Spese allegre, Pd primo negli alberghi: 17mila euro in 18 mesi (2mila il Pdl)
Scandalo rimborsi: per i pasti dei consiglieri regionali 220 mila euro al Pdl, 145 mila al Pd e 53 mila alla Lega. Classifica della pancia piena

"Gargantua e Pantagruel", Rabelais (1494-1553)

“Gargantua e Pantagruel”, Rabelais (1494-1553)

Il primo posto spetta al Pdl che, con dodici consiglieri, ha speso 220 mila euro per i pasti. Dalle carte sequestrate dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi allegri dei consiglieri regionali, è stato possibile ricostruire la classifica della pancia piena.

Su un totale di mezzo milione di euro di rimborso pasti in 19 mesi (fra giugno 2010 e dicembre 2011) il più “famelico” sarebbe appunto il gruppo Pdl, che da solo ha speso quasi la metà della cifra totale. Segue il gruppo Pd con la rispettabile cifra di 145 mila euro, ma con un numero doppio di consiglieri (24) del Popolo della Libertà.

Il sostanza il Pd ha rimborsato in media 6 mila 41 euro a consigliere (317 euro di spesa pro capite mensile), mentre il Pdl ne ha spesi 18 mila 333. Cioè il triplo, con una spesa mensile per consigliere di 1.527 euro.

I due partiti maggiori hanno rimborsato in totale 365 mila euro, e gli altri gruppi  si sono divisi i restanti 130 mila. La Lega Nord è al terzo posto con 53 mila euro di pasti rimborsati, l’Udc 6500 e il Movimento Cinque Stelle 18 mila euro per due consiglieri, ma (ha detto il capogruppo De Franceschi) la cifra comprende anche i pasti per una decina di dipendenti del gruppo.

Per le trasferte in albergo, invece, il Pd ha speso 17mila euro, il Pdl solo 2mila euro, l’Udc 1.700 euro e i grillini 1.100 euro. Al vaglio ci sono migliaia di voci di spesa dei gruppi. Il periodo considerato è quello da giugno 2010 a dicembre 2011 (un anno e mezzo), per un totale di 5,5 milioni di euro di “scontrini”.

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Ammontano a quasi mezzo milione di euro, in totale, i rimborsi per ristoranti dei consiglieri regionali in 19 mesi, da giugno 2010 a dicembre 2011. Solo il Pdl fa segnalare la cifra di 220 mila euro, mentre il Pd arriva a 145 mila. Le cifre, riferita a pranzi e cene per lo più di rappresentanza, con simpatizzanti e militanti, emerge dai rendiconti al vaglio della Guardia di Finanza. L’inchiesta è quella per peculato della Procura di Bologna, coordinata dai pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari con la supervisione del procuratore capo Roberto Alfonso e dell’aggiunto Valter Giovannini, che sta passando al setaccio i rimborsi di tutti i gruppi. Nel fascicolo risultano indagati i capigruppo che hanno firmato i rendiconti.

Molto più contenute le spese per gli alberghi, dove tuttavia la classifica si capovolge: in testa balza il Pd con 17 mila euri, seguono il Pdl con 2 mila in 19 mesi, l’Udc con 1.700 e i Cinquestelle con 1.100.

Oltre alla presunta spesa dell’ex capogruppo del Pd Marco Monari (si è dimesso l’altra sera) per due notti all’Hotel dei Dogi di Venezia, sono spuntate anche due notti alla Bussola di Amalfi, 800 euro, del consigliere Pd Roberto Montanari. «Tutto in regola – ha dichiarato – ero a un seminario di area democratica». Ma perchè la Regione deve rimborsare anche le trasferte per il partito? Un tempo, almeno in via teorica, non era ammesso.

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Bologna sulle spese dei gruppi dell’assemblea regionale dell’Emilia Romagna è diretta dai pm Morena Plazzi e Antonella Scandellari. L’ipotesi è mil peculato. Sono indagati tutti i capigruppo, ma a loro in queste ore potrebbero aggiungersi non pochi consiglieri.

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