Tracce di violenze sul cadavere: l’imprenditore cinese è stato ucciso. Domani l’autopsia

11/12 – Sarà eseguita domani, giovedi, l’autopsia ordinata dal sostituto Isabella Chiesi sul cadavere di Hu Chongla, l’artigiano cinese di 45 anni trovato morto nel pomeriggio di lunedì nel vano di carico del suo furgone, parcheggiato nel quartiere artigianale Rame di Reggiolo. Sul suo corpo il medico legale aveva trovato, ad un esame esterno, alcuni segni che fanno pensare ad atti di violenza, o comunque di costrizioni, nei suoi confronti. Ma soltanto l’autopsia potrà dare una risposta precisa sulle cause della morte, e questa risposta orienterà le indagini già orientate  all’ipotesi di omicidio commesso da ignoti.
Intanto ci si aspetta di ottenere qualcosa dall’esame dei tabulati telefonici: da essi sarà possibile accertare fino a quale momento l’uomo abbia avuto la possibilità di usare il proprio cellulare, e dove si trovasse in quel momento. La Chiesi ha già ascoltato alcuni familiari dell’artigiano.

Una figlia,Tina, ha espresso la convinzione che suo padre sia stato ucciso, ma non ha saputo fornire elementi su chi potrebbe averlo fatto. Ha precisato che un conoscente, suo amico, ha detto di aver ricevuto una telefonata di Hu nella giornata di domenica. Il padre si era allontanato da casa sabato sera, ed era solito tornare solo al lunedì. Per questo la sua assenza nel week end non aveva insospettito. La giovane ha anche aggiunto che la ditta tessile  del padre, che ha sede a Bondeno di Gonzaga, non ha mai subito richieste di “protezione”, di pizzo o minacce per altri motivi.
Gli inquirenti mantengono il più stretto riserbo e non hanno detto, ad esempio, se il telefonino di Hu sia stato recuperato. Dai tabulati telefonici, però , si potrà ricostruire non solo se c’è stata quella telefonata domenicale, ma anche fino a quando, e da dove, e a chi, il cinese abbia potuto telefonare.

SEGNI DI VIOLENZA SUL CADAVERE 

10/10E’ stato un omicidio. Le notizie trapelate in merito agli esami, non ancora conclusi, sul cadavere dell’imprenditore tessile cinese di Bondeno di Gonzaga (rinvenuto ieri sera dai Carabinieri, legato al collo e appeso, in un furgone parcheggiano nella zona industriale di Reggiolo) rafforza quella che che viene definita “ipotesi omicidiaria”. Sul corpo della vittima i medici legali avrebbero rintracciato dei segni coercitivi non solo al collo, ma anche ai polsi e alle caviglie. Segni di aggressioni, di torture, di strangolamento? Per il momento non si sa. Di certo si fa sempre più strada  l’ipotesi del delitto con metodi tipici dei clan mafiosi.

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10/12 – Nel tardo pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Reggiolo hanno rinvenuto il cadavere di un cittadino cinese all’interno di un furgone Renault Trafic parcheggiato nella zona industriale reggiolese, via Meucci.

Il mezzo, evidentemente fermo da qualche tempo, era stato segnalato da alcuni cittadini. L’uomo è stato identificato per l’imprenditore tessile cinese Chongla Hu, di 45 anni: viveva a Bondeno di Gonzaga (Mantova). I famigliari da giorni ne avevano denunciato la scomparsa.

L’uomo aveva una cinghia legata al collo, passata intorno ai fianchi, e probabilmente era appeso come a simulare un’impiccagione. Ma il dubitativo è d’obbligo perchè, quando il portellone del mezzo è stato aperto il cadavere è caduto in avanti, rendendo più difficile la ricostruzione della posizione esatta all’interno del furgone. Si attende l’esito delle perizie medico-legali per conoscere la data e le cause della morte.

Sul posto sono intervenuti coordinati della Procura reggiana, I carabinieri della stazione di Reggiolo , della compagnia di Guastalla e del nucleo investigativo del Comando provinciale di Reggio Emilia.

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