Mafia cinese a Reggiolo. L’imprenditore Chongla Hu torturato e strangolato

13/12 – L’imprenditore tessile Chongla Hu è morto per soffocamento.
Vale a dire è stato strangolato.

E’ la conclusione alla quale sono sono giunti i medici legali del policlinico di Modena che hanno effettuato l’autopsia sul cadavere del titolare di un laboratorio tessile di Bondeno di Gonzaga. Lo ha riferito il procuratore capo di Reggio Emilia, Giorgio Grandinetti.

Il corpo di Chongla Hu, scomparso da casa da alcuni giorni, è stato rinvenuto dai Carabinieri lunedì verso sera all’interno di un furgone Renault Trafic parcheggiato nella zona Industriale di Villanova di Reggiolo, in via Meucci, nei pressi del capannone della ex Negri Pavimenti. L’uomo era legato al collo e imbragato con una cintura flussibile, L’ipotesi dell’omicidio ha preso via via sempre più concretezza: già il mattino successivo, nei primi esami di laboratori, sono stati individuati segni “coercitivi”  che hanno suffragato la pista dell’omicidio. La conferma definitiva è arrivata con l’esame autoptico.

Gli investigatori stanno passando al setaccio il capannone, dove probabilmente Chongla Hu teneva dei documenti dell’azienda: insomma, il corpo non è stato trovato a Reggiolo per caso. In passato aveva vissuto diversi anni nella industriale Ranaro, in via Magellano 33, e come detto aveva ancora un punto d’appoggio in via Meucci, una specie di rifugio segreto. Lì, secondo un’ ipotesi, gli assassini avrebbero torturato e ucciso l’imprenditore cinese, e per questo hanno analizzato con attenzione una poltrona verde e altri mobili alla ricerca di tracce ematiche.

Naturalmente il riserbo è strettissimo, ma fa gli inquirenti non si esclude una vendetta, o un’azione punitiva da parte di un clan cinese. Ogni ipotesi ipotesi è aperta, ma l’omicidio è ormai una certezza.

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