Cgil funzione pubblica, licenziata funzionaria “dissidente”. Denunciati atteggiamenti “punitivi”

9/12 I tre funzionari che si sono dimessi dal  sindacato Funzione pubblica Cgil di Reggio, a conclusione di un duro scontro interno, denunciano il licenziamento di uno dei tre da parte del nuovo segretario della FP Cgil provinciale, Maurizio Frigeri, e l’atteggiamento punitivo assunto nei loro confronti dalla struttura sindacale.

Frigeri ha messo alla porta Valentina Iemmolo, comunicandole con una lettera raccomandata la cessazione dell’incarico politico presso la Camera del Lavoro a partire da sabato prossimo 14 dicembre.

Lo comunicano con un nota in cui spiegano le ragioni del gesto i tre dimissionari: oltre alla Iemmolo, anche Enzo La Forgia e Marco Bortone.

Con la raccomandata, sostengono, la Iemmolo non può «fruire le ferie maturate, a dispetto di quanto previsto dal regolamento della CGIL nazionale, il quale prevede che le ferie devono essere godute e in nessun caso monetizzate; e questo con il tacito assenso della Camera del Lavoro di Reggio Emilia che tanto si era prodigata per far rispettare quanto scritto nel regolamento».

Non solo: «La raccomandata è datata 29 novembre, nel pieno della prognosi di un certificato di malattia: questi ormai sono i metodi della CGIL, almeno della CGIL reggiana!». Inoltre i tre denunciano le forme di “rappresaglia a cui sono stati sottoposti, compreso – sostengono – il tentativo di interferire con le aziende dalle quali i tre funzionari provenivano”.

Aggiunge infatti il comunicato: «C’è poco da stupirsi considerato che, subito dopo il Comitato Direttivo del 20 novembre, la prima richiesta avanzata dalla Funzione Pubblica Regionale al Segretario Organizzativo della Camera del Lavoro di Reggio Emilia, è stata quella di interrompere il rapporto di lavoro dal 1 dicembre, in piena logica punitiva: voi vi siete dimessi, la stampa lo ha saputo, voi avete denunciato le logiche “poltronistiche” a cui ormai la CGIL è assoggettata e adesso ne pagherete le conseguenze”.

“L’epilogo di questa vicenda non può che rammaricarci ulteriormente,  sia per la disparità di trattamento determinatasi tra me e gli altri due compagni dimissionari a cui è stato permesso di godere le ferie, sia per i metodi, quelli che prima ci hanno portato a rassegnare le dimissioni e quelli che stiamo subendo dopo esserci dimessi: prima volevano cacciarci tutti, poi ci volevano togliere la posta elettronica in costanza del rapporto di lavoro con la CGIL, inoltre hanno cercato di interferire con le Aziende dalle quali proveniamo per la nostra ricollocazione: UNO SCHIFO! Non è più questa la CGIL di cui avevamo scelto di far parte».

(p.l.g.)

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Una risposta a 1

  1. cerruto dario Rispondi

    17/12/2015 alle 12:30

    Non è il primo caso, a Modica fanno di peggio si sono venduti al potere solo per il profitto. Hanno tradito
    i valori della democrazia. la CGIL di Luciano Lama non esiste più. Io mi sto occupando di aiutare molti pensionati e invalidi che vengono rapinati con un sistema perverso dall’Istituto Inps, abbandonati dai patronati e dai sindacati che sono le stesse persone. Purtroppo trovo molte resistenze e la mia è una
    voce nel deserto. Il presente Email è di mio figlio , io sono Giorgio amico di Suo padre. Con riverente ossequio e auguri Giorgio Cerruto

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