Inchiesta rimborsi agli assessori.
Il prosindaco reagisce male e il procuratore gli tira le orecchie

18/12 – «Compete alla Procura decidere se aprire o meno un’inchiesta, garantendo che agirà con il massimo di equilibrio e di prudenza». Replica pacata, non polemica, persino rassicurante,  e tuttavia ferma del procuratore della Repubblica Giorgio Grandinetti dopo il comunicato di ieri sera del prosindaco Ugo Ferrari a proposito dell’inchiesta – aperta con un “modello 45”, vale a dire senza ipotesi di reato né indagati – sui rimborsi spese riconosciuti agli amministratori reggiani dal 2009 a oggi.

Ferrari ha dichiarato fra l’altro: «Ad ogni segnalazione generalmente raccolta, nei tempi recenti, segue l’apertura di un fascicolo giudiziario e i fascicoli pendenti non mancano, su temi come Fiere, piazza della Vittoria e altri ancora. Un modo di fare “politica” per via giudiziaria che troviamo discutibile e che impoverisce l’articolazione del confronto democratico». E’ proprio quel “modo di far politica per via giudiziaria” ad aver spinto Grandinetti a una messa a punto. La frase ha suscitato perplessità perché può essere interpretata  (e forse lo è) come un ammonimento alla Procura, un’interferenza tale da suscitare interrogativi e soprattutto imbarazzo a livello politico.  (p.l.g.)

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AFFAIRE RIMBORSI: UGO FERRARI SI SCAGLIA CONTRO PROGETTO REGGIO, MA HA LA MEMORIA CORTA. AFFERMAZIONE AMBIGUA VERSO LA PROCURA

17/12 – In Comune non ci sono auto blu. Le indennità degli assessori e i gettoni di presenza dei consiglieri hanno subito un taglio del 10%: «Per questo non accettiamo lezioni da nessuno, tanto meno da ex Lega Nord-Progetto Reggio. I cittadini reggiani dunque possono contare su dipendenti comunali onesti e su amministratori e consiglieri per bene, animati soprattutto da passione politica e dal perseguimento del bene comune».

Oggi, dopo la notizia dell’inchiesta della Procura sui rimborsi di assessori e consiglieri del Comune di Reggio ha preso posizione il prosindaco Ugo Ferrari, con una replica piccata alle notizie sui rimborsi di questi giorni (diffuse da Progetto Reggio dopo un’indagine su migliaia di scontrini e fatture rimborsati dal 2009 a oggi) ma anche con «piena fiducia nel lavoro della magistratura» e l’assicurazione di un’altrettanto «piena collaborazione» con la Procura. «Possono esservi piccoli  errori – afferma – ma non vi sono illeciti: tutte le missioni degli amministratori erano autorizzate preventivamente e i rimborsi erano poi autorizzati in via definitiva».

Ferrari recrimina anche sull’incontro preliminare  di Progetto Reggio con il Procuratore della Repubblica: «Uno stile nuovo, mai visto o assai raro a Reggio: il far politica con segnalazioni in Procura, una modalità che non sarà sfuggita allo stesso Procuratore».

Un messaggio di una certa ambiguità (rivolto a Progetto Reggio o alla Procura?) in cui comunque Ugo Ferrari dimostra di avere memoria corta: fu proprio lui ad annunciare con un comunicato la causa, poi intentata dall’ex sindaco Delrio con l’autorizzazione dello stesso Ugo Ferrari e di quasi tutta la Giunta, contro il giornalista autore dell’inchiesta sulla vendita dell’area ex casello A1 all’immobiliare di Coop Nord Est (immobiliare sia detto per inciso di cui all’epoca il capogruppo Pd in consiglio e marito della dirigente dell’edilizia, era presidente del collegio sindacale). Il far politica in Tribunale, per questa giunta, non è una novità.

IL COMUNICATO DEL PROSINDACO DI REGGIO UGO FERRARI

“Desidero esprimere piena fiducia nel lavoro della magistratura, verso la quale la collaborazione del Comune di Reggio Emilia è piena e voglio esprimere alla comunità la nostra piena serenità sul cosiddetto tema “scontrini”.

Sui rimborsi per spese di missione istituzionale, possono esserci stati piccoli errori – parliamo di migliaia di scontrini nell’arco di anni – ma non vi sono illeciti, tutte le missioni degli amministratori erano autorizzate preventivamente e tutti i rimborsi erano poi autorizzati in via definitiva; né riteniamo vi siano questioni di “opportunità politica”, tema che per altro crediamo debba risolversi semmai sul piano della dialettica e del libero confronto fra le parti e non con il reiterato tentativo di far aprire fascicoli giudiziari.

E’ bene si sappia che i rimborsi per spese di missione degli amministratori comunali hanno comportato una spesa nel 2012 pari a circa 30.000 euro, ovvero lo 0,02 per cento della spesa corrente del Comune di Reggio Emilia.

La piena e dovuta trasparenza messa in atto dall’Amministrazione comunale per consentire l’accesso agli atti da parte di consiglieri comunali e giornalisti è segno evidente della stessa volontà politica e amministrativa di essere chiari verso chi è stato eletto dai cittadini, qualsiasi sia la sua appartenenza.

Questo a riprova della totale assenza di “consociativismo”, affermazione opinabile e che riteniamo grave, letta sulla stampa di oggi.

Crediamo che i fatti – cioè la piena trasparenza, fino al sopportare pesantissime  e gratuite illazioni, se non accuse esplicite, apparse su parte della stampa locale e lesive dell’onorabilità dell’istituzione comunale e dei suoi amministratori – smentiscano pienamente tale “consociativismo” tra maggioranza e opposizione oltre a sgombrare il campo da un eventuale complice fiancheggiamento da parte della struttura amministrativa.

Sempre riguardo ai fatti, osserviamo una sequenza tutta particolare.

Dapprima, una campagna mediatica volta a costruire un “fumus” di dubbio e discredito, con la diffusione di notizie proposte e interpretate spesso senza un’effettiva verifica: anche per questo sono emersi clamorosi, oltre che gravissimi, errori interpretativi su questi scontrini prodotti per rimborsi di missione, cioè sulla comprensione dei loro contenuti, sulle consumazioni, sulle circostanze di spesa. Tutti aspetti per i quali ogni singolo interessato potrà, se ritiene, chieder conto tutelandosi in sede giudiziaria, mentre la stessa Amministrazione comunale sta provvedendo a valutare in queste ore i margini per azioni legali a tutela della propria onorabilità.

Poi si è avuta notizia di un incontro informale fra esponenti di un gruppo consiliare e il vertice della Procura della Repubblica della città.Quindi l’apertura di un fascicolo giudiziario al fine di svolgere accertamenti preliminari a un’eventuale inchiesta.

Infine, dichiarazioni rilasciate con una certa tempestività alla stampa sui contenuti del prosieguo dell’azione giudiziaria che si potrebbe profilare.

Notiamo uno stile nuovo, sino ad ora assente o assai raro a Reggio Emilia: il far politica con segnalazioni in Procura, una modalità che non sarà sfuggita allo stesso Procuratore.

Ad ogni segnalazione generalmente raccolta, nei tempi recenti, segue l’apertura di un fascicolo giudiziario e i fascicoli pendenti non mancano, su temi come Fiere, piazza della Vittoria e altri ancora. Un modo di fare “politica” per via giudiziaria che troviamo discutibile e che impoverisce l’articolazione del confronto democratico. Va ribadito per altro che in tutti i casi la collaborazione e la trasparenza dell’Amministrazione comunale con la magistratura è stata ed è piena ed incondizionata.

Riteniamo infine che i cittadini, anche a seguito della “campagna scontrini”, si siano fatti una loro idea riguardo alla sobrietà e alla correttezza della loro Amministrazione comunale, nonostante la tendenza diffusa a fare di ogni erba un fascio.

Sotto il profilo delle regole, il Comune di Reggio Emilia ha compiutamente recepito le indicazioni della Corte del Conti fin dall’anno 2011 e successivamente con la delibera del 26 novembre 2013 ha fissato le nuove regole per i rimborsi degli amministratori.

Così, ad esempio, il rimborso di un pasto, a cui si ha diritto per missioni di almeno sei ore di durata, è di circa 34 euro. Se poi l’amministratore in missione pranza con un panino e una bibita, spendendo solo qualche euro, non fa certo un torto alla collettività – come invece si è tentato di far passare in questi giorni – ma genera un risparmio.

Per i trasporti in ambito regionale, vale come rimborso il valore del biglietto ferroviario in seconda classe, quindi si può andare in treno, ma anche in automobile e in quest’ultimo caso il rimborso sarà comunque l’equivalente del biglietto ferroviario.

Nel Comune di Reggio Emilia non esistono auto blu. Per i membri della Giunta, le indennità di funzione, invariate dal 2000, hanno subito un taglio del 10% nel 2006, come disposto dalla Finanziaria e i consiglieri comunali percepiscono un gettone di presenza di 76,50 euro per ogni seduta di Consiglio comunale e 60,3 euro per la partecipazione a ciascuna Commissione consiliare, a seguito di una riduzione del 10% nel 2006.

Per queste ragioni non accettiamo lezioni da nessuno, tanto meno da ex Lega Nord-Progetto Reggio. I cittadini reggiani dunque possono contare su dipendenti comunali onesti e su amministratori e consiglieri per bene, animati soprattutto da passione politica e dal perseguimento del bene comune.

Ugo Ferrari, sindaco vicario di Reggio Emilia

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