Dopo cinque giorni di presidio ritirati i 37 licenziamenti alla Bibo di S. Ilario. Hip-hip-hurrà!

11/12 – Nella serata di martedì 10 dicembre, presso la sede degli industriali di Reggio Emilia, è stata raggiunta una prima importante intesa sulla vicenda della Bibo S.p.a (ex-Huhtamaki) di S.Ilario, 60 dipendenti, azienda produttrice di involucri plastificati per il settore alimentare.

Giovedì scorso l’azienda aveva aperto le procedure di licenziamento per 37 persone a seguito del piano di riorganizzazione  precedentemente illustrato alle organizzazioni sindacali.  Come risposta , nella giornata di venerdì, i dipendenti dello stabilimento sono entrati in sciopero presidiando in maniera permanente, giorno e notte, lo stabilimento sito sulla via Emilia.

Ieri sera, a seguito di nuova convocazione del tavolo sindacale, le parti hanno raggiunto una prima ipotesi di intesa. Tale accordo è incentrato su un punto decisivo, cioè l’impegno da parte dell’azienda al ritiro dei licenziamenti e alla stipula di un contratto di solidarietà per i futuri 12 mesi per tutto il personale attualmente impiegato nella unità operativa di S.Ilario, come parte integrante del processo di riorganizzazione.

L’accordo presentato all’assemblea, nella mattinata odierna, è stato approvato  con un solo contrario e un astenuto)e, pertanto, oggi si è concluso il presidio dopo 5 giorni di sciopero consecutivo, ripristinando la normalità produttiva dell’azienda.

L’accordo realizzato ieri sera segna per noi un punto di notevole rilevanza nella gestione della vicenda della ex-Huhtamaki che rimane in prospettiva delicatissima”. – così Savio Ruggeri, Marco De Simone e Mario Olivito che per Fiom e Fim hanno seguito la vertenza- “Il ritiro dei licenziamenti e la stipula di un ammortizzatore sociale conservativo dei posti di lavoro (il contratto di solidarietà) rappresentavano il nostro obiettivo immediato, la precondizione di ogni possibile discussione sulla futura riorganizzazione del gruppo, perché in questo modo tu hai evitato i licenziamenti ed evitato che i lavoratori venissero divisi, gli uni su un binario morto e gli altri con un futuro dentro l’azienda. Per questo motivo, senza che ciò voglia dire avere risolto una situazione che rimane serissima, siamo molto soddisfatti e tale nostra convinzione ci è stata confermata dal voto odierno dell’assemblea.” Infine, concludono i 3 sindacalisti, “la vittoria di questo primo round è tutta dei lavoratori che sono stati capaci di mobilitarsi, di tenere, di realizzare una profonda unità lotta. Al loro coraggio e alla loro capacità va il nostro plauso e il merito per come si è conclusa questa fase  della nostra iniziativa”.

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