Multe Ztl, il Comune vince in appello e va all’incasso
Ride bene chi ride ultimo: doccia fredda per i distratti del centro storico (cui non resta che passare all’incazzo). 38mila foto-contravvenzioni solo nel 2012

tresRibaltata una compilation di sentenze del giudice di pace del 2010, che aveva annullato ben 57 sanzioni – totale, 3.900 euro – al commesso di un negozio (sì, gli aveva dato ragione: in fondo non aveva “commesso” nulla di male o di grave).

Il Comune, si sa, non bada a spese quando si tratta di resistere in giudizio, fedele com’è al motto “credere, obbedire, pagare”, e senza sconti per nessuno.

Così che per il malcapitato 36enne al (Capo)danno si aggiungerà la beffa, cioè la mazzata: l’importo da sborsare è lievitato a 5.600 euro, da pagare subito (lui spera a rate), escluse le spese legali. Già.

Il traffico sarà anche limitato, vabbè, tuttavia le foto al laser sembrano illimitate (38mila contravvenzioni solo nel 2012). L’incubo-telecamere in centro storico continua: altri salassi in arrivo?

trafficoNo trespassing, no pasaran! Verboten, achtung minen!

Aveva collezionato un considerevole bouquet di contravvenzioni per aver osato varcare le colonne d’Ercole (Spallanzani?) del centro storico e dunque per essersi avventurato nella “zona rossa” (talvolta rozza) del centro storico tanto cara ai nostri amministratori eco-sostenibili e, qualche volte, pure “ego-insostenibili”.

No fly zone, limite invalicabile, ovvero: chi tocca i “feeling” con l’auto (o con lo scooterone) muore.

Lo chiamano Esagono, ma in realtà è un Pentagono, nel senso di base militarizzata. Addirittura un poligono di tiro, almeno da quando hanno installato e messo in funzione quei cecchini sempre appostati e col colpo in canna (ormai una canna del gas) che sono le telecamere di “Ugo Earth“, versione municipale del planetario servizio Google Earth.

Sorridere, prego, siete su “Sterzi” a parte (laddove la dicitura “varco attivo” significa marco stretto: guai a girare a destra, guai a girare a sinistra, guai a girare comunque, guai in vista con vista panoramica sulle malcapitate targhe intese, anche dette “larghe fra-intese”).

sordi“Multe per aver varcato la Ztl annullate dal giudice di pace: in appello arriva la stangata – scrive oggi la Gazzetta di Reggio -. E’ quanto accaduto a un 36enne commesso di un negozio del centro storico, che si è visto ribaltare dalla giustizia ordinaria la sentenza del giudice di pace con la quale erano state annullate 57 sanzioni, emesse a suo carico per essere entrato nella zona a traffico limitato senza permesso. E così ora è arrivata l’inattesa batosta: 5.600 euro, da pagare subito, escluse le spese legali”.

Tombola! Perché le auto – dicono – “cinquinano” (questa è sottile… quasi come una polvere). Insomma: sono multe, e sono molte. Basti pensare che nel solo 2012 le sanzioni emesse dal sistema Ztl sono state 38mila.

Un contrordine compagni “che presto potrebbe interessare tutte le contravvenzioni dello stesso tipo impugnate da residenti e commercianti del centro storico, il 90% delle quali finora aveva ottenuto l’annullamento, costringendo la giunta a resistere in giudizio a suon di delibere”.

“I fatti risalgono al maggio 2008rivela la Gazzetta -, quando l’uomo per recarsi a lavoro era solito parcheggiare in scooter dalle parti di via Farini, per due mesi ignaro di aver oltrepassato il varco Ztl di via Ariosto. Dopo quattro mesi la sorpresa: un plico di multe, per un totale di 3.900 euro. Scatta subito il ricorso al giudice di pace, che nel 2010 gli dà ragione, annullando tutte le sanzioni e appellandosi nella sentenza al principio della ‘continuazione’, secondo la quale l’uomo sarebbe stato responsabile di una sola sanzione (aumentata fino al triplo), dal momento che si trattava della stessa tipologia di infrazione”.

Quindi? Tutto è bene quel che finisce bene? Macché. La Corte di Cassazione, infatti, con un pronunciamento di qualche mese fa, ha giudicato inapplicabile il principio di “continuazione” per le contravvenzioni elevate a causa dell’ingresso senza autorizzazione nelle Ztl (poiché principio che interessa reati di natura penale), mentre al contrario in casi come questo bisogna applicare il principio del “cumulo”, intendendo le violazioni non commesse con una unica azione.

Tradotto: è arrivata l’inattesa batosta, 5.600 euro da pagare subito (magari a rate, anzi lo si spera), escluse le spese legali.

Morale della tavola: il diritto a volte sa rifilare i sui bei “manrovesci”.

C’est la vie. Prima poi tutti la prendiamo nel “cumulo”…

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