“Giogo” d’azzardo, bufera sul Pd che fa passare un emendamento-choc. Critiche anche alla sen. Pignedoli
Prima grana per Renzi, che sconfessa i suoi parlamentari: “Pazzesco, la porcata sulle slot va bloccata… adesso!”. E Pagani rincara la dose

In piedi, accovacciati e stravaccati: la squadra dei renziani reggiani mostra sorrisi a 32 denti

In piedi, accovacciati e stravaccati: la squadra dei renziani reggiani mostra sorrisi a 32 denti. Manca solo Rossi, neo-membro della Direzione Nazionale

“Sul gioco d’azzardo è stato approvato un emendamento vergogna. I Comuni e le Regioni che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo subiranno tagli ai trasferimenti che verranno interrotti solo quando le norme e regolamenti verranno ritirati. L’emendamento-ricatto presentato da Federica Chiavaroli (Nuovo Centro Destra) e votato anche dal Partito Democratico ed approvato a sorpresa in aula con il voto decisivo del PD.

La torta dei renziani reggiani offerta al leader Matteo in piazza Casotti il 7 dicembre

La torta renziana offerta dai reggiani al loro leader (piazza Casotti, 7 dicembre)

L’emendamento prevede che i concessionari ai quali vengono ritirate le concessioni per gravi colpe, godano del diritto di continuare il proprio esercizio per 90 giorni. In seguito il subentro a quelle licenze verrà garantito a chi è già titolare di altre licenze. Un meccanismo che prevede una sorte di diritto di prelazione violando le norme sulla concorrenza”.

(Movimento Cinque Stelle Senato)

eataly

slotIl Pd «bloccherà la porcata sulle slot e l’ingiustizia sul finanziamento dei partiti così come previsto dal decreto del governo». Lo ha promesso Matteo Renzi in un’intervista a Vita.it commentando l’emendamento al dl salva-Roma sul gioco d’azzardo.

«È pazzesco, allucinante», ha spiegato il segretario del Pd. «Ho chiamato Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria, che ha già parlato con Roberto Speranza e stanno cercando tecnicamente una soluzione. O un ordine del giorno o altro perché è stata votata una cosa inaccettabile», ha insistito.

La senatrice reggiana Pd Leana Pignedoli

Anche la senatrice Pd reggiana Leana Pignedoli ha votato sì. Ma poi ha chiesto scusa, dicendo d’essersi confusa un attimo

(Corriere della Sera)

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“Informate Renzi che al Senato il Pd ha votato in massa (a parte 4 dissidenti) l’emendamento da lui definito “porcata” che favorisce il gioco d’azzardo. L'”inutile” M5S lo ha denunciato in aula prima del voto, in Commissione e sui mezzi d’informazione online… con il Pd sordo… poi la bomba è scoppiata mediaticamente (grazie al M5S) e fanno retromarcia. Bene ma per una volta si dia il merito a chi ce l’ha… così, per sana educazione”.

(Matteo Incerti, comunicatore M5S al Senato – oggi via Facebook)

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renzi letta

A chi obbediscono i partiti? Ai loro elettori o ai lobbisti? La legge di Stabilità non è fatta per i cittadini ma per tutelare interessi e affari, caste e cordate. Vi sembra eccessivo? Sentite questa: il Pd, prima firma il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza, presenta un emendamento alla stabilità per salvaguardare le casse dell’Inps. Viene previsto un tetto massimo di 150mila euro fra pensione e altri incarichi, pubblici e privati. Bene. Parte la discussione in commissione che si protrae per la notte. Le trattative fervono nei corridoi. Ma dopo una lunga gestazione, il Pd partorisce una riformulazione che azzera il contenuto della norma: il tetto sale fino a 294mila euro ed è applicabile solo a chi cumula pensione e incarico nella pubblica amministrazione salvando tutti i contratti in vigore.

Intanto Grillo continua ad attaccare Renzi sui soldi incassati dal finanziamento pubblico ai partiti (campagna #renziecaccialagrana)

Intanto Grillo, dal blog, continua ad attaccare Renzi sui soldi incassati anche dal Pd grazie al finanziamento pubblico ai partiti (campagna #renziecaccialagrana)

Come dire: “abbiamo scherzato, ci siamo sbagliati”. Cos’è accaduto nel mentre, fra il prima e il dopo? Quale manina è intervenuta? Per capirlo bisogna uscire dalla commissione, farsi un giro, entrare nella saletta fumatori nel cuore di Montecitorio e immergersi nella folla dei lobbisti che assedia il Parlamento. E ascoltare:
Tu non avresti potuto fare niente al di sopra dei 150 mila euro compresa la pensione – si sente dire a una persona che parla al telefono – ho dovuto scatenare mari e monti. È stata una battaglia durissima – spiega compiaciuto mentre tesse le sue stesse lodi – … ehhh, è questo il Parlamento oggi. Io lo potrei portare… scrivere in un manuale come caso di eccellenza di azione di lobby… ho dovuto smuovere tutto”.

ilfatto

È tutto vero! Ma chi è che parla al telefono? La voce è quella di un vecchio “lupo” di Palazzo, consigliere parlamentare in pensione con un incarico alla Camera dei Deputati. A nome di chi parla lo rivela lui stesso: “Io sono stato questa settimana in full immersion, giorno e notte perché la commissione ha lavorato giorno e notte per fare cazzate dietro… dietro a queste faccende qua, perché avevo una marea di gente che mi chiamava in questa condizione, chi per il lavoro autonomo, chi perché c’hanno privilegi che fanno i Consiglieri di Stato, i professori universitari, ste cose qua, e quindi si sono salvati pure quelli”.
Il “misterioso” lobbista ha fatto calare la testa al Pd per conto dei detentori di pensioni d’oro, accumulatori seriali di incarichi, professoroni in quiescenza mai andati (veramente) in pensione. Gente come Giuliano Amato e Lamberto Dini.
Ecco a chi ha obbedito il Pd di Renzi(e). Mentre le vittime sono i soliti noti. Noi”

(Movimento Cinque Stelle Camera – Blog di Beppe Grillo)

vespa libro

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Emendamento slot, il mea culpa della senatrice reggiana Pd

“Chiedo scusa. Nell’imbarazzo totale voglio affermare che ieri, nel corso delle ripetute e continue votazioni di una infinità di modifiche al decreto enti locali in discussione al Senato, ho votato erroneamente, fidandomi delle indicazione del nostro gruppo, un emendamento riferito al gioco d’azzardo.

L’emendamento, sostenuto in aula dal governo, prevede da una parte che i concessionari di slot machine che si vedono revocata l’autorizzazione possano proseguire a rimanere “aperti” per altri 90 giorni, e dall’altra che se un comune decide di proibire le slot in determinate ore o comunque vi pone dei limiti, i mancati introiti, visto che determinano una minor entrata per lo Stato siano recuperati con una diminuzione dei trasferimenti statali a quel comune.

Nel marasma delle decine di emendamenti non mi sono resa conto di una norma che, seppure abbia una logica contabile, è in totale contrasto con ciò che andiamo dicendo sul disincentivo al gioco e il ruolo dei comuni.

Ancora più è grave che l’abbia votato io che vengo dall’Emilia-Romagna dove lo scorso luglio l’assemblea legislativa regionale ha approvato una “legge di contrasto al gioco d’azzardo“ (promossa dal nostro consigliere Beppe Pagani) che prevede un’alleanza virtuosa tra scuole, enti locali, forze dell’ordine, commercianti, operatori socio-sanitari e volontariato per il contrasto alle ludopatie.

Questo nostro voto va in totale controtendenza.

E’ grave che il governo si sia fatto promotore e difensore di questo emendamento, anche se per “far quadrare i conti”. Grave che io non me ne sia accorta.

Ad ora, purtroppo, il regolamento del Senato non permette più di presentare una misura di soppressione, quindi la relatrice ha presentato un ordine del giorno che impegna il governo a una modifica immediata della stortura che si è verificata ed è già previsto verrà risolto all’interno della delega fiscale che si approverà nel mese di gennaio.

Chiedo scusa per questa colpevole distrazione agli elettori, ai comuni, a quanti si stanno adoperando perché questa piaga venga progressivamente eliminata.

Nel frattempo chiederemo che questa norma non venga attuata e si attivi subito una azione del governo per trovare le risorse mancanti insieme agli enti locali”. (Sen. Leana Pignedoli)

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L’intervento infuocato del consigliere regionale Beppe Pagani

“Ostacoli le slot machines nel tuo territorio? Lo Stato ti taglia i trasferimenti di denaro. La bastonata a chi lotta contro il gioco d’azzardo è arrivata ieri in Senato, con l’approvazione dell’emendamento presentato dal Nuovo centrodestra al decreto “Salva Roma”. Il testo riguarda i comuni o le regioni che approvano norme restrittive contro il gioco d’azzardo, diminuendo così le entrate dell’erario. L’anno successivo, questi enti subiranno tagli ai trasferimenti, che verranno interrotti solo quando le norme e i regolamenti scomodi verranno ritirati.

L’emendamento approvato al Senato è una vergogna. Se la disposizione non verrà modificata si vanificherà tutto il lavoro che si sta facendo, anche nel nostro territorio, per contrastare il diffondersi di questa piaga sociale che colpisce sempre più famiglie”.

Il gioco d’azzardo patologico è una malattia devastante e subdola, un disturbo capace di distruggere nel tempo le persone, trasformandole in schiavi. Solo nella nostra Regione la spesa in gioco d’azzardo è di 1442 euro pro-capite all’anno. Nonostante l’impegno profuso da Regione e comuni, dal livello nazionale non sono mai giunti segnali incoraggianti. Continueremo, per quanto in nostro potere, a batterci per contrastare quella che ormai ha assunto i numeri di un’emergenza sociale. Auspichiamo che, come assicurato questa mattina dal segretario nazionale Matteo Renzi, il Pd bloccherà la porcata sulle slot. Il governo non si sottragga, per l’ennesima volta, dalle sue responsabilità e assuma subito un’iniziativa urgente, tramite decreto legge.

Nel dettaglio, l’emendamento a firma della senatrice del Nuovo centrodestra Federica Chiavaroli è il numero 1150 e riporta testualmente: “In coerenza con il principio di perequazione ed equilibrio finanziari tra livelli di governo, ed in attuazione dello stesso, qualora interventi legislativi regionali ovvero regolamentari di autonomia degli enti territoriali, aventi ad oggetto misure in materia di giochi pubblici riservati allo Stato non coerenti con l’assetto regolatorio statale di settore, determinino nel corso di un esercizio finanziario minori entrate erariali, anche di natura non tributaria, ovvero maggiori spese statali, anche a titolo di eventuale risarcimento del danno nei riguardi dei concessionari statali per la gestione della raccolta dei giochi pubblici, a decorrere dall’esercizio finanziario successivo sono attuate riduzioni degli ordinari trasferimenti statali a favore delle regioni ovvero degli enti locali che hanno deliberato tali interventi in misura corrispondente all’entità delle predette minori entrate ovvero maggiori spese. Le riduzioni cessano a decorrere dal momento nel quale tali interventi legislativi e regolamentari sono abrogati o revocati o comunque modificati in modo tale da risultare coerenti con l’assetto regolatorio statale in materia di giochi pubblici”.

(Pagani è promotore di una legge regionale contro l’azzardo)

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