“Profumo” d’intesa
Iren: aria di cambiamento, ma dividendi pagati con l’esplosione delle bollette

"Ho assistito all'incontro in Commissione consiliare col
presidente Profumo sulla nuova governance e sulle strategie future di Iren.

Profumo si pone decisamente come l'uomo della svolta, dopo la ruvida gestione Bazzano: capacità comunicativa e elevata cultura, attenzione ai territori e ai cittadini, innovazione anche attraverso l'investimento nel Tecnopolo e i contatori intelligenti, che hanno peraltro recepito la proposta dei piccoli azionisti.

Il messaggio è chiaro: siamo cambiati, teniamo conto delle istanze del pubblico, siamo con voi amministratori.
Ma la realtà è più complessa: il presidente ha ammesso che i consumi sono in calo, che l'investimento nel rigassificatore deve essere ripensato anche alla luce del prossimo abbandono di E.On, partner di Iren (il recente viaggio in Italia di Putin aveva quello scopo) e che occorre trovare rapidamente nuove fonti di ricavo.

A proposito di ciò, vivo con grande preoccupazione non soltanto la situazione economica e finanziaria del gruppo (tutt'altro che sana, come ho già dimostrato), ma le strategie future esposte da Profumo, che ha identificato nel progressivo passaggio di servizi dai Comuni all'azienda una possibile soluzione innovativa.

Che significa ciò? E' in atto uno progetto che mira a riconoscere a Iren la remunerazione dell'oneroso investimento nel Tecnopolo? Perché ridurre ulteriormente il perimetro del pubblico, azione che già ha creato il mostro di un'azienda a maggioranza pubblica quotata in borsa dove i dividendi sono pagati soprattutto dall'esplosione delle bollette? 

I piccoli azionisti chiedono risposte alle domande che, purtroppo,ancora una volta gli amministratori pubblici non hanno fatto".

Francesco Fantuzzi, gruppo piccoli azionisti

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