Lotta al cancro: arriva il nuovo acceleratore per Radioterapia.
E’ il più avanzato al mondo

Il flautista Andfra Griminelli e Cristina Carbognani, vicepresidente Unindustria, alla presentazione del nuovo acceleratore lineare  di Radioterapia Oncologica

Finalmente ci siamo. E’ più che mai vicino il traguardo del nuovo acceleratore lineare per Radioterapia oncologica del Santa Maria Nuova. 
La procedura d’acquisto è quasi conclusa, e porterà all’Arcispedale il più avanzato acceleratore lineare attualmente in commercio a livello mondiale. La macchina potrebbe diventare operativa entro la prossima estate.

L’annuncio questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Rocca Saporiti. All’incontro hanno partecipato Ivan Trenti, direttore generale dell’azienda ospedaliera eretta di recente a centro di ricerca regionale (Irccs), il presidente della fondazione Manodori Gianni Borghi, il presidente di Ascmad-Pro.Ra Giovanni Fornaciari, Cinzia Iotti direttore di Radioterapia Oncologica e vicepresidente Ascmad-Pro.Ra, Giovanni Apolone direttore scientifico del Santa Maria Nuova e il direttore del Servizio di Fisica medica Mauro Iori

E’ il caso di dire che si tratta di un risultato al quale contribuisce tutta la città. Oltre i contributi al finanziamento del ministero della Salute e al contributo della Fondazione Manodori, migliaia di reggiani si sono mobilitati rispondendo alla sottoscrizione lanciata da Ascmad-Prora per raccogliere cinquecento mila euro.

E’ più che mai vicino il traguardo del nuovo acceleratore lineare per Radioterapia oncologica del Santa Maria Nuova.

Il nuovo acceleratore è un TrueBeam STx 2.0, caratterizzato da molteplici funzionalità e prodotto dalla californiana Varian Medical System, sarà tra i primi esemplari ad arrivare in Europa. 

La macchina, che comporta un investimento pari a 3,6 milioni – è stato spiegato –  è in grado di erogare i fasci radianti in modo sincrono con l’atto respiratorio, caratteristica fondamentale per le neoplasie soggette al movimento quali sono quelle del polmone e dell’addome superiore.

Il TrueBeam si integrerà perfettamente con le apparecchiature radianti già in dotazione al Reparto consentendo l’attivazione di nuovi trattamenti di tipo radio-chirurgico da realizzarsi nell’arco di una o poche sedute, anziché protrarsi per diverse settimane. Il nuovo apparecchio permetterà di realizzare a Reggio un importante progetto di ricerca sulla cura di rare forme di tumori  al cervello. 

«L’offerta di questo modello da parte della Varian supera le più ottimistiche aspettative – ha commentato Trenti -. Rappresenta il migliore esito possibile per un progetto partito due anni e mezzo fa con un quadro dei finanziamenti tutto da definire, ma con l’ambizione di acquisire una tecnologia tra le più avanzate. Faremo di tutto per avere il TrueBeam STx 2.0 entro la prossima estate, per metterlo a disposizione dei nostri professionisti e dei pazienti».

Decisivo per la riuscita del progetto il sostegno della Fondazione Manodori che ha erogato risorse pari a 1,5 milioni nell’arco di un triennio e di Ascmad – Pro.ra. che con la campagna di raccolta fondi denominata Io ci credo, animata da quattro testimonial di eccezione (Andrea Griminelli, Carlo Ancelotti, Stefano Baldini e Orietta Berti)si è impegnata a raccogliere la somma di 0,5 milioni.

Ulteriore impulso al completamento del quadro dei finanziamenti è stato dato dalla assegnazione da parte del Ministero della Salute di 1,6 milioni di euro. Il progetto di ricerca che ha superato la selezione è dedicato alla terapia combinata su pazienti con tumore cerebrale in fase avanzata per il cui sviluppo è fondamentale l’impiego di un acceleratore lineare di ultima generazione. A queste somme si aggiungono 1,3 milioni stanziati dall’azienda Santa Maria Nuova per assistenza tecnica,  informatica e  manutenzioni.

 Come spiega Cinzia Iotti, Direttore del Reparto di Radioterapia, «la peculiarità della nuova macchina è la precisione dei trattamenti che si traduce in maggiore efficacia e minore tossicità. Potremo sviluppare l’impiego di trattamenti radianti “adattati” ai cambiamenti anatomici e funzionali  che nel corso della terapia stessa possono realizzarsi sia nel paziente che nel tumore, rendendo così l’approccio terapeutico realmente individualizzato. Tali approcci innovativi” – continua Iotti – “saranno indirizzati anche a casi selezionati di malattia avanzata metastatica con l’obiettivo di concedere anche a questi pazienti, tradizionalmente considerati incurabili e destinati a più semplici trattamenti di palliazione sintomatica, un significativo allungamento della sopravvivenza ed una buona qualità di vita».

Il Direttore Scientifico dell’IRCCS Giovanni Apolone seguirà il progetto di ricerca in cui verrà impiegata la nuova apparecchiatura e che vedrà direttamente coinvolti sia la Radioterapia Oncologica sia il Servizio di Fisica Medica: «L’utilizzo del TrueBeam permetterà di testarne l’efficacia in un campione di pazienti con forme rare di Glioblastomi al cervello, caratterizzate da una spiccata complessità e quindi da una difficoltà al trattamento con gli approcci tradizionali. Verrà valutato quindi se estenderne l’impiego ai casi meno complessi».

Soddisfazione viene espressa da parte del Presidente della Fondazione Manodori Gianni Borghi: «L’Arcispedale Santa Maria è punto di riferimento per tutto il territorio reggiano, centro accreditato a livello regionale e nazionale. La Fondazione Manodori ha contribuito con continuità all’innovazione e al miglioramento delle strutture e delle attrezzature. Abbiamo appoggiato fin dall’inizio il progetto per l’acceleratore lineare, che impegna risorse rilevanti nel nostro quadro economico, perché crediamo che la salute sia un bene primario da tutelare e da proteggere. Investire nella sanità e nella ricerca è una priorità e occorre far fronte comune, come in questo caso, soprattutto quando diminuiscono i finanziamenti in ambito pubblico».

Pere il dottor Giovanni Fornaciari «l’impegno di tutta l’Associazione viene premiato da un risultato che è andato oltre le  aspettative e che rassicura noi tutti sul buon cuore dei reggiani anche in tempi di difficoltà oggettive per tutti. Desidero esprimere un caloroso ringraziamento a chi ci ha sostenuto, con particolare gratitudine nei confronti di Cariparma e dei  testimonial della campagna IO ci credo che hanno davvero creduto nel progetto sin dal suo esordio».

IL NUOVO ACCELERATORE: LE CARATTERISTICHE 

L’unità radiante TrueBeam STx 2.0 è una moderna piattaforma tecnologica e digitale che la VARIAN Medical System (Palo Alto, CA, USA), principale produttore mondiale di sistemi radioterapici, ha recentemente realizzato per innovare la propria linea di acceleratori (marchio CE ottenuto in agosto 2013). Il modello, che rappresenta attualmente il top della gamma sui trattamenti radianti con fasci di fotoni ed elettroni, si caratterizza per molteplici funzionalità.

Esse spaziano dall’erogazione di trattamenti complessi e mirati in tempi estremamente ridotti, alla disponibilità di sistemi avanzati di imaging per il controllo in tempo reale del posizionamento del paziente anche in fase di terapia, fino all’erogazione di trattamenti che seguono e si adattano alle variazioni anatomiche del paziente.

Una volta acquisita a Reggio Emilia sarà una delle più avanzate apparecchiature di questo genere sia in ambito nazionale che a livello europeo.

L’apparecchiatura si configura come un robot capace di essere programmato digitalmente per compiere azioni complesse sulla base di procedure date in fase di pianificazione e le sue funzionalità possono essere programmate e gestite in modo sicuro da un sistema computerizzato di controllo e verifica. La nuova macchina sarà in grado di erogare i fasci radianti in modo sincrono con l’atto respiratorio e questo sarà fondamentale per le neoplasie soggette al movimento, quelle del polmone e dell’addome superiore. In tal modo i trattamenti potranno essere più precisi e pertanto più efficaci e meno tossici. Potrà, infine, essere sviluppato l’impiego di trattamenti radianti “adattati” ai cambiamenti anatomici e funzionali  che nel corso della terapia stessa possono realizzarsi sia nel paziente che nel tumore, rendendo così l’approccio terapeutico realmente individualizzato.

Il Reparto di Radioterapia dell’ASMN-IRCCS potrà disporre di uno strumento di cura che, integrandosi perfettamente con le apparecchiature radianti già in dotazione, consentirà l’attivazione di nuovi trattamenti di tipo radio-chirurgico, che si realizzano nell’arco di una o poche sedute (massimo cinque) anziché protrarsi per molteplici settimane. Tali approcci innovativi saranno indirizzati anche a casi selezionati di malattia avanzata metastatica con l’obiettivo è concedere anche a questi pazienti, tradizionalmente considerati incurabili e destinati a più semplici trattamenti di palliazione sintomatica, un significativo allungamento della sopravvivenza ed una buona qualità di vita.

Un percorso radioterapico che si orienta alla personalizzazione del trattamento sulle caratteristiche specifiche del paziente si compone di una sequenza concatenata di processi che necessitano di continue modifiche, affinamenti ed ottimizzazioni, è fondamentale che un’unità come il TrueBeam STx 2.0 sia integrata all’interno di un ambiente informatico avanzato. Questo comporterà l’aggiornamento di una buona parte delle workstation di elaborazione e pianificazione dei trattamenti allocate presso il Reparto di Radioterapia ed il Servizio di Fisica Medica come pure l’acquisizione di nuove funzionalità (Smart Segmentation, SmartAdapt) ed algoritmi software (Accuros, Eclipse RapidArc) idonei a realizzare una maggiore personalizzazione della terapia.

IL PROGETTO DI RICERCA SUI TUMORI CEREBRALI

Determinante per il completamento del quadro finanziario che ha reso possibile avviare la procedura di acquisizione del nuovo acceleratore lineare per la Radioterapia Oncologica dell’IRCCS- Santa Maria Nuova è il contributo del Ministero della Salute. È attraverso la partecipazione al Bando ministeriale per il Conto Capitale 2012 con il progetto di ricerca dedicato alla terapia combinata su pazienti con tumore cerebrale in fase avanzata che arriveranno al Santa Maria Nuova finanziamenti pari a 1,6 mil euro nei prossimi tre anni.

Per lo sviluppo dello studio, elaborato in collaborazione con l’IRST di Meldola (Fo) e l’Ospedale Bellaria di Bologna, è fondamentale, infatti, l’impiego di un acceleratore lineare di nuovissima concezione abbinato ad un sistema di imaging che permette il monitoraggio continuo del paziente durante il trattamento

I tumori cerebrali sono una patologia relativamente rara ma quando sono di natura maligna hanno una prognosi molto infausta. Questo è dovuto a due fattori: nella maggior parte dei casi la diagnosi avviene quando la malattia è già molto diffusa a livello cerebrale e una terapia radicale non è possibile; inoltre la miglior terapia al momento a disposizione non riesce a eradicare il tumore e a controllarne la crescita.

Nonostante la ricerca abbia in questi ultimi anni prodotto alcune nuove evidenze sulle caratteristiche della malattia e reso disponibile alcuni nuovi farmaci, i risultati degli studi sono sostanzialmente negativi e la sopravvivenza dei pazienti non è cambiata.

Il Glioblastoma Multiforme (GBM) è il più comune tumore maligno tra quelli cerebrali e anche quando si riesce a completare l’intero iter terapeutico che comprende resezione chirurgica, radio e chemioterapia, la sopravvivenza mediana non supera i 12-14 mesi. A 5 anni dalla diagnosi sono ancora vivi solo l’1-15% dei casi, a seconda della età.

Il fallimento della terapia combinata è dovuto principalmente alla impossibilità di eliminare il tumore con le tecniche attuali ed alla sua tendenza ad infiltrarsi e recidivare nel tessuto sano circostante.

Una speranza può derivare da nuove tecnologie radioterapiche che permettono di somministrare al paziente dosi più alte di radiazioni che uccidono le cellule, in modo più mirato sulla neoplasia, riducendo la esposizione del tessuto sano e quindi riducendo gli effetti negativi.

TrueBeam STx 2.0, acceleratore lineare di nuovissima concezione abbinato ad un sistema di imaging, permette il monitoraggio continuo del paziente durante il trattamento ed offre la possibilità di trattamenti più precisi attraverso l’erogazione di dosi più elevate al tessuto malato risparmiando quello sano, con maggiore efficacia e minore tossicità.

In accordo al Programma Ministeriale che ne ha permesso l’adozione, la nuova tecnologia sarà testata prima di tutto su un campione di pazienti con forme di GBM particolari, caratterizzate da una spiccata complessità e quindi da difficoltà al trattamento con gli approcci tradizionali. Una volta dimostrata la efficacia su queste forme tumorali rare, la nuova tecnologia, integrata con le altre terapia disponibili, sarà applicata ad altre più comuni varianti del GBM ed ad altre patologie tumorali più frequenti.

Il programma di ricerca, che verrà coordinato dal Santa Maria Nuova, è un vero e proprio progetto di rete integrato nel territorio regionale e prevede la partecipazione di IRCCS di Meldola e della Unità di Neuro-Oncologia del Bellaria di Bologna nella prima fase sperimentale. Oltre al reclutamento dei casi da trattare, le competenze e le capacità tecnologiche delle strutture partecipanti permetteranno inoltre la conduzione di sofisticate analisi di tipo genetico-molecolare sui campioni biologici, ampliando le conoscenze sulla natura di queste forme tumorali e permettendo la identificazione di possibili fattori prognostici e predittivi che possono aiutare a trattare meglio questo tipo di pazienti. In una fase ulteriore del programma saranno coinvolti altri centri regionali e nazionali.

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2 risposte a Lotta al cancro: arriva il nuovo acceleratore per Radioterapia.
E’ il più avanzato al mondo

  1. nataly Rispondi

    09/07/2014 alle 16:25

    E’ bellissima questa notizia, quando leggo innovazione in merito alle malattie oncologiche mi soffermo sempre a leggere, notizie come queste ne dovremmo sentire spesso perche’ le malattie oncolgiche oggi sono in forte aumento……..

  2. nataly Rispondi

    09/07/2014 alle 16:45

    mi soffermo spesso a leggere , tutte le cure innovative per le malattie oncologiche poiche’so cosa significa seguire persone con la patologia oncologica …………..

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