“Cielo” ribalta i pronostici col telev(u)oto e incorona Michele. Peccato, Violetta solo terza. Ora Sanremo?
La cantante reggiana ha l’x factor, tanti fans e un brano che spopola su iTunes (“Dimmi che non passa”). Pareri unanimi: è la nuova regina del folk

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Il singolo della cantante-rivelazione di “X Factor 7” (clicca e acquista)

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C’è la famosa Violetta canterina di Walt Disney, idolo delle bambine dedite al consumismo, e c’è la storica Violetta della lirica, di cui tanto si parla in questi giorni a proposito dell’apertura della stagione della Scala (il 7 dicembre, con “La Traviata”). 

     E poi c’è lei, la 18enne correggese. Ha conquistato la finalissima e infine, purtroppo, non è andata oltre il gradino più basso del podio, quello che in Inghilterra avrebbero forse assegnato al suo tutor Mika. Ok, poteva andare meglio. Ma è giovane, si farà e soprattutto si rifarà. Le basi ci sono, l’ics factor pure, di visibilità ne ha ottenuta e magari il prossimo anno la vedremo a Soweto tra i grandi della terra e della musica pop, alla Bonovox, a celebrare il primo anniversario della morte di Mandela.
     Come è stato e sarà per Renzi, suo coetaneo, l’aspetta una lunga traversata nel mare-magnum della musica, quindi una promozione di diritto dalle telecamere di Sky a quelle di Rai e Mediaset, infine la scalata alle classifiche e i concertoni negli stadi sebbene pratichi il country o, come dice giustamente lei, il pop-folk.
     Che poi i bagni di realtà fanno bene a tutti, parenti e fan del Pd compresi. Ha 18 anni, è giovane, sa tenere la scena e quindi ha tante opportunità davanti a sé.
     Non ci risultano boom di vendite di ukulele nelle ultime settimane, ma tant’è: the show must go on, la ricreazione televisiva è finita e si ritorna in classe, ma sull’onda lunga di un mercato musicale in cerca di autori e interpreti vincenti gli inviti e le offerte non mancheranno, e meno male.
     Dicono che Violetta sia stata penalizzata dal televoto, dunque dalla visione in chiaro della finalissima sul canale “Cielo”, per una volta nero e non azzurro. Può essere e anzi è così. Ma così va il mondo. Già: bisognerebbe che il popolo dei forconi scendesse in strada per protestare contro il non competente esercito pantofolante dei divano-catodico-dipendenti.
     Ci auguriamo anzi che Viò, che ha talento da vendere, riesca a salire sul palco di Sanremo 2014, sperando che almeno in quell’occasione il televoto saprà premiarla e magari regalarle in eurovisione il trionfo.

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La diciottenne favorita nel talent di Sky ha perso la competizione finale. Dai giudici considerata come una delle artiste più complete della gara, è stata penalizzata in alcune scelte musicali. Vince Michele.

Violetta, il percorso di gara (sette puntate)

Violetta Zironi, per molti Viò, di Correggio, si è fermata sul gradino più basso del podio dell’ultima edizione di X Factor. Una conclusione comunque di tutto rispetto per la giovanissima, appena diciottenne, fatina dell’ukulele amante di Johnny Cash e dei Green Day. Non è stato facile arrivare in finale; prima le selezioni e le audizioni in un castello di Dublino e poi sette show, compresa la semifinale. Non è stato facile nemmeno per la gran parte degli spettatori: se “Pagare per vedere” è stato l’imperativo categorico di Sky fino alla semifinale (disattendendo le speranze di chi, come gli anni precedenti, confidava di poter veder, seppur in differita, le puntate anche su Cielo), è stato deciso di trasmettere la finale in chiaro.

Viò ha esordito, nel primo show, con Let Her Go di Passenger – brano poco conosciuto al pubblico italiano. Nella seconda puntata canta Le tasche piene di sassi di Jovanotti e riesce a tirar fuori insperate carezze. La successiva è quella del brano da antologia, praticamente intoccabile: Friday I’m In Love dei The Cure. La prova, difficilissima, viene superata prendendo le distanze dall’originale: la patina di depressione viene scrostata per essere sostituita da uno smalto spensierato. L’emissione vocale, con quel graffiato agrodolce che la rende Violetta anche senza l’ukulele, nel brano Reckoning della quarta puntata è davvero riuscita; dal punta di vista del look viene però ad inocularsi quell’iconografia che l’ha, forse, depenalizzata: la vestale immacolata, la Biancaneve inappuntabile e simmetrica. Un’immagine che durante il percorso di X Factor le verrà spesso rinfacciata. Le puntate successive sono ad ogni modo musicalmente riuscite, Royals dei Lorde, Nine to five, e Skinny Love di Birdy scivolano vie senza intoppi. In queste performance si riappropria di quell’attitudine country-folk che Tommassini & Co avevano cercato di stemperare.

È poi la volta della semifinale. Ormai Viò è contesa tra ammiratori e detrattori; è diventata la principessa dell’ukulele e delle antinomie: da una parte chi la definisce eterea, misteriosa, intrigante, raffinata, coscienziosamente critica e dall’altra chi la considera algida, falsa e radical chic. Viò è comunque la grande favorita. L’inedito, “Dimmi che non passa” di Christian Lavoro, arriva tra le polemiche: sembra infatti sia stato preferito a un brano scritto da un importante cantautore italiano. Il brano lascia con diversi punti interrogativi; meglio aspettare l’ultima puntata.

Alla finale, su di un palco da traversata interplanetaria, cominciano gli Ape Escape con Elisa, è poi la volta di Violetta con Mengoni nel duetto de l’Essenziale. Di fianco a Marco Viò fatica, la sua voce a volte è troppo flebile ed eccessivamente inamidata, come il vestito che indossa. Seguono Aba e Biondi e Michele con Giorgia. Le esibizioni sono tutte abbastanza piatte, nessun picco. Il ballottaggio per il passaggio alla seconda manche è tutto al femminile. L’abbraccio tra Aba e Viò, in nervosa attesa del verdetto, rivela per contrasto tutta l’acerbità della delicata correggese. Il passaggio di Viò non sorprende quanto quello degli Ape Escape.

Quando torna sul palco è ora di ripresentare l’inedito: a piedi nudi, ricoperta di squame argentate, con una spolverata di ombretto e una pennellata di delicato rossetto sorregge l’ukulele e canta. É poi la volta di Michele. Diventa chiaro che il pezzo di Michele è più forte: è un brano marchiato da Ferro, col fuoco che gli è proprio, e che ormai il grande pubblico riconosce al primo accordo. A confronto l’inedito di Viò appare un country debole. Tocca poi agli Ape Escape. Fuori moda e con un testo trito, sopratutto in punti come “Non ci sono eroi, siamo soltanto noi“. Anche da un punto di vista canoro l’esecuzione è tutt’altro che impeccabile. Musicalmente è forse più innovativa delle altre due, ma l’originalità, in questa finale, gioca al ribasso.

Dopo il pianto collettivo per i One Direction è ora di capire chi passa all’ultima manche. Questa volta Viò è sola, e nell’attesa invecchia improvvisamente di dieci anni. Violetta è fuori. Inizialmente non sembra affranta; ma all’abbraccio rincuorante di Mika, il suo coach, scoppia in lacrime e torna diciottenne. Mika capisce la situazione e la porta nel backstage. È un attimo, the show must go on. Eccola allora che la vediamo commuoversi davanti ai momenti salienti della sua avventura dentro X Factor. Con la voce rotta ringrazia Mika e la Casale, i giudici e tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte. Li ringrazia perché “In questi due mesi mi avete davvero fatto crescere” e saluta dicendo “La finale era il mio obiettivo”. La finale va avanti senza di lei e vince Michele.

(Matteo Poppi, Il Fatto Quotidiano)

Una stella destinata a lasciare l’Italia

E’ una delle voci più belle, particolari, interessanti, che io abbia mai sentito in Italia. Secondo me rimanendo in Italia non avrà mai il successo che potrebbe avere in Inghilterra o in America, visto che il suo genere Country/Folk in Italia non si sa neanche cosa sia. In bocca al lupo! (Gianmarco Segneri su iTunes)

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Recensione del fenomeno Violetta

“Vale un po’ il discorso opposto a quello fatto per Michele: è arrivata ai casting che, in quanto a mentalità giusta e numeri canori, era già una starlette. Succede quando cresci in seno allo showbiz: suo padre è lo sceneggiatore Tv Giuseppe Zironi, tra l’altro armonicista niente male. Poteva essere la via italiana al country, faccia pulita e ukulele sempre in mano. A giocarle contro aveva giusto la tara della spocchia caratteriale. Il giudice di riferimento Mika ha lavorato molto per renderla più simpatica e «normalizzarla» in chiave pop. Pure troppo: l’inedito «Dimmi che non passa» la rende quasi un’insipida rivisitazione dell’Arisa prima maniera. Peccato: con quella voce, quei gusti e quei natali poteva diventare la risposta italiana a Norah Jones. Che come lei ebbe un padre importante. Cammino da predestinata: mai in nomination”

(Francesco Prisco – Il Sole 24 Ore)

ukuleleAscolti, un boom. Con 1 milione 300 mila spettatori medi a puntata nei 7 giorni, il talent di Sky Uno ha registrato finora una crescita del  22% rispetto allo scorso anno. Le 7 puntate in diretta hanno reso Sky Uno, ogni giovedì, il canale più visto della piattaforma. In particolare, sia il primo che il quarto live hanno segnato due importanti record per il canale sul target 15-54 anni: il 24 ottobre e il 14 novembre le fasi finali della gara hanno trasformato l’ammiraglia dell’intrattenimento Sky nella rete più vista della tv italiana, rispettivamente con il 10,2% e il 9,6% di share. La puntata che ha segnato più record è stata quella d’esordio con picchi di share dell’8% e del 12,5% nel target 15-54 anni, permettendo a Sky Uno di registrare il miglior dato di share sia nelle 24 ore che in prima serata,  superando i precedenti record detenuti dalle finali delle passate edizioni.

Il dominio su Twitter. Dal 26 settembre, ogni giovedì sera, X Factor ha dominato le conversazioni di Twitter, registrando oltre 1,4 milioni di tweet, di cui 864 mila con hashtag #XF7.  Tra i top trend non solo i nomi dei giudici, dei concorrenti e degli ospiti, ma anche tormentoni nati in diretta e rimasti vivi fino al giorno dopo, come #pucci, il nome del ragazzo di Aba, #Freddie Mercury in riferimento al costume di Morgan del 5° live, e l’ennesimo “neoMikalogismo” #taschepienedisessi, solo per citarne alcuni.

Giuria interattiva. Raddoppia il numero di voti rispetto allo scorso anno, che sale a 14,4 milioni, e triplica quello degli applausi virtuali attraverso la sezione live del’app “X Factor 2013” che tocca quota  255 milioni. Più del doppio anche i download dell’app “X Factor 2013”, che arriva a 755 mila. Con un traffico di 3 milioni 200 mila contatti unici, il sito ufficiale XFactor.sky.it  ha registrato oltre 7 milioni 600 mila videoview e 20 milioni 300 mila pagine viste. (“La Repubblica“)

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