Manca un milione di posti/forma, e Pagliani lo spiega a Masini e Rivi. Anche il Prc favorevole alla maxi-stagionatura

8/12 Continua lo scontro intorno alla maxi stagionatura del grana a San Martino in Rio (un impianto robotizzato da 650 mila forme, progettato dalla Nuova Castelli), scontro che vede la presidente della Provincia Sonia Masini sempre più isolata nel suo no all’impianto. Anche buona parte della sinistra si è schierata contro di lei. Dopo il consigliere del Pd Beltrami (assessore al Parmigiano a Bibbiano) e dopo la presa di posizione di Legacoop che ha rinsaldato il fronte con Confcooperative, è sceso in campo anche il Prc schierandosi a favore del progetto soprattutto per ragioni occupazionali e per offrire un nuovo sbocco ai lavoratori delle aziende in crisi.

E oggi è tornato alla carica (o meglio con un carico da undici) il capogruppo Forza Italia-Pdl in Provincia, Giuseppe Pagliani, spiegando come in base alle nuove norme europee la lavorazione del Parmigiano Reggiano non può più avvenire fuori dalla zona di produzione, e che quindi è necessario aumentare il numero dei posti/forma nel nostro territorio: attualmente ne mancano almeno un milione.

«Sonia Masini – afferma dunque Pagliani – non conosce le esigenze reali dei caseifici e l’assessore Rivi è inesistente non avendo idea degli svantaggi che le loro posizioni errate comportano per l’attività lattiero casearia della nostra provincia.

Dall’agosto 2012 è entrato in vigore il regolamento comunitario dell’Europa che prevede al suo primo articolo che la grattugiatura, il taglio, ed il confezionamento del Parmigiano Reggiano devono avvenire nella zona di produzione del Re dei Formaggi. Questo comporta che se le stesse sono stagionate fuori dai nostri territori, devono subire il costo doppio del trasporto di ritorno,  con la conseguenza di un pesante aumento dei costi in capo ai caseifici di produzione».

Da qui la valutazione sul fatto che «manca nella nostra provincia oltre un milione di posti forma nei magazzini di stoccaggio». Non solo: «Le strutture esterne ai caseifici sono le uniche che permettono alle latterie sociali di mettere in pegno il formaggio e di ricevere nuova finanza per sviluppare produzione ed attività economica delle aziende agricole associate».

«Purtroppo per dimensioni i caseifici reggiani non hanno gli strumenti per affrontare autonomamente le esportazioni di Parmigiano Reggiano – conclude Pagliani – e per questo il ruolo dei grossisti è ancora fondamentale per esportare nel mondo il Re dei Formaggi, che oggi ha raggiunto un export del 31% sull’intera produzione nazionale, ma che deve aumentare nel mondo la propria quota di consumo per poter valorizzare al massimo il prezzo al chilogrammo».

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