L’inviato di Forbes incorona l’Emilia: “E’ la terra dove si mangia meglio al mondo”

29/12 – Un grandissimo regalo di Natale all’Emilia Romagna: lo ha fatto il mensile Forbes nel suo ultimo numero con un reportage di David Rosengarten, che ha incoronato la nostra regione come la terra “dove si mangia meglio nel mondo“.

Fra i ristoranti citati, purtroppo, non c’è un reggiano. Ma in fondo non importa: L’Emilia viene premiata da Rosengarten come un paradiso enogastronomico collettivo. Al Lambrusco, poi il giornalista americano dedica un “addendum” pieno di entusiasmo.

“Se chiedete ad un italiano dove si trova il cibo migliore, quasi sempre la riposta sarà da mia madre. Ma se si parla di regioni la risposta più probabile sarà ‘In Emilia Romagna’, la fantastica regione del centro-nord che si trova nella fertile valle del Po”, scrive l’inviato David Rosengarten che propone anche un elenco ristgretto dei ristoranti da non perdere: si va dall’Europa 92 di Modena, passando per “Il Cappero alle Mura” e “Zoello Ristorante” di Castelvetro di Modena, fino a “Trattoria dai Mugnai” e “Ponterosso”, entrambi a Monteveglio.

«Quando si cerca di spiegare il fenomeno solitamente si indica lo straordinario numero di prodotti e piatti della regione tra i quali il Parmigiano Reggiano, l’aceto balsamico, il prosciutto di Parma, i tortellini e molto altro. Tuttavia – prosegue Forbes  – dopo un recente viaggio in questo paradiso gastronomico, la sensazione è che non sia solo un gruppo specifico di prodotti a contribuire alla reputazione gastronomica della regione. Anche in Emilia-Romagna, come ovunque c’è la cucina creativa: hanno un ristorante stellato Michelin di cucina molecolare, l’Osteria Francescana. Ma sul menù ci sono le tagliatelle alla bolognese.

Guardando alla cucina creativa dell’Emilia-Romagna si scopre che molti piatti si basano sull’anima gastronomica della regione. La potente connessione degli chef con la loro patria non può essere abbandonata. Chi si reca in Emilia Romagna di solito si concentra sulle Grandi 5, le città che, come gioielli di un diadema, si trovano lunga l’autostrada principale.

Partendo da nord-ovest si trovano Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna, la Grassa, con i suoi ristoranti e le sue simpatie comuniste. Tuttavia il mio viaggio è stato diverso, sono partito dal cuore della regione vinicola, dove si produce il vino perfetto per accompagnare questo tipo di cucina, il Lambrusco. La regione del Lambrusco – conclude l’esperto di Forbes – è una delle ambientazioni rustiche più belle d’Italia, sembra perduta nel tempo, ed è forse il posto migliore per scoprire l’incredibile cibo dell’Emilia-Romagna».

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Una risposta a 1

  1. leno lazzari Rispondi

    01/01/2014 alle 09:26

    Voglio iniziare l’anno nuovo con voi e contraddicendo alla base o, se volete, col mettere i puntini sulle “i” dell’alimentazione come vista dalla rivista Forbes.

    La “Forbes” è internazionalmente nota per essere una rivista seria e autorevole dovunque e su qualunque argomento decida di mettere becco.

    La cucina emiliana la migliore d’Italia ?

    In base a cosa e/o quali parametri quel Rosengarten è arrivato alla sua inappellabile “sentenza” ?

    Insomma, nel caso di certi primi piatti l’Emilia annovera delle ricette-peccati di gola a dir poco “monumentali” e questo glielo possono riconoscere anche i campani come i toscani, i calabresi come anche gli umbri.

    Ma se si vuol andare in paradiso (!) passando per il pesce, dove andare se non nel vastese (Vasto, Abbruzzo) per gustare un “brodetto di pesce” di paranza o per il livornese per un “caciucco” ?

    Forse a Roncobilacio ?

    E che dire di un piatto della cucina povera (?) romana come la “coda alla vaccinara” o “U pani ca meusa” di Palermo (Aaaaaahhhhh !)

    Io, più realisticamente, direi che la cucina italiana, nel suo complesso trans-regionale, è una cucina senza pari AL MONDO per la sua varietà e specificità con ogni singola regione a detenere il primato per una miriade di piatti tipici irripetibili e unici.

    Dunque promuovo con dieci e lode la cucina italiana
    nel suo insieme punto e basta.

    Altro dicorso che andrebbe fatto riguarda invece la
    cosidetta agricoltura di nicchia spesso anche biologica, e non intendo certo quei prodotti “Bio” che si trovano comunemente nei supermercati che non li esauriscono mai per tutta la durata dell’anno. Cosa questa che cozza con l’agricoltura biologica VERA.

    Buon Anno Nuovo (spero) a tutti.

    Leno Lazzari

    P.S. Ma non lascerei a noi italiani di giudicare quale cucina regionale sia migliore che per noi la cucina di mammà è senz’altro la migliore di tutte.

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