Nasce lo “Squinzi stadium“, mister Mapei lo ha pagato all’asta 3,750 mln. Barilli mastica amaro, ma la Regia non sarà sfrattata

5/12   La Mapei si è aggiudicata lo stadio “Città del Tricolore” con un’offerta di 3.750.000 euro.

barilli del bueLo stadio di Reggio Emilia è targato Modena, anzi Sassuolo. Stamattina, durante l’asta in tribunale davanti al giudice Luciano Varotti e al curatore fallimentare Adolfo Barbieri, l’offerta della Mapei ha superato di 100mila euro quella della Football Properties srl, la società costruita ad hoc dal presidente della Reggiana Alessandro Barilli e alla quale ha partecipato anche il Comune di Reggio.

L’assessore allo Sport Mauro Del Bue, anche lui rimasto con l’amaro in bocca, su Facebook ha commentato così: “Calma e gesso e appuntamento a oggi pomeriggio”. Ma un tifoso lo stoppa: “Ma calma e gesso di cosa? La Mapei se vuole compra tutta Reggio Emilia. Ma fatela finita!”.

E un altro ancora: “E sentiamo, cosa succederà di così bello oggi pomeriggio? Andrete a inginocchiarvi alla Mapei che vi ha appena sputato in faccia di far giocare la Reggiana gratis allo stadio basta che però paghi le pulizie dei cessi? Oppure darete in comodato d’uso il campovolo per la flotta aerea di Squinzi?”.

Infine, uno lancia l’idea di mollare la partita dell’ex Giglio e di concentrarsi invece sulla rinascita (nostalgica e sportiva) del glorioso Mirabello, versione decrescita felice: “Mauro ridacci 20 gradini in curva e 10 nei distinti! 6500 posti… Ci accontentiamo e ce ne freghiamo dei ricchi sassolesi! A sòm arsan”.

squinzi napolitano

IL PROSINDACO FERRARI ANNUNCIA: ACCORDO CON MAPEI, LA REGGIANA CONTINUERA’ A GIOCARE A REGGIO 

5/12 – Il serata il prosindaco di Reggio Ugo Ferrari ha diffuso una dichiarazione di plauso alla cessione dello stadio al gruppo Mapei, definendola “una buona notizia per il calcio, per i tifosi, per l’Amministrazione e per la nostra città”. Inoltre ha rassicurato sul fatto che la Reggiana continuerà a giocare a Reggio, in base a un accordo con la nuova proprietà del “Città del Tricolore”.

La dichiarazione di Ugo Ferrari 

Il 2013 è stato un anno straordinario per il calcio e le sue ricadute su Reggio Emilia. Prima grazie all’approdo a Reggio del Sassuolo Calcio e della serie A, che ha rappresentato una boccata di ossigeno anche per la Reggiana Calcio. E adesso, dopo 8 anni, c’è finalmente l’uscita dalla procedura fallimentare e dalle aste deserte. L’investimento su Reggio di un grande gruppo imprenditoriale è una buona notizia per il calcio, una buona notizia per i tifosi, per l’Amministrazione e per la nostra città. Naturalmente la Reggiana continuerà a giocare a Reggio, grazie ad un accordo di cui beneficeranno entrambe le società.

In tutta questa vicenda l’Amministrazione comunale ha fatto la propria parte, prima riaccendendo a Reggio i riflettori della serie A, poi evitando il rischio concerto che invece di due proposte ne pervenisse nemmeno una.

Per il Comune è evidente l’interesse pubblico: oltre a far uscire lo stadio dalla procedura fallimentare e da una possibile deriva di degrado, diventa possibile riscuotere il credito di 650 mila euro dovuti per Ici e Imu, che rischiava di rimanere inesigibile, e contare su una significativa entrata annuale che può anche essere utilizzata per sostenere lo sport di base. Un’operazione senza oneri per l’Amministrazione comunale, che ha semplicemente messo a garanzia il proprio credito prevedendo l’uscita dalla società, appena possibile, con i crediti in tasca. Lo abbiamo fatto con una società reggiana che al momento delle decisioni era l’unica in campo. Visti gli esiti della gara e come dagli accordi previsti, l’Amministrazione non entrerà a questo punto in nessuna società.

Il Gruppo Mapei è una risorsa importante per l’economia del nostro territorio, a cui diamo il benvenuto anche in questa nuova ‘veste’. Allo stesso modo, anche per i tifosi reggiani e la squadra granata il fatto che lo stadio venga finalmente restituito alla città non deve essere vissuto come una sconfitta, ma come un’opportunità per tutti gli appassionati di questo sport, oltre che per la Reggiana Calcio stessa“.

SUL “CASO STADIO” OGGI E’ INTERVENUTA ANCHE MAPEI

squinziMilano, 5 dicembre“Mapei, aggiudicandosi l’asta giudiziaria per l’acquisto del Mapei Stadium “Città del Tricolore”, conferma il proprio impegno sul territorio reggiano, portando avanti il progetto iniziato questa estate innanzitutto con la scelta di Reggio Emilia come stadio per le partite casalinghe e successivamente con la titolazione della struttura e con i lavori di sistemazione dell’impianto e di adeguamento agli standard imposti dalla Lega Calcio Serie A.

L’investimento di Mapei sottolinea la continuità con il territorio non solo come U.S. Sassuolo ma anche e soprattutto attraverso l’attività del Gruppo Mapei, da diversi anni già operativo localmente con le sue unità produttive e commerciali in continua crescita. L’acquisto del Mapei Stadium “Città del Tricolore” può essere considerato un risultato importante non solo per l’U.S. Sassuolo ma anche per l’A.C. Reggiana 1919 S.p.A. e la città di Reggio Emilia.

Con le migliorie apportate, il Mapei Stadium “Città del Tricolore” si è dimostrato in grado di soddisfare le esigenze di entrambi i club di casa e di ospitare la Nazionale Italiana di Calcio Under 21, ed eventi sportivi di rilievo come il Trofeo TIM.

L’importante ulteriore investimento di Mapei, confermato quest’oggi, garantirà una struttura all’avanguardia di cui continueranno a beneficiare le realtà sportive presenti e l’economia locale, e punterà a rendere lo stadio un luogo di aggregazione per la città, sempre più accogliente, sicuro e aperto a tutti gli appassionati di calcio e dello sport in generale.

In questa prospettiva, continuerà ad avere un ruolo di rilievo la stretta collaborazione già avviata tra U.S. Sassuolo e A.C. Reggiana 1919 S.p.A., che sarà rafforzata in modo importante secondo logiche di sviluppo e investimenti che verranno a breve condivise tra le due società e presentate agli organi di stampa appena possibile”.

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Ore 17.30: il commento dell’assessore allo Sport Del Bue

ugo ferrari kyenge“La stadio Città del tricolore è stato aggiudicato dalla Mapei attraverso un’asta bandita dal giudice competente. La mia opinione è che la fine della curatela fallimentare sia stata determinata dalla decisione del Comune di Reggio di partecipare all’immobiliare promossa dalla Reggiana calcio che ne presupponeva la presenza ai fini della sua stessa esistenza. Solo all’ultimo momento, infatti, la Mapei ha deciso di partecipare all’asta, il che mi fa supporre che se il Comune non avesse reso possibile, con la sua presenza, la solvibilità di suddetta immobiliare l’asta sarebbe andata ancora deserta. Anche perché la decisione di Mapei è stata assunta solo la notte prima della chiusura delle offerte. Il Comune di Reggio si porta a casa il suo credito e l’Imu a partire da quest’anno. Adesso si tratta di individuare, guardando avanti, un percorso di convivenza, che del resto è stato già sperimentato, tra Reggiana, Sassuolo e Mapei che potrebbe essere foriero di positivi sviluppi. Penso che la disponibilità di Mapei a stabilire un nuovo rapporto, fatto anche di investimenti, sulla Reggiana, sia la novità più interessante dell’ultima ora. Adesso la questione è rinviata ai successivi incontri tra le due società che ne dovranno determinare e precisare i contenuti. Se da questa operazione la Reggiana ne uscirà più forte ed ambiziosa, sarà un bene per gli sportivi che da troppo tempo attendono risultati importanti e servirà a lenire l’amarezza per la mancata proprietà dello stadio da parte della maggiore società di calcio di Reggio Emilia”. (Mauro Del Bue)

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APPLAUSI ANCHE DA BASSI (FORZA ITALIA) E GIOVANNINI (PROGETTO REGGIO)

5/12 – L’uscita dello stadio “Città del Tricolore” dalla procedura fallimentare è un fatto importante che mette fine ad una situazione di potenziale deperimento del bene che avrebbe potuto protrarsi per chissà quanti anni ancora, e rimette in valore un progetto che resta d’avanguardia e può attrarre investimenti e pubblico nella nostra città”. Lo dichiarano i consiglieri comunali Claudio Bassi (forza Italia-Pdl) e Giacomo Giovannini, capogruppo Progetto Reggio.

” Il ruolo del Consiglio comunale è stato quindi determinante nel favorire la partecipazione all’asta a tutto vantaggio dei creditori (tra cui il Comune) e per rilanciare le potenzialità dell’impianto, che si presenta come l’unico vero pezzo di “area nord” in movimento.

 Riteniamo ed auspiachiamo quindi che il consolidamento degli investimenti sul nostro territorio da parte di importanti soggetti imprenditoriali, dia slancio alle sinergie sino ad ora realizzate e possa apportare un significativo e concreto sostegno alle società sportive che vi operano, non solo il Sassuolo, che sta affrontando la sua prima stagione in serie A, ma anche la nostra Reggiana.

Giacomo Giovannini, capogruppo Progetto Reggio,  avv. Claudio Bassi Forza Italia-Pdl

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5/12 (ore 9) L’asta in tarda mattinata, a porte chiuse a scanso di incidenti, di fronte al giudice Luciano Varotti. Due soli competitori: Mapei che si è fatta avanti all’ultimo momento,e la Football Properties di Alessandro Barilli che non può reggere la gara con la potenza economica del presidente di Confindustria (e patron del Sassuolo). La Reggiana finirebbe per diventare ospite a casa propria, ma al di là dello sconcerto di facciata molti erano a conoscenza della mossa di Squinzi. Verso un accordo?

Oggi, salvo altri colpi di scena sempre possibili, lo stadio Città del Tricolore di Reggio Emilia diventerà di proprietà del gruppo Mapei, guidato dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che è anche presidente del Sassuolo. La base d’asta è di 3 milioni 650 mila euro con rilanci non inferiori a 25 mila. L’apertura delle buste con le offerte è fissata per le 10, 30 (ma è scontato uno slittamento verso la tarda mattinata) nell’ufficio del giudice fallimentare Luciano Varotti. Lunedì all’ultimo momento, con una mossa inattesa dai più, Mapei aveva depositato la propria offerta in busta sigillata alla cancelleria della Sezione fallimentare.

L’asta avverrà a porte chiuse anche per il timore, remoto ma non del tutto infondato, di contestazione. Certamente molte persone attenderanno con ansia l’esito dell’asta, soprattutto i tifosi della Reggiana. L’unico competitore di Mapei è la Football Properties srl fondata dal patron della Reggiana Luciano Barilli, colto di sorpresa dalla mossa di Squinzi. Barilli non può concorrere in termini di potenza economica con Mapei, e pensava di avere già lo stadio in tasca (tanto da aver coinvolto il Comune in un’operazione-ponte per l’acquisizione della struttura realizzata da Dal Cin 20 anni fa, soprattutto al fine di rafforzare le garanzie bancarie). Tuttavia, aldilà dedllo sconcerto di facciata, a Reggio molti sapevano che Mapei non si sarebbe lasciata sfuggire l’occasione.

La Reggiana diventerebbe così ospite in casa propria: oggi è il Sassuolo che paga un affitto, ma domani sarà la società granata a pagarlo a Mapei. Per questo anche stanotte sono andati avanti i contatti tra le parti per raggiungere un’intesa.

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4/12 – Il Cavaliere Bianco si è palesato e bussa a quattrini. Il salvatore dello stadio reggiano, oggi in mano alla cancelleria fallimentare del tribunale e al curatore Luciano Varotti, è arrivato all’ultimo minuto. E sembra un colpo di testa saggio, per non dire imprendibile. Si chiama libero mercato: c’era un termine entro il quale presentare un’offerta, e puntuale l’offerta è stata recapitata, in barba a chi per settimane ha fatto i conti senza l’oste.

Già. Ed ecco il però. Come si sa l’operazione per accaparrarsi il tempietto (un po’ decaduto) del calcio locale è portata avanti anche da Reggio, e appena una settimana fa il pool di strateghi dell’acquisizione, unitisi in una complessa, articolata e per certi versi cervellotica cordata (bordata) da centrocampo, sono riusciti a inserire come punto di discussione (si fa per dire) in consiglio comunale, in Sala del Tricolore, il patto scritto che lega l’ente pubblico alle mire della neonata Football Properties srl, società costituita appositamente per portare a termine la pensata, che a detta di chi l’ha architettata porterà benefici economici e di immagine a tutti. Proposta approvata dall’aula, con alcune defezioni nella maggioranza, qualche mugugno e molti distinguo. Sennonché, dice il proverbio, la fretta di cantare vittoria fa i gattini ciechi.

Di sicuro, ad oggi, c’è che l’ipotesi-spettro che era nell’aria alla fine si è concretizzata, nel senso che l’offerta di Giorgio Squinzi è apparsa di mattino presto su un tavolo del Palazzaccio. Quale offerta? Quella di acquistare lo stadio Città del Tricolore (già stadio Giglio) e trasformarlo in Mapei Stadium, una struttura sportiva su cui – bontà loro – hanno messo gli occhi pure il presidente della Reggiana Alessandro Barilli in tandem con Mauro Del Bue, assessore della giunta comunale di Reggio.

canà

L’industriale delle colle per l’edilizia Squinzi, patron del Sassuolo Calcio e presidente di Confindustria, ieri ha depositato tramite Carlo Pecchi, il direttore amministrativo e finanziario del colosso Mapei (la sua azienda, leader nel settore della ceramica in Italia e nel mondo), un’offerta d’acquisto dello stadio reggiano, e unitamente a ciò ha fatto depositare una cauzione del 30% sul conto corrente predisposto. Come dire: qui i soldi ci sono, siamo davvero interessati, facciamo sul serio.

chelcioDavvero una doccia fredda (negli spogliatoi della politica), ovvero: dal pallone al pallore sulla faccia delle teste d’uovo reggiane. Barilli lo ha appreso poche ore dopo, verso le 11, quando, ormai sicuro di essere il solo ad aver avuto la geniale idea di depositare un’offerta di acquisto, si è presentato con il suo commercialista Luigi Attilio Mazzocchi, reduce dall’aperitivo culturale di venerdì nei suoi uffici.

Il presidente della Reggiana era molto nervoso e non ha per nulla gradito che l’asso pigliatutto calato da Squinzi, il “terso” incomodo (più trasparente di così!), rischi di mandare a monte le nozze tra lui e l’ex parlamentare socialista, abbia partecipato all’asta, soprattutto quando pensava di essere l’unico a presentare un’offerta. Tuttavia qualcuno sapeva già che Squinzi, che non è proprio l’ultimo arrivato, valutava la possibilità di presentare pure lui la sua offerta.

Vedremo domani mattina, all’apertura delle buste. La base d’asta è di 3 milioni e 650mila euro con offerte in aumento minime di 25 mila euro.

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Una risposta a 1

  1. alberto colombo Rispondi

    17/01/2016 alle 21:37

    gia

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