Khalid Chaouki, leader islamico reggiano e deputato Pd, occupa per protesta il centro di prima accoglienza di Lampedusa

22/12 Il reggiano Khalid Chaouki, di origini marocchine, deputato del Pd, è barricato da questa mattina nel Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa per protestare contro le condizioni in cui si trovano i migranti.

L’iniziativa del parlamentare, resa nota attraverso il suo profilo Twitter, fa seguito alle polemiche legate al video choc trasmesso dal Tg2, con i profughi denudati per essere sottoposto a un trattamento anti scabbia. Chaouki non intende desistere dalla sua protesta fino a quando gli ospiti della struttura non saranno trasferiti. Ieri anche il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, aveva visitato il Centro di accoglienza incontrando alcuni profughi siriani scampati al naufragio del 3 ottobre scorso, trattenuti sull’isola perchè testimoni dell’inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento, che avevano chiesto di potere tornare ad essere liberi.

“Il centro d’accoglienza di Lampedusa è un luogo indegno, ci sono ancora 7 sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre e 6 migranti in sciopero della sete e della fame da due giorni”, ha detto Khalid Chaouki, che da stamane è nel centro d’accoglienza di Lampedusa: “Resterò fino a quando non sarà trovata una soluzione”. La gestione è affidata a delle cooperative, così come coop reggiane hanno partecipato alla realizzazione della struttura, compreso il capannone dove è avvenuto lo scandaloso episodio.

Chaouki, 30 anni  è arrivato alle 10 nel centro d’accoglienza di Lampedusa. “Sono venuto a vedere quello che succedeva – spiega – dopo l’informativa di ieri del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Non mi pare che le cose siano come le descrive lui: ci sono più di 200 migranti che vivono qui da mesi, quando le norme internazionali prevedono una permanenza massima di 96 ore. Sette eritrei, sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre, sono ancora qui”.

“Nel centro – aggiunge – le condizioni sono disastrose: entra acqua dal tetto, alcune stanze sono allagate. Davanti ai morti di due mesi e mezzo fa, abbiamo assistito al lutto e al cordoglio e siamo ancora alle promesse”. “Oggi ho mangiato con i migranti e resterò qui a dormire – conclude – fino a quando non sarà ripristinata la legalità e l’Italia non si adeguerà alle norme del diritto internazionale”.

Khalid Chaouki, 31 anni, membro della commissione Esteri di Montecitorio, è nato a Casablanca, ma è cresciuto tra Parma e Reggio Emilia. Ha iniziato giovanissimo a impegnarsi nel volontariato all’interno della comunità islamica e nel Centro Interculturale Mondinsieme di Reggio Emilia.

E’ tra i fondatori dei  “Giovani Musulmani d’Italia” di cui è diventato presidente nel settembre 2003. Nel 2005, a 22 anni, è membro della Consulta per l’Islam italiano al ministero degli Interni. E’ giornalista professionista: ha lavorato come redattore ad Ansa Med e ha collaborato col Corriere del Mezzogiorno, Il Giornale di Reggio, La Repubblica e Reset.

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