A New York polemiche sull’arte di Banksy
Reggio deturpata dai writers: “l’artista urbano” attacca la facciata della Ghiara

L’artista urbano questa volta l’ha fatta grossa. Il Jackson Pollock reggiano è andato a sfogare le sue visioni mentali sulla facciata della Basilica della Ghiara. Nel pomeriggio  i volontari del movimento No Writers erano già al lavoro per ripulire il tempio dalle imbrattature. I Cappuccini di via Ferrari Bonini (e pure i proprietari circostanti) lo sopportano da anni con santa pazienza, e proprio di recente hanno fatto ritingere il muro in cui, davanti alla chiesa, è conservata una Madonna dipinta.

Le scritte che deturpano la facciata della Ghiara (da Facebook, i Leoni di San Prospero)

Grafomane. Le scritte che deturpano la facciata della Ghiara (da Facebook, i Leoni di San Prospero)

Commenti indignati su Facebook  dove la pagina di Leoni di San Prospero ha pubblicato le foto in anteprima della facciata della Ghiara deturpata.

Ma il peggio non è lui. Purtroppo la città è da anni in balia di alcuni writers veramente mal riusciti, che imbrattano dovunque con acronimi ripetuti in maniera ossessiva e di una bruttezza sconsiderata. Chi vuole può documentarsi andando a vedere lo sconcio del sottopasso di porta Santa Croce.

Anni fa l’assessore Mauro Del Bue pubblicò anche un pamphlet, ma senza ottenere grandi risultati. Ciò che appare incomprensibile è come mai nessuno abbia ancora messo il sale sulla coda a questi writers che hanno un’origine precisa. Le scritte deturpanti sono praticamente la loro fotografia.

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E Banksy dice addio a New York. Dopo la polemica con il sindaco Bloomberg, l’artista annuncia il suo ritiro dalla Grande Mela

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Il Genio Senza Volto lo fa attraverso il suo sito, dove ringrazia i fan per il loro sostegno ed espone le sue ultime opere. Banksy è un’artista . Oltre che a New York, i suoi graffiti si sono osservare anche in altri paesi come Cisgiordania, Francia e anche a Napoli. Da sempre la sua arte ha trovato simpatizzati o contrari. Fra i contrari c’è senz’altro il primo cittadino newyorkese Micheal Bloomberg, che ha detto che ciò che fa Banksy non è arte. Il genere dei suoi schizzi è quello socio-politico e satirico. Di Banksy si conoscono poche informazioni come l’età (31 anni) o la sua provenienza, ma nessuno è mai riuscito a vedere la sua faccia.

La motivazione che ha spinto l’artista a lasciare New York è legata alla vendita di 5 Pointz, uno spazio dedicato alla street-art nel quartiere newyorkese Queens. 5Pointz è di proprietà di Jerry Wolkoff e la compagnia Crane Street Studios. All’inizio di quest’anno la decisione di vendere lo stabile per la costruzione di grattacieli. Così Banksy ha scelto di lasciare New York. Tramite una lettera sul suo sito, ha chiesto ai suoi sostenitori di difendere 5pointz e ha lasciato una maglia con un cuore incerottato che può essere scaricata. Si conclude così l’esperienza di Banksy a New York che – nel bene o nel male- rimane unica. (Matteo Melani, improntaunika.it, 4/11)

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2 risposte a A New York polemiche sull’arte di Banksy
Reggio deturpata dai writers: “l’artista urbano” attacca la facciata della Ghiara

  1. giovanni Rispondi

    12/11/2013 alle 19:07

    L’imbrattatore deve avere una tale dimensione cerebrale che secondo me non si è nemmeno accorto che era il muro di una Chiesa

  2. Asteroide 423 Rispondi

    13/11/2013 alle 08:52

    C’è chi schizza come può…

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