L’eccidio dei fratelli Cervi 70 anni dopo: manca ancora il coraggio di tutta la verità

di Pierluigi Ghiggini

28/12 – Settant’anni fa, all’alba del 28 dicembre 1943, i sette fratelli Cervi e Quarto Camurri furono fucilati al poligono di tiro di Reggio Emilia da un plotone d’esecuzione fascista. Il martirio di Agostino, Aldo, Antenore, Ettore, Ferdinando, Gelindo e Ovidio Cervi – arrestati un mese prima, il 25 novembre, nell’assalto alla casa dei Campi Rossi – era stato deciso nella notte e autorizzato dal ministro di Salò Buffarini Guidi come rappresaglia per l’assassinio del segretario comunale di Bagnolo Davide Onfiani, ammazzato poche ore prima da un gappista.

Un momento della commemorazione di oggi, col discorso dell'assessore Sassi

Un momento della commemorazione di oggi, col discorso dell’assessore Sassi

Il sacrificio dei Cervi è stato ricordato ieri, venerdì 27, a Guastalla  e a Campegine, dove in serata una fiaccolata ha attraversato il paese. Nei cimiteri l’omaggio alle tombe di Quarto Camurri e dei sette fratelli.

Oggi, 28 dicembre, alle 9,45 cerimonia al poligono di tiro di Reggio Emilia (via Paterlini) e alle 11, a Casa Cervi, a Gattatico, “Cerimonia del ricordo” con l’intervento del presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia.

C’è da augurarsi che questo anniversario porti anche un po’ di coraggio agli storici e ai politici perchè la verità sulla tragedia dei Cervi e di Quarto Camurri, a settant’anni dal loro sacrificio, sia raccontata sino in fondo. Non è in discussione la piena responsabilità del regime di Salò e dei fascisti reggiani. Ciò che è rimasto in sospeso e sepolto sotto un lungo silenzio di convenienza politica (nonostante le prove) è il ruolo giocato prima e dopo dal comando militare del Pci reggiano, che – è noto- considerava i Cervi anarchici e indisciplinati, in definitiva un pericolo per l’organizzazione della Resistenza.

E’ ormai pacifico che furono le azioni dei Gap, da ultimo l’assassinio di Onfiani, a fermare il tentativo di liberare i sette fratelli, Camurri e papà Alcide, rinchiusi nel carcere dei Servi, tentativo orchestrato da Dante Castellucci (poi diventato in montagna il comandante partigiano Facio e fucilato con un pretesto su ordine dei comandanti comunisti); e a innescare la feroce rappresaglia del 28 novembre.

Grande partecipazione, con autrità e gonfaloni, davanti alla struttura del tiro a segno

Autorità e gonfaloni anche davanti alla struttura del tiro a segno

Vent’anni di ricerche hanno un passo dopo l’altro trovato conferme alle tesi sostenute dai fratelli Pisanò nel “Triangolo della morte” sul coinvolgimento di un “doppiogiochista” (o meglio, un cospiratore) individuato nella figura di Riccardo Cocconi “Miro” nella pianificazione dell’arresto dei fratelli Cervi. A rivelare questo coinvolgimento era stato un lungo carteggio degli anni Sessanta tra i Pisano e una “gola profonda” la cui identità ancora oggi è celata.

Riccardo Cocconi – comandante partigiano, vice prefetto della Liberazione  e figura di primo piano del Pci di Reggio Emilia – nel 1951 diventò uno dei primi “eretici” antistalinisti insieme a Valdo Magnani e Aldo Cucchi e come loro pagò un prezzo altissimo in termini politici e personali.

Le indagini sulla fine di  “Facio” attestano anche il coinvolgimento del comando militare del Pci. Dante Castellucci, calabrese emigrato in Francia, braccio destro di Aldo Cervi e capo militare del gruppo dei prigionieri di guerra ospitati ai Campi Rossi, fu condannato a morte il 21 gennaio 1944 proprio dal comando militare del Pci: fu lo stesso Facio ad attestarlo in un documento trascritto alla fine degli anni 50 su ordine della federazione del Pci di Spezia. Il foglio, tornato alla luce negli anni 90 grazie al comandante partigiano Paolino Ranieri, ha confermato le rivelazioni di Otello Sarzi raccolte separatamente da Liano Fanti e da Pierluigi Ghiggini.

Un passo decisivo è stato compiuto con il ritrovamento e la pubblicazione nel 2004 dei verbali degli interrogatori dei Cervi da parte dello storico Luca Tadolini. Più di recente, il ritrovamento di un articolo della Nuova Penna ha confermato che una settimana prima dell’arresto dei Cervi, il cospiratore Riccardo Cocconi era stato nominato Reggente del fascio di Campegine e che quindi (a differenza di quanto sostenuto nel documento unitario sottoscritto negli anni 70 da eminenti autorità dell’antifascismo reggiano) il capitano Cocconi in quel periodo si trovava ancora a Reggio. Inoltre la scoperta di una nota del servizio informazione di un reggimento dell’esercito di Salò, compiuta da Tadolini all’archivio di Stato di Reggio Emilia, mette in relazione l’assassinio del tenente medico Pietro Azzolini – avvenuto nel giugno 1944 – con la necessità di salvaguardare l’identità di “Miro”.

Infine il romanzo di Dario Fertilio “L’ultima notte dei Fratelli Cervi”, vincitore del premio Acqui Storia, ha rilanciato la vicenda non solo sul piano letterario e dei valori, ma anche come caso nazionale di occultamento e contestuale ricerca della verità.

Di pari passo in questi mesi sono emersi altri elementi, su chi sparò a Onfiani e sull’identità della misteriosa “gola profonda” dei fratelli Pisanò: passaggi decisivi su cui le indagini continuano. E’ possibile, dopo settant’anni dal sacrificio dei Cervi, un impegno convergente perchè tutta la verità sia raccontata, una volta per tutte?

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IL PROGRAMMA COMPLETO DELLE CELEBRAZIONI: IL COMUNICATO 

“Nel 70° anniversario dell’eccidio dei fratelli Cervi e di Quarto Camurri, Comune e Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna, Istituto per i Beni culturali dell’Emilia Romagna, Istituti ‘Alcide Cervi’ e Istoreco, Comuni di Gattatico, Campegine e Guastalla, associazioni Anpi, Alpi, Apc, Anppia ricordano quegli storici eventi con un ricco programma di iniziative, che venerdì 27 e sabato 28 dicembre si svolgeranno nei luoghi legati alla Resistenza e alla vita dei suoi Martiri: il poligono di tiro di Reggio Emilia, la residenza della famiglia Cervi a Gattatico e il cimitero di Campegine, dove sono sepolti,  e il paese d’origine di Camurri, Guastalla.

 Si inizierà venerdì 27, alle 15, nel cimitero di Guastalla, dove sarà reso omaggio alla tomba di Quarto Camurri, per proseguire alle 15.30 con Una memoria in punta di piedi, iniziativa dedicata alla divulgazione digitale delle fonti per la storia di Quarto Camurri. Introdurrà il sindaco Giorgio Benaglia.

Nel tardo pomeriggio, alle ore 18, a Campegine, si svolgerà invece La vigilia del sacrificio, fiaccolata commemorativa lungo le strade del centro.

Ore 18.30, nel locale cimitero, sarà reso omaggio alla tomba dei Cervi, con letture di brani letterari e poetici a loro dedicati e un saluto del sindaco Paolo Cervi.

Sabato 28 dicembre, come sempre le iniziative si sposteranno a Reggio Emilia con, alle  ore 9.45, l’omaggio ai Fratelli Cervi e a Quarto Camurri nel luogo dell’eccidio, il Poligono di tiro dove i Cervi e Camurri furono fucilati (via Paterlini 17, zona tribunale). Interverranno l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Reggio Emilia Matteo Sassi, l’ex Magistrato Giancarlo Ruggieri, in rappresentanza di Anpi e Alpi-Apc e Gina Pedroni, consigliere dell’istituto Cervi.

Alle ore 11, nella Sala Maria Cervi del Museo Cervi di Gattatico si svolgerà invece la Cerimonia di ricordo, alla quale interverranno la presidente Provincia di Reggio Emilia Sonia Masini, la vicepresidente della Regione Emilia Romagna Simonetta Saliera, la presidente dell’Istituto Alcide Cervi Rossella Cantoni e Angelo Varni, presidente dell’Istituto per i beni culturali della Regione Emilia Romagna. Concluderà la cerimonia Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi nazionale.

Alle ore 12, nella sala Genoeffa Cocconi e della solidarietà, inaugurazione della mostra “I Cervi: una storia che resiste. Arte per un museo della coscienza”. Seguirà un concerto dell’Orchestra da camera “Orff” dell’associazione “Amici della musica” di Gattatico. Alle 12.30, nel parco del Museo, sarà inaugurata invece l’installazione “Distributore permanente di cultura resistente”, con il Collettivo FX e Loretta Camellini.

Come sempre, sarà disponibile un servizio navetta gratuito per il trasporto dal Poligono di tiro di Reggio al museo Cervi di Gattatico. Dalle 9.30 alle 14.30 di sabato 28, inoltre, nel Museo Cervi, sarà attivo un servizio con speciale annullo postale dedicato all’evento. La progettazione dell’annullo e della cartolina dedicata è di Maurizio Boiani, incisore. Saranno presenti l’autore e lo storico dell’arte Marzio Dall’Acqua.

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