Morirono tre donne: altri due indagati per l’esplosione
al mercato di Guastalla

Altre due persone indagate per l’esplosione al mercato di Guastalla che il 9 marzo ha provocato la morte di tre donne e il ferimento di un uomo.
Nel mirino della Procura ci sarebbero un benzinaio e l’impresa costruttrice del furgone  furgone-rosticceria della famiglia Mango.

La tragedia provocò la morte di Teresa Montagna, moglie di Francesco Mango (che rimase gravemente ferito e che è iscritto sul registro degli indagati), della figlia Rossana e della cognata Bianca Maria Montagna. Le accuse, per tutti, sono pesanti: omicidio colposo plurimo, disastro colposo e incendio colposo.

Secondo quanto emerge, le bombole ad uso domestico con le quali veniva alimentata la rosticceria ambulante venivano riempite con gpl da autotrazione e non da un rivenditore autorizzato in modo da risparmiare denaro. Un’operazione non legale.
Di qui l’iscrizione sul registro degli indagati del benzinaio. Gli investigatori stanno infatti cercando di comprendere se la diversa composizione chimica del gpl possa aver portato a un’usura della valvola di sicurezza delle bombole, usura che potrebbe essere alla base dell’esplosione.
Per quanto riguarda invece il costruttore del furgone rosticceria, il legale rappresentante di una ditta di Brescia, gli inquirenti stanno valutando la conformità del vano che accoglieva le bombole.

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