La Procura indaga sul crac Reggio Fiere e sui misteri dei debiti Sofiser

13/11 – La Procura della Repubblica ha acceso un faro sul crac della società Reggio Emilia Fiere srl , controllata da Comune di Reggio, Provincia e Camera di commercio.

Da giorni circolano voci dell’apertura di un’indagine preliminare, e ieri il procuratore Grandinetti non ha smentito la notizia: “Non posso rispondere né sì né no”. Novità potrebbero emergere nei prossimi giorni. Tuttavia sarebbero già state ascoltate persone informate dei fatti.

L’apertura del fascicolo potrebbe avere come riferimento notizie di stampa e soprattutto l’esposto presentato ai Carabinieri dal consigliere comunale Giacomo Giovannini, capogruppo di Progetto Reggio. A quanto si sa l’esposto riguarda soprattutto le presunte irregolarità nella gestione di Sofiser portate alla luce dalla Limited Due Diligence sui bilanci 2010-2011 commissionata dal cda Fiere allo studio PPI di Reggio Emilia.

La società Reggio Emilia Fiere è nata nel 2011 dalla fusione tra l’immobiliare Sofiser (proprietaria del polo di via Filangieri) e la Siper, società di gestione degli eventi espositivi. Un anno fa l’ex presidente Lisa Ferrarini aveva chiesto il concordato al Tribunale a causa soprattutto della quantità di debiti ereditata da Sofiser (una ventina di milioni di euro), rivelatasi insostenibile.

A ciò, come detto, si aggiungono gli errori e le poste incerte emersi negli ultimi bilanci per un totale di circa 1,7 milioni di euro. Rilevante la “scomparsa” di mezzo milione di euro a causa di un errore di trascrizione operato dall’ex direttore di Sofiser Fabrizio Catelli sul calcolo delle rimanenze finali relative ai lotti di aree industriali di Corte Tegge. Errore che ha portato alla sottostima dell’utile 2010, appunto, di 500 mila euro.

Controversa anche la questione degli undici milioni di euro riconosciuti da Sofiser al comune di Cavriago, a titolo di extraoneri sempre per le aree industriali di Corte Tegge. Secondo alcuni sarebbe proprio questo impegno esorbitante – che non ha paragoni in nessun altro caso analogo, almeno a livello locale – ad aver dato il colpo finale a Sofiser e di conseguenza Fiere di Reggio. L’indagine della Procura potrebbe riguardare anche la partita di Corte Tegge.

Il consiglio di amministrazione di Fiere di Reggio, dopo le dimissioni dell’ex presidente Lisa Ferrarini, di Riccardo Simonini e del presidente Paolo Lusenti a seguito dello scontro fra i soci che ha portato alla chiusura delle trattative con Fiera di Milano per la gestione del polo di via Filangieri, è decaduto. L’assemblea dei soci è fissata per martedì 19.

(Pierluigi Ghiggini)

GIOVANNINI: “SONO TUTTI RESPONSABILI. ORA UN CDA COMPETENTE E CONDIVISO”

 “A inizio ottobre abbiamo chiesto la convocazione urgente della Commissione preposta affinché venisse aggiornata la situazione della società Fiere di Reggio Emilia”, ha scritto oggi il capogruppo Progetto Reggio Giacomo Giovannini.
“Alla luce dei recenti e gravi eventi (valutazione patrimonio, successive dimissioni di Cd’A e Collegio sindacale, partnership fantasma con Milano e Verona) la latitanza della Presidente di Commissione Valeria Montanari è ingiustificabile soprattutto perché si rende necessario chiarire quale sia la strategia che si intende perseguire nel breve e medio termine, considerato anche che la prossima settimana si riunirà proprio l’assemblea dei soci”.

“Ad oggi – continua Giovannini – l’unico fatto chiaro è la schizofrenia politica nella gestione di questa controversa vicenda, che ha visto troppi cambi di direzione rispetto alle potenziali alleanze, troppa omertà sul passato di Sofiser, troppa superficialità nell’affrontare il cuore del problema ossia cosa si vuole fare dell’area Fiera.

In questa vicenda sono nessuno dei soci può sentirsi escluso dalla proprie evidenti responsabilità. Non gli enti locali guidati dal PD che hanno cercato di soprassedere sulla nota situazione debitoria di Sofiser che ha trascinato nel baratro Siper. Non la Camera di Commercio che ha guidato la società sino all’approvazione del bilancio 2012, il cui Presidente prima guardava a Parma, poi a Milano, il cui Presidente sapeva benissimo della necessità di una ricapitalizzazione ma alla prova dei fatti non ha cacciato un euro, anticipando però l’assunzione di un Direttore.

Non le banche le quali, per di più in una situazione di potenziale conflitto d’interessi essendo socie e prestatrici, sono state spettatrici di una conduzione aziendale nel ramo immobiliare dimostratasi fallimentare”.

“La vicenda delle Fiere – conclude il consigliere comunale di minoranza – è emblematica di un sistema territoriale che alla prima seria difficoltà dell’economia sa solo litigare, forse a causa di contrapposti interessi economici particolari o di corrente partitica, non riuscendo a fare squadra su un progetto strategico vero ed utile per la città. Poiché i giochini contabili o di scatole cinesi, i sotterfugi politici non sono più tollerabili ed utili ad una città che vuole riprendere la strada dello sviluppo, per rimettere le cose in fila serve allora smettere di bisticciare e ripartire con un Consiglio di Amministrazione nuovo e largamente condiviso, non solo per la scarsa credibilità politica dimostrata dal PD, ma soprattutto perché sono le competenze e non i ruoli politico istituzionali ricoperti a dovere sviluppare una proposta tecnica, industriale ed urbanistica di valorizzazione del potenziale insito nella Società sia per quanto riguarda l’offerta fieristica e le sue eventuali partnership che del patrimonio immobiliare”.

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Una risposta a 1

  1. Colleoni Rispondi

    15/11/2013 alle 10:19

    Grandina su Comune,Provincia,Cciaa…….saranno pietre?

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