L’affaire rimborsi e i “disastri Pd”: in vista la parentopoli dei dirigenti

di Pierluigi Ghiggini

18/12 – Ormai volano gli schiaffi. L’inchiesta della Procura sui rimborsi spese degli amministratori comunali reggiani messa in moto dalle ricerche dei consiglieri d’opposizione di Progetto Reggio (che sono andati anche in pellegrinaggio dal procuratore capo Grandinetti), ha innalzato lo scontro politico a livelli mai visti.

scimmia leggeSe n’è avuto un piccolo assaggio già ieri sera con le tensioni che hanno caratterizzato la seduta congiunta delle commissioni di Comune e Provincia dedicata alle precarie sorti delle Fiere di Reggio. Ma è poco di fronte allo scambio di gentilizze  sull’affaire dei rimborsi, che colpisce negativamente l’opinione pubblica reggiana più per certe spesucce personali che per le cifre in ballo.

La dura quanto indignata dichiarazione del prosindaco Ugo Ferrari, cui ha fatto seguito la replica del procuratore della Repubblica, ha provocato una reazione scatenata da parte di Giacomo Giovannini, capogruppo di Progetto Reggio, che ha messo in piazza i disastri targati Pd con il piglio di un programma elettorale.

Giovannini rinfaccia al Pd di aver messo in ginocchio i comuni di Vetto, Castellarano e Correggio, le cause milionarie contro i giornalisti rei di aver fatto il loro mestiere raccontando com’è avvenuta la vendita dell’area ex casello A1 (con un riferimento esplicito al ruolo del capogruppo Pd e candidato sindaco in fieri Luca Vecchi), e stronca la tesi della “politica per via giudiziaria”. Dice in proposito Giovannini: «Significa forse che alla collaborazione interistituzionale il PD preferisce l’omertà? Non ci stupirebbe, visto il silenzio tombale che ha circondato i fatti di Fabbrico, che hanno interessato il suo ex Sindaco nonché ex Segretario Pd». Il riferimento è  alla villa venduta dal costruttore Giuseppe Nocera, in odore di clan dei Casalesi, per mezzo milione al grezzo, a Roberto Ferrari ex sindaco di Fabbrico, ex assessore all’urbanistica in Provincia ed ex segretario Pd. Giovannini conclude con un inquietante riferimento ai parenti dei politici diventati Dirigenti. E’ in arrivo una succosa “parentopoli” in salsa reggiana?

«Non ne faccio una questione personale, perchè siamo comunque di fronte a persone che hanno diritto di lavorare – risponde Giovannini -. Certo alcuni casi sono eclatanti, a cominciare da Luca Vecchi marito di Maria Sergio. Poi parleremo dell’architetto Magnani e di altri dirigenti. Per non trascurare l’assessore moglie del presidente del parco, l’assessore con la moglie che lavora all’ufficio legale, gli assessori compagni di studio e via così. Ci torneremo sopra. Luca Vecchi ha annunciato che al momento opportuno risolverà il problema del conflitto di interessi relativo alla posizione della moglie. Ma per il futuro, cosa intende fare il Pd? Vuole continuare con questo sistema?».

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INCHIESTA RIMBORSI, IL PROSINDACO REAGISCE MALE E IL PROCURATORE GLI TIRA LE ORECCHIE

LA DICHIARAZIONE DI GIACOMO GIOVANNINI

monkey scrive piccola«Nella nostra provincia il PD ha già messo in ginocchio tre Comuni (Vetto, Castellarano e Correggio) e nel Capoluogo ha bruciato milioni di euro nella gestione delle società partecipate (Fiera in primis), eppure non sente il dovere di assumersi la responsabilità dei guai che ha creato e fatto pagare ai contribuenti.

Quest’ultima vicenda dei rimborsi agli amministratori a confronto è ben poca cosa, ma mostra la medesima matrice culturale: invece di prendere atto che qualcosa non funziona ed impegnarsi a migliorare, il PD si stizzisce e per bocca del Vicesindaco Ferrari minaccia denunce, bisticcia con la Procura e proclama la propria superiorità morale.

In quella vicenda, che non ha nessuna ispirazione giustizialista o moralista, ma solo l’idea che i risparmi di spesa si ottengono anche con una migliore organizzazione del lavoro e del controllo di gestione, a mio modo di vedere gli unici a non avere responsabilità sono i dipendenti comunali i quali, probabilmente, non sono stati messi nelle condizioni di operare al meglio, vuoi per procedure da ripensare, vuoi per una forma di timore reverenziale nei confronti dei politici, situazione che è diretta responsabilità dei propri superiori, Direttore Generale e Sindaco in testa.

Fa perciò tenerezza vedere un politico di lunghissimo corso come Ugo Ferrari lagnarsi di una presunta “politica per via giudiziaria”: significa forse che alla collaborazione interistituzionale il PD preferisce l’omertà? Non ci stupirebbe, visto il silenzio tombale che ha circondato i fatti di Fabbrico, che hanno interessato il suo ex Sindaco nonché ex Segretario PD.

L’ipocrisia del PD è tale da dimenticare che proprio la Giunta di cui Ferrari fa parte ha utilizzato soldi pubblici per brandire la clava giudiziaria, denunciando alcuni giornalisti reggiani (con richiesta di danni milionari) rei di fare il proprio lavoro palesando lo spinoso caso della (s)vendita dell’area dell’ex casello autostradale, in cui per altro il neo candidato sindaco del PD rivestiva il doppio ruolo di consigliere capogruppo di maggioranza e presidente del collegio sindacale della società aggiudicataria.

Un metodo politicamente intimidatorio su un caso forse a posto sotto il profilo di legittimità, ma non certo sotto quello politico, poiché l’attore non protagonista è lo stesso Vecchi che non si è posto il problema di non partecipare al voto anche della variante per la nuova coop di Baragalla oltre che trovarsi a breve a dovere fare i conti anche con l’altro conflitto riguardante il rapporto con la moglie Dirigente comunale.

E in linea generale sarebbe opportuno che il PD s’interrogasse anche su questa questione: i parenti di politici comunali nominati Dirigenti. La qual cosa non intende mettere in discussione le capacità professionali degli stessi, ma l’opportunità politica che il nostro Comune appaia, specie in un momento di disoccupazione dilagante, come una gestione familistica da parte del partito di maggioranza. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico, o no?».

 Giacomo Giovannini, capogruppo Progetto Reggio

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Una risposta a 1

  1. Asteroide 423 Rispondi

    19/12/2013 alle 12:40

    Caro Ghiggio,
    Omertà è la parola giusta in questi casi.
    Lo direbbe anche Nicola Gratteri…
    😉

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