Protestare talvolta serve: Ivan Forte, assassino di Titti, è tornato dentro. Blitz a Castrovillari

Ivan Forte è tornato dentro. Con una svolta a 180 gradi rispetto all’orientamento del giudice che col rito abbreviato lo ha condannato a vent’anni di carcere per l’omicidio della compagna Titti Olivieri (uccisa il 19 aprile 2012 a Rubiera) il sostituto procuratore di Reggio Emilia Valentina Salvi ne ha chiesto e ottenuto la custodia cautelare in carcere per il pericolo di fuga per  il 29enne reo confesso dell’omicidio della convivente – con la quale aveva avuto un figlio – Tiziana Olivieri, di 40 anni.  Nella giornata di giovedì i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio sono andati a Castrovillari, in Calabria, e con i colleghi del comando locale lo hanno raggiunto nella sua abitazione, e hanno eseguito l’ordinanza del pm Salvi. Ivan Forte è stato tradotto in carcere a Cosenza.

In primavera Forte, che ha 29 anni, era tornato in libertà a causa di quella che in Tribunale a Reggio è stata definita “una carta infrattata”. Di pochi giorni fa la condanna di primo grado a venti anni di reclusione, in seguito alla quale però Forte era rimasto agli arresti domiciliari, con una decisione del giudice che ha suscitato le proteste dei famigliari e degli amici di Tiziana Olivieri, senza contare le perplessità serpeggiate a palazzo di Giustizia. Nella giornata di giovedì il Gip del Tribunale di Reggio, su richiesta del sostituto Valentina  Salvi, ha ripristinato nei confronti del 29enne la custodia cautelare in carcere delegando i carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia per l’esecuzione.

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