della produzione di idrocarburi, con l’obiettivo di soddisfare un 20% dei consumi contro l’attuale 10%, con possibili estrazioni anche in Emilia Romagna, il nostro comune infatti è stato interessato dal permesso di ricerca denominato “Torrente Parma” della società Edison, che ha effettuato indagini sismiche e geognostiche per stabilire la consistenza degli eventuali giacimenti di metano profondi nelle nostre terre;

In seguito a queste ricerche, nel caso in cui la società abbia ottenuto dati sufficienti per esplorare i giacimenti profondi dal punto di vista commerciale, procederebbe prima attraverso un pozzo esplorativo e poi, ottenuta conferma della presenza di buone quantità di gas metano, allo sfruttamento della risorsa attraverso un pozzo di estrazione vero e proprio, ad oggi all’amministrazione di San Polo non è pervenuto nessun risultato.

Tutti ci ricordiamo del sisma che ha colpito la nostra regione, tra cui anche la nostra Provincia, sorprendendo gli stessi esperti per intensità ed entità dei danni, a seguito dei quali il Commissario delegato Errani – con ordinanza n° 76 del 16 novembre 2012 – ha istituito una commissione tecnico-scientifica per “la valutazione delle possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento dell’attività sismica nell’area emiliano- romagnola colpita dal sisma del 2012”.

Tra l’altro anche il consiglio provinciale ha approvato in Marzo un importante atto che esprime la propria contrarietà a progetti di ricerca idrocarburi che prevedano nuove trivellazioni nelle zone interessate dal sisma del 2012.

Pertanto, guardando al futuro e tagliando col passato delle energie da combustibile fossile, in linea col Piano Energetico Provinciale appena adottato che assume come obiettivo strategico il miglioramento dell’efficienza energetica nei vari settori ed il risparmio energetico, unitamente all’incremento delle quote di produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili, in un’ottica di sostenibilità ambientale e territoriale e di riduzione delle emissioni clima alteranti, abbiamo ritenuto anche a San Polo di prendere le dovute distanze da questi interventi di tipo invasivo.

Così, la nostra mozione “NO-TRIV”, che ha ricevuto il voto favorevole all’unanimità, in una battaglia che ci vede tutti uguali, senza colori né bandiere, senza distinzioni politiche, abbiamo insieme deciso di impegnare la giunta a richiedere le risultanze della commissione tecnico-scientifica istituita appositamente dalla Regione Emilia Romagna, di richiedere una perizia agli Enti preposti per verificare se le esplosioni possano essere state causa o con-causa delle frane avvenute in località “Fratta” e di utilizzare un sistema di comunicazione più idoneo del solo sito internet istituzionale, utilizzando invece assemblee pubbliche, che siano pubblicizzate almeno 15 giorni prima con la partecipazione dell’amministrazione comunale, di tecnici esperti in materia, di associazioni e comitati di cittadini di entrambe le parti quando l’argomento trattato sia di rilevante importanza pubblica, esplicitando chiaramente le possibili azioni che possono intraprendere i cittadini supportati dall’amministrazione comunale”.

Il consigliere comunale M5S Andrea Zoppi e il gruppo attivisti

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