“Siamo al fianco del prefetto De Miro”: la solidarietà del prosindaco Ferrari dopo gli attacchi di Todaro

di Pierluigi Ghiggini 

18/12 – «Questi attacchi sono inaccettabili. Siamo al fianco del prefetto De Miro in questo cammino che ha intrapreso con forza contro illegalità e criminalità organizzata». Lo afferma il prosindaco di Reggio Ugo Ferrari, in una dichiarazione diffusa questa mattina, dopo le affermazioni pronunciate da Raffaele Todaro, destinatario di interdittive antimafia l’altra sera a Reggiolo nel corso dell’incontro sulle infiltrazioni criminali nella ricostruzione post terremoto, promosso dalla Camera di commercio con la fondazione Antonino Caponnetto. Ne è nato un battibecco fra Todaro e Enrico Bini, che  ha chiuso la riunione.

«Reggio Emilia è dalla parte della legalità, dalla parte di chi – come il prefetto Antonella De Miro – questa legalità la tutela e la difende, anche esponendosi personalmente, utilizzando le interdittive antimafia e ogni altro strumento possibile per contrastare le infiltrazioni malavitose – così ha dichiarato Ugo Ferrari – E’ inaccettabile quanto avvenuto a Reggiolo l’altra sera, dove illazioni e accuse sono state rivolte frontalmente da parte di alcuni presenti in direzione di colei che rappresenta lo Stato sul nostro territorio, tanto da costringere gli organizzatori a interrompere l’iniziativa. Il libero confronto e la libertà di espressione non possono sfociare in una tale mancanza di rispetto delle istituzioni democratiche dello Stato. Chi offende il prefetto De Miro offende ogni cittadino e amministratore onesto di questa città.

L’Amministrazione comunale è grata al prefetto di Reggio per il lavoro che sta facendo, certo non spinta dalla ricerca di visibilità, ma da un profondo senso delle istituzioni. In questo cammino che il prefetto De Miro ha intrapreso con forza e decisione contro l’illegalità e la criminalità organizzata siamo inequivocabilmente al suo fianco».

INCONTRO ANTIMAFIA A REGGIOLO, ATTACCO FRONTALE DI IMPRENDITORE “INTERDETTO” AL PREFETTO DE MIRO

17/12 – “Sapete bene come la penso sul Prefetto De Miro: ha il merito di averci messo in guardia sulla penetrazione delle mafie nelle nostra Provincia. Non posso ammettere che sia attaccata ripetutamente una persona come lei, che non è presente in questa sala. Per questo sospendo la riunione”. Tutti a casa.

Il dibattito di ieri sera a Reggiolo sulle infiltrazioni criminali nella ricostruzione post terremoto, organizzato dalla Camera di commercio di Reggioo e dalla fondazione Caponnetto, ha avuto un finale choc. Il presidente camerale Enrico Bini ha deciso di chiudere la riunione a seguito degli interventi di Raffaele Todaro, costruttore titolare della Giada srl e della immobiliare Raffaella, sottoposto a interdittiva antimafia, e di suo cognato Iembo.

La sala del centro di Comunità di Reggiolo, fra l’altro, era mezza vuota: effetto della serata fredda, delle preoccupazioni delle famiglie reggiolesi (colpite prima dal crac Cmr e dalla perdita dei prestiti sociali, poi dal disastroso terremoto del maggio 2012) oppuree del passaparola di qualcuno che ha voluto stendere intorno al dibattito un cordone sanitario? In compenso c’erano parecchi giovani: un gruppo di ragazzi reggiolesi, guidati dal parroco (a conferma dell’impegno sul fronte antimafia del mondo cattolico), e gli studenti dell’Einaudi di Correggio che in estate hanno partecipato a un campo di Libera a Isola Capo Rizzuto, provincia di Crotone, come volontari nei terreni confiscati al clan Arena.

Ma torniamo all’incidente: dopo gli interventi del sindaco Barbara Belardelli, di Dario Meini e di Salvatore Calleri della fondazione Caponnetto, e del deputato del Pd Federico Gelli, ha chiesto la parola Iembo, artigiano edile, per denunciare che di fatto non può più lavorare: “Sono rovinato”.

Dopo di lui è intervenuto Raffaele Todaro rincarando la dose con attacchi a ripetizione  nei confronti del prefetto De Miro : “Io sono una vittima di questo sistema. Mi colpiscono solo perchè sono stato il genero di Antonio Dragone. Ora neppure io posso lavorare, e prima dell’arrivo della  De Miro queste cose non accadevano”.

Replica di Bini: “Lasci perdere quello che è accaduto prima, perché ce ne sarebbe per tutti. Il Prefetto De Miro ha lanciato un allarme salutare con le sue interdittive, e ci ha reso tutti più consapevoli della situazione”. E rivolto a Todaro: “Perché non fa ricorso contro l’interdittiva?”. Risposta: “L’ho fatto, ma ho perso”. Il titolare della Giada ha continuato con i suoi attacchi, di fronte ai quali Bini ha deciso di chiudere la riunione.

 

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Rispondi

    18/12/2013 alle 20:27

    Anche Carolina Girasole (ex sindaca antimafia), Rosy Canale (icona antimafia PD), Sebastiano Giorgi(ex sindaco anti’ndrangheta),lady Fortugno (ex deputato PD,) erano “contro le illegalità e le mafie”!!!

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