C’eravamo tanto armati (di sana pazienza), ma tant’è. Nel day after renziano riaffiorano ruggini e ruggiti tra le bande(ruole) locali Pd. De Lucia dà il via alle danze e i rottamatori (si fa per dire) della prima ora abboccano. Fuoco amico? Partito anemico? Piccolo campionario

Satira politica all’insegna del “guai ai vinti!”

Non solo cinesi. Rinvenuto ieri sera un cadavere politico a Reggio: è quello della sinistra storica. Delitto premeditato o suicidio involontario? Secondo alcune decine di migliaia di testimoni oculari il partito sarebbe stato pugnalato ai seggi domenica (“Tu quoque, fili mi!”) da un drappello di ambiziosi “renzichenecchi” che si spaccia per il nuovo che avanza. Il consigliere regionale Pagani rivendica il blitz sanguinario: “V come vendetta… un anno fa mi avete fatto fuori dalle parlamentarie e dunque, cari fratelli coltelli, non meritate pietà; non faremo prigionieri; il segretario Costa è un usurpatore, quelle poltrone sono nostre… Amen!”. Il mancato segretario provinciale Manghi (sindaco di Sbadiglio) gli fa eco: “Adesso tocca a noi, ‘fòra di ball’…”. E’ resa dei “ponti”!

Eh già. Come se non bastassero gli attacchi del M5S (vignetta dal blog di grillo)

Eh già. Come se non bastassero gli attacchi del M5S (vignetta dal blog di Grillo)…

C’eravamo tanto amati (ma dove!? ma quando!? e soprattutto perché!?). All’indomani dell’incoronazione di Renzi a leader Pd, a Reggio fioccano i battibecchi (via Facebook) tra i rappresentanti o dirigenti o iscritti delle diverse correnti del partito. Eccone un piccolo ma indicativo florilegio odierno (10 dicembre)…

L’affondo (l’appello, fate voi) parte da un giovane curdo del Pd

“Leggo sui giornali che i “renziani” reggiani dopo la vittoria di Renzi chiedono al neo Segretario provinciale Andrea Costa (che sta lavorando bene) più peso negli organi di Partito ma soprattutto chiedono posti alle amministrative 2014. Perché la vera partita sono le cariche elettive remunerate alle prossime amministrative, della politica e del Partito a molti interessa poco (mi vergogno molto per questo opportunismo).
La vittoria è stata di Renzi, non prendiamoci meriti eccessivi. La gente non è venuta a votare Renzi per via di Manghi o Pagani, anzi.
Nei congressi locali avete sempre detto che la fase provinciale era staccata da quella nazionale e che i candidati rappresentavano l’unitarietà.
Chiedo anche ai “civatiani” che hanno sostenuto Manghi di sottrarsi a questa modalità da Prima Repubblica. 
Non cercate vendetta, mettetevi a disposizione invece. Discutete di politica più che di posti. Questi giochi di potere tutti interni ci rendono ridicoli all’esterno e #Renzi non sarebbe d’accordo”. (Dario De Lucia, civatiano)

E poi, sempre lui, si rivolge direttamente all’asfaltatore Pagani il Fenomeno

“Beppe Pagani posso rottamarti per il bene di tutti?” (Dario De Lucia)

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La risposta di un giovane renziano della prima ora

“Dario, vai oltre i titoli dei giornali. Gli articoli vanno letti” (Michele Delrio, figlio del ministro)

La replica del referente di sinistra (corrente Sputnik)…

“Michelino, non solo leggo i giornali ma frequento il partito e conosco le persone dietro le logiche. Provaci anche tu, ormai sei grande” (Dario De Lucia)

…e la controreplica 

“Dario, frequento il partito e leggo per intero gli articoli di giornale!” (Michele Del Rio)

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Dopodiché interviene un renziano (“er mejo fico der bigonzo”)

“Di cosa stiamo parlando? Io chiedo semplicemente un partito che non replichi le dinamiche correggesi. Poi tanto l’eutanasia reggiana rende tutto molto provvisorio e a termine. Reggio non produce innovazione politica da troppo tempo e questa è la stagione degli epigoni. Titoli di coda prossimi” (Massimo Gazza, sindaco di Boretto)

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Non solo. Si fa vivo online un altro leopoldino

“Dario, anche non perdere occasione di “attaccare” gli avversari interni al PD solo per qualche titolo di giornale è vecchia politica…” (Gabriele Torricelli, detto “il Polacco”)

Anché l’incauto “provocatore” risponde

“Gabry, dire la verità è un atto rivoluzionario diceva Gramsci. Se non si discutono le questioni rimarrà tutto uguale. Devo dire che molti dirigenti e amministratori del mio partito non si sono fatti scrupoli a mandare ai giornali comunicati dove chiedevano più potere e più posti. Tu devi trovare il coraggio di staccarti dal tuo nido e essere meno cucciolo di labrador” (Dario De Lucia)

E poi conclude:

“Gente di Manghi, il congresso provinciale è finito da 1 mese, basta essere rancorosi, collaborate per la segreteria provinciale, Costa ha votato chi voleva. Le pagine sul giornale di oggi non sono piacevoli per tutto il partito, evitiamole per il futuro” (Dario De Lucia)

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5 risposte a C’eravamo tanto armati (di sana pazienza), ma tant’è. Nel day after renziano riaffiorano ruggini e ruggiti tra le bande(ruole) locali Pd. De Lucia dà il via alle danze e i rottamatori (si fa per dire) della prima ora abboccano. Fuoco amico? Partito anemico? Piccolo campionario

  1. no al sangue dei vinti! Rispondi

    10/12/2013 alle 19:12

    un minuto di silenzio per l’addio alla politica di d’alema…anche tu pagani, lascia stare la guerrilla marketing e saluta il lider maximo… un pò di rispetto…senza di lui non ci sareste nemmeno voi

  2. Cap Rispondi

    10/12/2013 alle 20:39

    Irriverenza – 2, o meglio: 2.0

    Tra i fan reggiani di Cuperlo c’è stato chi, su FB, all’indomani dell’apparizione messianica di sabato scorso, ha cambiato una consonante a piazza “Casotti”, sostituendo cioè la “g” alla “s”. Il calembour, se tanto ci dà tanto, pare si riferisse ai noti renziani con la puzzetta sotto il naso… #sischerza

  3. Cap Rispondi

    10/12/2013 alle 23:47

    beh, c’è anche quest’altra polemica qui…
    http://www.beppegrillo.it/2013/12/il_fuoco_amico_di_giachetti.html

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