Morto il papà della leader dei commercianti Prampolini
Suo omaggio via Fb:
“Grazie Dado”

Un grave lutto ha colpito la presidente di Ascom (Confcommercio) Reggio Emilia Donatella Prampolini Manzini: è morto suo papà Edoardo, da oltre un mese ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova. La leader dei commercianti, oggi 15 novembre, poco prima delle 16 ha salutato il suo adorato padre dedicandogli via Facebook questo commovente ringraziamento (poetico omaggio).

Dado

Trovare la giusta definizione per descriverlo è difficile, perché Lui era tante cose. Forse però, quella che gli si avvicina di più è il “risolutore di problemi”.

Lui era così. Non avevi bisogno di chiedere. Bastava che nell’aria aleggiasse qualsiasi tipo di problema e potevi star sicuro che al tuo rientro avresti trovato Dado che ti attendeva con la soluzione pronta.

Cercava di apparire burbero, ma era la persona più sensibile e buona di questa terra. Non era un cattolico praticante, questo no, ma metteva in atto i dieci comandamenti sempre. Rispettoso, onesto, leale.

Aveva la capacità unica di capire le persone con uno sguardo e trovargli il nomignolo giusto. Lo ha fatto fino alla fine. Lo ha fatto con i medici che lo seguivano, con le infermiere.

Il destino ha fatto sì che ad assisterlo negli ultimi secondi ci fossero proprio i medici con i quali aveva legato di più e che ormai lo consideravano come un padre.

Lavoratore instancabile, ha insegnato a noi figli il valore del sacrificio. Non c’era un Natale o una qualsiasi festa in cui non facesse una scappatina in azienda. Non era mai troppo stanco per darsi da fare con il giardino e i suoi amati fiori.

Per i nipoti si sarebbe buttato nel fuoco. Gli ha insegnato ad andare in bicicletta e a rialzarsi quando cadevano. Lui c’era sempre. La scuola, il catechismo, il tennis. Dado era lì. Dado c’era sempre.

Non c’era una festa comandata in cui dimenticasse di fare il regalo a tutti, compleanni, festa della mamma, anniversari. Era il suo modo per farci sentire speciali.

Lui era così. Sapevi che c’era. Era una sicurezza.

E che dire della sua ironia? Raccontava storielle agghiaccianti, ma lo faceva con una faccia tosta che non potevi che ridere.

Provocatore, spiritoso ci ha anche dato il famoso “sopracciglio Prampolini”, che si solleva senza possibilità di controllo quando siamo arrabbiati.

Adorava sua moglie, la sua Cicci. Brontolavano come Raimondo e Sandra, ma erano sempre assieme, sempre a finire, l’uno, quello che l’altra aveva solo pensato. Una coppia d’altri tempi.

Ringrazio Dio che lo ha fatto risvegliare per una settimana in questo calvario, perché ha potuto vedere la sua famiglia lì con Lui e l’ultima cosa che ha fatto è stato mandare un bacio a sua moglie, mia madre.

E lo ringrazio per questi anni in cui abbiamo vissuto tutti assieme, ritrovandoci sotto sera in riva alla piscina, circondati dai tuoi fiori, per giocare a carte.

Grazie papà, perché quello che sono lo devo a te, perché mi hai insegnato a combattere fino alla fine, senza arrendermi.

Probabilmente Dio ti ha chiamato perché ha qualche cosa da aggiustare lassù. Noi non ti dimenticheremo mai e faremo di tutto perché tu continui ad essere orgoglioso dei tuoi ragazzi.

Donatella

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