“Situazione finanziaria drammatica”. Iren a caccia di liquidità in Irlanda: obbligazioni per 125 milioni

di Matteo Olivieri*

25/12 – Siamo arrivati in ritardo sul porta a porta, e ci siamo fatti superare. Il Piano di Tutino funziona, come dimostra Poviglio, ma è una lumaca a causa degli ostacoli politici frapposti da dinosauri come Ugo Ferrari, che frena anche su quel minimo di investimenti e tecnologie da paese civile. Si può fare nel 2014 un compostaggio in aree urbanizzate senza agire al chiuso e in depressione contro gli odori? No. Qual è il problema di Ferrari? Se il problema è IREN, la sua preoccupante situazione finanziaria e la ridotta capacità di investimento, a pagare non siano i cittadini di Mancasale, di Cadelbosco e di Novellara. Non turiamoci il naso di fronte alle incapacità del PD! Gli indici di qualità di IREN sotto l’unità (INSOLVENZA) ed emette obbligazioni in Irlanda.

Un Babbo (ge)Nitale irlandese, con tanto di pino

Un Babbo Natale irlandese

E così fu il sorpasso, Parma supera Reggio come territorio provinciale nella raccolta differenziata, ma non è solo la percentuale di rifiuti destinati a riciclo fin dall’origine a preoccupare. Il sorpasso è anche qualitativo: il materiale separato nel parmense è di qualità molto superiore a quello reggiano, perché basato su un porta a porta esteso in tutta la provincia ben prima che a Reggio, con un ferreo sistema di controlli che a Reggio non ci sono e non ci sono mai stati. Questo nonostante il Piano reggiano di Mirko Tutino, che dimostra di funzionare come testimoniano i risultati di Poviglio, che ha però il difetto di procedere come una lumaca per i mille compromessi politici a cui deve sottostare. Non solo sul fronte dell’estensione del porta a porta, ma anche e soprattutto sull’impiantistica necessaria per chiudere il ciclo dei rifiuti in maniera ecologica e compatibile con le esigenze delle popolazioni.

L’attendismo del dinosauro Ugo Ferrari di fronte alle puzze di Mancasale, di fronte ad un impianto di compostaggio di concezione primitiva, fanno capire c’è un freno politico inaccettabile alle misure per una gestione corretta e moderna dei rifiuti a Reggio. Addirittura Ferrari mette le mani avanti anche per Novellara, sottolineando che il nuovo impianto di compostaggio si farà “compatibilmente con i costi”, non con la salute e il benessere dei cittadini. Ferrari dovrebbe sapere che il costo degli impianti di compostaggi seri non dipende dal design di Calatrava o da un colpo estetico alla Spadoni, ma proprio da quelle tecnologie ambientali appropriate che lui richiama, e che non vogliono sconti. Ma poi, se i cittadini pagano le bollette, perché dovremmo avere tutti questi problemi, dal momento che le tariffe sono state studiate in sede ATERSIR per coprire tutti i costi?

boniA chi vuol fare uno sconto Ferrari?

L’unico possibile beneficiario del freno di Ferrari è il gestore del servizio, IREN, che notoriamente è in una situazione finanziaria preoccupante. Il gruppo presieduto da Francesco Profumo registra una drastica riduzione dei ricavi, una grave situazione patrimoniale e finanziaria, una sostanziale assenza di exit strategy dai problematici investimenti nel rigassificatore OLT, un bombolone per il metano liquido senza contratti di fornitura costato un miliardo di euro. Al 30 settembre 2013 il volume d’affari del gruppo era in ulteriore calo (-21,5%) rispetto al periodo corrispondente del 2012 e, in particolare, il fatturato del settore energia e gas gestito dalla controllata Iren Mercato era diminuito di oltre il 26% (a giugno -23%). L’incremento del margine operativo (+24%) è dipeso da fattori contingenti ed esogeni come i minori costi di approvvigionamento delle materie prime. Ma l’aspetto più preoccupante resta la situazione finanziaria con un rapporto oneri finanziari/fatturato (2,4%) invariato rispetto a quello di fine 2012 e gli indici di qualità sotto l’unità (INSOLVENZA). Il gruppo, per giunta, un po’ di tempo fa è tornato a indebitarsi emettendo 125 milioni di obbligazioni di diritto irlandese.

Con Ugo Ferrari bisogna parlare chiaro: lui che ha sostenuto la fallimentare operazione IREN voluta dal suo datore di lavoro, Graziano Delrio, ora che è un nominato da nessuno eletto non si sogni di scaricare il peso dei problemi finanziari di IREN sul benessere dei cittadini. A puzzare non è solo l’impianto di Mancasale, ma anche certa tendenza della politica del PD di scaricare il peso delle proprie scelte sui cittadini.

* Consigliere comunale M5S Reggio Emilia

->Vai a:  Articolo-secoloXIX-iren

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2 risposte a “Situazione finanziaria drammatica”. Iren a caccia di liquidità in Irlanda: obbligazioni per 125 milioni

  1. luca cadelbosco Rispondi

    25/12/2013 alle 14:37

    Scaricano tutto su villa seta…..tutto qua.

  2. Nadia Rispondi

    27/12/2013 alle 15:44

    I’ll piano Tutino e’ fallito!! Poviglio ha dovuto rimettere bidoni stradali per non trovarsi rifiuti sparsi come succede a Santa Croce!! La gente si e’ stancata del porta a porta e vuole differenziare coi cassonetti stradali!! Parma sara’ pure superiore a noi ma detto da chi ci abita e’ un immondezzaio!! Vergogna!! Le tasse aumentano assieme ai topi e vi vantate?

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