Rolando Rivi, i ragazzi non devono sapere che fu ammazzato dai partigiani a 14 anni

di Pierluigi Ghiggini

Non c’è niente da fare. Siamo rimasti più o meno al 1946, quando solo a mettere in discussione la bontà totale e assoluta della Resistenza si rischiava la pelle. Comunque si doveva tacere su delitti e efferatezze e chinare la testa, altrimenti i veniva espulsi dal consesso civile. Qualche tempo fa Il Pd di Correggio ha chinato la testa davanti al diktat dell’Anpi e ha impedito le commemorazioni pubbliche di don Pessina e don Manfredi, ammazzati dai comunisti: il primo nel dopoguerra, l’altro durante la Resistenza. Ora, siamo all’assurdo che una scuola sospende le visite dei ragazzi alla mostra sul Beato Rolando Rivi – seminarista assassinato a 14 anni da partigiani comunisti – dopo le proteste di alcuni genitori secondo cui il contenuto è “un insulto alla Resistenza”.

Accade in pieno 2013 a Rio Saliceto, ma sembra appunto l’immediato dopoguerra. Si dice che anche in questo caso ci sia lo zampino di Anpi e Pd, ma non è poi così importante. Dovrebbe preoccupare di più il fatto che nelle famiglie sia penetrata una subcultura di tipo negazionista sui delitti della guerra e del dopoguerra (su cui non esiste alcun dubbio dal punto di vista storico). Perché in fondo è una sconfitta culturale per tutti i democratici, di destra e soprattutto di sinistra.

Dunque, la dirigente scolastica di Rio Saliceto, professoressa Spinabelli, ha sospeso le visite dei ragazzi delle elementari alla mostra ospitata nei locali della parrocchia, con un laconico volantino distribuito mercoledì all’uscita da scuola, e di cui ha dato notizia oggi Prima Pagina. «In considerazione dell’impossibilità, a causa dei tempi ristretti, di contestualizzare dal punto di vista storico e didattico la mostra dedicata a Rolando Rivi, si sospende la visita».  

La motivazione serve a chiudere le polemiche sollevate da alcuni genitori, certamente è un cedimento a una storiografia di parte, e  non certo un buon esempio di didattica. Il tempo se si vuole si trova sempre. A quanto pare a qualcuno non è andato già il pannello d’ingresso  della mostra intitolato “Domani un prete in meno” (frase effettivamente pronunciata dagli assassini, e immortalata nella sentenza di terzo grado con cui i due assassini di Rolando, martire-bambino, furono condannati). A quel punto è stato chiesto al parroco di Rio Saliceto di togliere il pannello, ma don Carlo Castellini non ha ceduto al diktat.

Oggi è insorta Forza Italia per l’accaduto. Giuseppe Pagliani, capogruppo in Provincia definisce vergognose le pressioni sul parroco e sottolinea: “E’ incredibile come si calpesti un martirio cristiano di un giovane innocente per tutelare e nascondere le pagine della Resistenza di cui ci si dovrebbe vergognare senza indugi”. A sua volta il consigliere regionale Fabio Filippi prende atto che “il seme dell’odio e dell’intolleranza continua a dare i suoi frutti anche a Rio Saliceto”.

PAGLIANI: A  RIO SALICETO UN EPISODIO VERGOGNOSO

Vergognoso ciò che è accorso a Rio Saliceto, la mostra in parrocchia su Rolando Rivi martire quattordicenne beato è considerata da alcuni genitori offensiva nei confronti della resistenza – dichiara Giuseppe Pagliani – E’ incredibile come anche si calpesti un martirio cristiano di un giovane innocente per tutelare e nascondere le pagine della resistenza di cui ci si dovrebbe vergognare senza indugi.

La scuola primaria di Rio Saliceto è intitolata ad Anna Frank martire della furia omicida nazista, dunque non vi è dubbio che vengano omaggiati giustamente i martiri di tutte le dittature che hanno imperversato nel secolo scorso. Preventivamente però solo ai giovani che hanno scelto l’ora di religione viene concessa la possibilità di visitare in parrocchia la mostra riguardante il giovane seminarista Rolando Rivi ucciso nei boschi di Monchio, dai partigiani comunisti nel 1945.

Perché volere nascondere una vicenda così pietosa ai ragazzi da parte dei genitori infatuati ancora dal defunto comunismo? E’ un esercizio inutile, la storia ha già rappresentato le vicende accorse, vi sono pagine della storia resistenziale, si leggano i saggi di Giampaolo Pansa, dai quali è giusto prendere le distanze condannando senza riserve i crimini compiuti in nome del massimalismo comunista cieco“.

FILIPPI: IL SEME DELL’ODIO CONTINUA A DARE I SUOI FRUTTI

La decisione di sospendere le visite alla mostra – afferma in una nota il consigliere regionale Pdl-Forza Italia –  è stata presa dopo che alcuni genitori (più probabilmente alcuni insegnati, categoria da sempre schierata a sinistra) lo avevano chiesto, sulla base della seguente motivazione: “Questa mostra infanga la Resistenza”. 

Oggetto del contendere il pannello d’ingresso alla mostra sul quale era riportata la scritta “domani un prete di meno”. Una frase spesso usata fra i comunisti del dopoguerra e fino agli anni sessanta. Nonostante siano passati settant’anni questa verità scandalizza, dà ancora fastidio ad alcuni genitori e insegnati nostalgici, forse figli o nipoti di quei partigiani rossi che hanno messo a morte il quattordicenne Rolando Rivi e altri preti della zona. Il seme dell’odio e dell’intolleranza continua a dare i suoi frutti anche a Rio Saliceto”.

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    21/11/2013 alle 19:08

    Nel condividere l’intervento del Direttore Ghiggini
    unitamente ai commenti di Pagliani e Filippi, ritengo vergognoso il comportamento di coloro che hanno voluto censurare la tragica storia del Beato Rolando Rivi trucidato dai partigiani comunisti.
    Esprimo compiacimento al parroco Don Castellini per non avere tolto il pannello d’ingresso alla Mostra intitolato “Domani un prete in meno”, mentre invece disapprovo il comportamento pilatesco della Dirigente scolastica, Prof.ssa Spinabelli, che ha sospeso le visite degli alunni.

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