Progetto Reggio scende in campo e lancia la lista di Alternativa civica. Chi ci sta con Alessandri, Giovannini & C?

30/12 – Mentre tiene banco il gossip sugli scontri interni al Pd e sui possibili candidati sindaci democrat a Reggio (siamo a quota sei: oltre al capogruppo  Luca Vecchi, l’avvocato Ernesto d’Andrea, gli assessori Corradini, Sassi, Natalia Maramotti e il presidente di Legambiente Becchi) finalmente batte un colpo qualcuno delle opposizioni.

Progetto Reggio, il movimento nato dalla scissione della Lega Nord e forte di cinque consiglieri comunali, ha rotto gli indugi e ha deciso di scendere in campo con una lista di “alternativa civica”. Lista che nelle intenzioni di Alessandri, Giovannini & C. dovrebbe aggregare forze di diversa estrazione su un programma di cambiamento nei contenuti e soprattutto nei metodi di governo del comune di Reggio.

Lo ha annunciato il gruppo consiliare al gran completo nel corso della conferenza stampa di fine anno: oltre ad Angelo Alessandri, che di recente ha tenuto a battesimo a Roma il movimento nazionale “Io Cambio” e al capogruppo Giacomo Giovannini, c’erano Matteo Iotti, Zeffirino Irali (“colpevole” dell’indagine sui rimborsi agli amministratori  che fatto aprire un fascicolo al procuratore della Repubblica) e Andrea Parenti.

Da tempo si parla di Giovannini come possibile candidato sindaco, ma ora che  Progetto Reggio ha fatto rotta verso una lista di coalizione, candidato e “squadra” degli assessori saranno scelti giocoforza in sede di coalizione. Lo stesso Alessandri ha precisato che non sarà candidato.

Comunque è stato il capogruppo a illustrare il “manifesto” a nome di tutti, esprimendo in premessa un giudizio “severo e negativo” sulla Giunta, con un particolare riferimento alla “svendita di Enia” attraverso la fuzione in Iren, al crac di Reggio Fiere “e via via sino a chiudere questa stagione con lo sfregio del park di piazza Vittoria”.

Ma – ha aggiunto – “il dato più negativo guarda il metodo di governo autoreferenziale, autoritario e settario, che non ha tenuto insieme la città, ma l’ha spaccata ancora più di quanto non lo fosse prima”. E “sia chiaro: sono tutti responsabili, non soltanto Delrio che ha mollato Reggio per seguire la propria carriera personale. Questi signori e questo Pd, ormai un coacervo di gruppi e correnti il cui interesse prioritario è spartirsi le briciole degli avanzi che restano di un banchetto finito ormai da tempo, non possono pensare seriamente di rifarsi una verginità. Vadano a fare un giro in città: si renderanno conto che l’idea del cambiamento è già passata tra le gente. Reggio non potrebbe reggere altri cinque anni come questi”.

Da qui l’idea di andare “oltre questi partiti”, sia pure in un clima di apertura per far convergere un ventaglio di forze il più ampio possibile, e di promuovere un comitato per la lista di Alternativa civica. Il tutto – ha aggiunto Giovannini – basato su una strategia di dialogo e su una  “squadra” basata non sulle alchimie politiche ma sulle competenze.

I punti programmatici? “Un piano di investimenti strategici che dovrà far perno sulla stazione Mediopadana e la rivitalizzazione del centro; un patto per la sicurezza, quello che la Giunta Delrio si è scordata di firmare con Prodi, mentre lo hanno fatto ben settanta città italiane; l’efficienza della macchina pubblica con un taglio netto alle spese improduttive e la riduzione delle tasse locali; i rapporti con Iren, visto che persino il presidente Profumo ha ammesso che bisogna riannodare i fili con il territorio e con gli utenti”. Vedremo ora chi raccoglierà l’invito di Progetto Reggio.

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