Export in crescita, la ripresa c’è. Mercato americano +6%, boom della ceramica

12/12 – Barlumi di ripresa nell’industria reggiana secondo le ultime rilevazioni Istat analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di commercio. E come sempre a fare da battistrada sono le aziende export-oriented.

L’export reggiano – comunica l’ente camerale – ha raggiunto i 6,5 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2013, un valore che supera di 40,5 milioni quello registrato nello stesso periodo del 2012 e riporta in territorio positivo la variazione percentuale annua: +0,6%. In calo, anche se a ritmo più contenuto rispetto al dato semestrale (-3,5%), le importazioni, che nel periodo gennaio-settembre sono diminuite dell’1,3%, passando da 2.486 a 2.453 milioni di euro.

Buono, dunque, il saldo commerciale tra export e import, che a settembre risulta pari a +4.021 milioni di euro, valore superiore dell’1,9% rispetto a quello conseguito nel primi nove mesi del 2012 (+3.947 milioni).

Stiamo riguadagnando costantemente terreno – sottolinea il presidente della Camera di Commercio, Enrico Bini – su uno dei fattori più importanti per l’economia reggiana, e sono convinto che anche le iniziative oggi in corso e quelle programmate dall’Ente camerale con operatori commerciali stranieri per i settori della meccanica agricola, di un tessile-abbigliamento in difficoltà e di altri comparti produrranno buoni effetti sull’export dei prossimi mesi”.

Tutti positivi, intanto, gli andamenti delle vendite dei prodotti di punta dell’economia reggiana, ad eccezione del tessile-abbigliamento (in calo del 6,7% che scende a 1.084 milioni dai 1.162 dello stesso periodo 2012) e dei prodotti della gomma-plastica (-14,3%, da 110,5 a 94,7 milioni).
In crescita dell’1,6%, invece, i prodotti metalmeccanici che, con 3,3 miliardi di esportato, rappresentano oltre la metà del totale dell’export reggiano; la ceramica, passando da 634,2 a 685,3 milioni euro, registra un +8,1%; gli alimentari-bevande crescono del 2% raggiungendo i 457 milioni; in aumento del 4,7% l’elettrico-elettronica (da 460,2 a 481,6 milioni); superano i 216 milioni (+8,8%) le sostanze e i prodotti chimici.

Rallenta anche in modo significativo, nei primi nove mesi del 2013, il calo delle vendite di prodotti reggiani (che pure permane) verso i Paesi europei, che rappresentano ancora il 71,3% del totale: oltre 4,6 miliardi di euro su un totale di quasi 6,5. Il calo registrato dall’export della provincia di Reggio Emilia in quest’area si è fermato allo 0,8% (era -2,1% nei primi sei mesi dell’anno). La frenata è da attribuire prevalentemente, ancora una volta, alle vendite verso i Paesi extra UE27: in Russia e in Turchia, ad esempio, l’export reggiano ha registrato variazioni positive, rispettivamente del +7,4% (da 272 a 292 milioni) e del +5,3% (da 99,8 a 105 milioni).

L’export reggiano continua poi a registrare andamenti positivi verso tutti i continenti extra Europa. Nel periodo gennaio-settembre 2013 le vendite di prodotti “made in Reggio” hanno raggiunto il valore i 1.858 milioni di euro, il 4,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2012 (1.781 milioni).

Il mercato asiatico ha acquistato prodotti per 753,3 milioni (erano 743 nel 2012, +1,3%); le esportazioni in America sono passate da 664 a 702,8 milioni (+5,9%); quelle in Africa hanno quasi raggiunto i 300 milioni (dai 275,4 dell’anno passato) con una crescita dell’8,8%; verso l’Oceania sono andati prodotti per 102 milioni registrando una crescita del +4,5%.

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