Guerra delle cliniche, l’assessore regionale Lusenti indagato. Lui replica: “Sono false le accuse”

L'assessore regionale Lusenti insieme al presidente della Regione Errari e al ministro Delrio al taglio del nastro del mega-magazzino farmaceutico a Reggio

L’assessore regionale Lusenti, il presidente della Regione Errani e il ministro Delrio inaugurano il magazzino farmaceutico di Reggio E. (due settimane fa)

28/11. Nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bologna, che prende le mosse dall’esposto presentato dal Gruppo Garofalo-Hesperia, sono stati consegnati gli avvisi di garanzia a carico dell’assessore alle Politiche per la salute Carlo Lusenti, del direttore generale alla Sanità e Politiche sociali Tiziano Carradori e di una funzionaria dell’assessorato.

L’ipotesi di accusa contenuta nell’atto è di falso nei confronti dell’assessore, di falso e di concussione nei confronti dei due dirigenti.

Con l’avviso di garanzia è stato notificato ai destinatari del provvedimento l’invito a comparire giovedì 5 dicembre negli uffici della Procura.

“Confermiamo la nostra convinzione di avere agito con trasparenza e nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della salvaguardia e del buon funzionamento della sanità regionale” ha commentato l’assessore Lusenti.
“Forniremo come sempre la massima collaborazione alla magistratura. E’ nostro interesse prioritario far luce nel più breve tempo possibile – cosa che ci è consentito grazie alla tempestività dell’invito a comparire – su accuse che minano la credibilità del nostro sistema sanitario”.

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27/11. Svolta (con coda di polemiche) nel caso delle presunte “disparità” di trattamento nelle erogazione dei fondi regionali alle cliniche convenzionate. L’assessore regionale alle politiche per la salute, infatti, il medico reggiano Carlo Lusenti, è stato iscritto dalla Procura di Bologna nel registro degli indagati (insieme a un dirigente della stessa Regione) “con l’accusa di falso” (scrivono i giornali).

Tutto è nato da una denuncia presentata dal gruppo Garofalo, proprietario della clinica privata Hesperia di Modena. Il sospetto – si evince dall’esposto – è che la Regione, negli ultimi anni, abbia favorito il gruppo Sansavini, proprietario, tra le tre cliniche che gestisce, anche di Villa Salus Hospital a Reggio.

Ieri, nel corso di una conferenza stampa, l’assessore Lusenti, riferendosi al caso Hesperia, ha ribadito che si tratta di “accuse calunniose e intimidatorie”, in quanto “tutti gli atti del sistema di accreditamento sono da sempre corretti, trasparenti e condivisi”. Nel tardo pomeriggio, poi, è arrivata una nota ufficiale dalla Regione, che riportiamo integralmente qui sotto.

A stretto giro di posta, infine, è arrivata un comunicato di replica (alla nota di Lusenti) inviato dal gruppo Garofalo.

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Sanità e Politiche per la salute – L’assessore regionale Lusenti torna sul “caso Hesperia” e ribadisce: “Atti corretti da sempre su un sistema di accreditamento condiviso e trasparente. Chi lamenta un danno non ha neanche saturato la propria capacità produttiva”

Bologna“Siamo assolutamente certi della correttezza del nostro operato, non solo in relazione alle calunniose e intimidatorie accuse rivolteci da Hesperia Hospital, ma su tutti i 17 anni di un sistema di accreditamento governato grazie ad accordi trasparenti, condivisi e sottoscritti tra le parti. Per quanto riguarda i rilievi mossi da Hesperia, mi limito a rivendicare la correttezza degli atti e a sottolineare che chi lamenta di aver subìto un danno in tutti questi anni non ha neanche sempre saturato la propria capacità produttiva”.

L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Carlo Lusenti, a margine della conferenza stampa su obiettivi e strategie del servizio sanitario regionale svoltasi oggi a Bologna, è tornato sul “caso Hesperia” il giorno dopo la richiesta di acquisizione di documentazione da parte della Procura di Bologna, che sta indagando sulla base di una denuncia avanzata dalla casa di cura modenese nei confronti della Regione Emilia-Romagna.

“Lo ribadisco con la forza della revisione che abbiamo effettuato ancora una volta su questi atti – ha affermato Lusenti -, siamo certi e sereni di un sistema di programmazione basato su accordi chiarissimi e verificabili. La Regione non ha mai fatto alcun favoritismo, non fa alcun accordo di committenza ma definisce esclusivamente le necessità e il budget complessivi: la divisione la fanno le strutture nella sede della loro associazione, l’Aiop, in base al fabbisogno e alle capacità produttive. Chi ci accusa ne risponderà nelle sedi adeguate”.

“Per quanto riguarda l’indagine in corso, come sempre rispettiamo l’operato della magistratura e offriamo la più ampia collaborazione, certi dei nostri atti. Ci limitiamo a registrare un comportamento per noi inspiegabile da parte di Hesperia, che lamenta di aver subìto un danno ma non capiamo quale, dato che dal 2004, salvo che nel 2008, non ha prodotto quanto avrebbe potuto sulla base del budget assegnato, non saturando neanche la propria capacità produttiva nell’ambito dell’attività cardiochirurgica”.

COMUNICATO GRUPPO GAROFALO: REPLICA A LUSENTI

Roma, 27 novembre

Al cospetto delle scomposte dichiarazioni dell’assessore Lusenti, ci corre l’obbligo di precisare come l’esposto (coraggiosamente) presentato da HESPERIA non contiene né calunnie né diffamazioni, ma unicamente richieste di chiarimenti sulla gestione del denaro pubblico, sull’attribuzione dei fondi regionali alle strutture sanitarie private accreditate presso la Regione Emilia Romagna e sul motivo per il quale strutture sanitarie private sono state accreditate  in assenza dei requisiti necessari per svolgere attività assistenziali che garantiscano la salute e la sicurezza del paziente.
Ci stupisce che solo adesso l’assessore Lusenti senta la necessità di chiarire i fatti oggetto di denuncia da parte di Hesperia. E’ infatti da circa un anno che la stessa ha chiesto spiegazioni riguardo le anomalie riscontrate nella gestione delle attività assistenziali erogate dalle strutture sanitarie private accreditate con la  Regione Emilia Romagna; anomalie che hanno generato una alterazione del sistema determinando situazioni di pericolo per la salute pubblica. Fatto testimoniato da un preoccupante tasso di mortalità, evidenziato proprio in quelle strutture prive dei requisiti di legge e nonostante ciò  ammesse dall’Amministrazione Pubblica regionale  a svolgere attività sanitaria in convenzione.
La cosa è ancor più grave se si considera che il Comitato Tecnico Scientifico per la Cardiologia e la Cardiochirurgia emiliano romagnola (organismo regionale) aveva denunciato da oltre cinque anni la situazione di pericolo evidenziatasi nelle strutture di cui sopra.
Siamo, peraltro, esterrefatti per l’assurda affermazione espressa dall’assessore Lusenti  in base alla quale la Regione Emilia Romagna non attribuirebbe budget alle singole case di cura accreditate. Infatti, nonostante l’originale affermazione dell’assessore ci corre l’obbligo di ricordare che è esclusiva competenza dell’amministrazione pubblica regionale l’attribuzione annuale dei budget alle singole strutture private accreditate per le attività di alta specializzazione, qual è quella oggetto della nostra contestazione, nonché il convenzionamento delle stesse, tramite la stipula di specifici contratti.  Giammai potrebbe, infatti, l’AIOP che rappresenta gli interessi dell’ospedalità privata, attribuire alle strutture sanitarie ad essa associate fondi di natura pubblica.
Il Gruppo Garofalo, ribadisce, pertanto, che quanto rappresentato alle competenti autorità giudiziarie, anche contabili, costituisce fedele rappresentazione di quanto verificatosi negli ultimi anni riguardo la gestione delle risorse pubbliche della sanità regionale per le aree di propria attività.
Rimaniamo, pertanto, in attesa di ricevere risposta ai nostri quesiti confidando nell’operato degli organismi giudiziari interessati.

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