La mostra su Rolando Rivi negata ai bimbi a Rio Saliceto. “Polemica inqualificabile innescata dalla segretaria Pd”

Non si placano le polemiche a Rio Saliceto per la vicenda dell’annullamento della visita dei bambini delle scuole elementari del paese alla mostra commemorativa di Rolando Rivi, il giovane seminarista originario di San Valentino di Castellarano ammazzato dai partigiani comunisti il 13 Aprile 1945 a Monchio, e proclamato Beato dalla Chiesa cattolica nel corso di una celebrazione solenne a Modena.

A prendere posizione sono i consiglieri del gruppo Forza Italia-Lega Nord-Udc Silvio Brunetti, Giorgio Luglio e Giorgio Pellicciari, che fra l’altro lanciano una precisa accusa: «A noi risulta che la inqualificabile polemica sia partita proprio dalla segretaria del circolo Pd di Rio Saliceto Elisa Bellesia».

«Per prima cosa esprimiamo netto dissenso per tutta la vicenda; inoltre troviamo vergognoso che si cerchi di negare l’evidenza storica, addirittura arrivando ad offendere la memoria di un martire cristiano della libertà barbaramente assassinato dai partigiani comunisti, come giustamente la mostra sottolinea, come fu Rolando Rivi. La mostra fa una ricostruzione storica dei fatti innegabile ed incontrovertibile; il barbaro assassinio e la tortura di Rolando Rivi, originario di S.Valentino di Castellarano, avvenne il 13 aprile 1945 per opera di un gruppo di partigiani comunisti che lo sequestrarono il 10 aprile e lo torturarono per tre giorni. Una sentenza della Cassazione del 1953 afferma chiaramente che l’assassinio fu compiuto da partigiani comunisti in odio alla fede. La scuola elementare di Rio Saliceto”Anna Frank” aveva organizzato una visita organizzata delle scolaresche alla mostra; visita che in seguito è stata annullata da parte della preside Spinabelli, accampando poco credibili “motivazioni didattiche”.E’ evidente che raccontare gli eccidi che fecero alcuni partigiani comunisti nelle nostre terre al temine del secondo conflitto mondiale è ancora pericoloso nel 2013, anche in presenza di martiri morti per la loro fede e per la loro libertà e di verità storiche acclarate oltre ogni dubbio. Addirittura si è avuta la faccia tosta di chiedere al parroco Don  Carlo Castellini di modificare il contenuto della mostra. Stupisce anche che nessun commento ufficiale sulla vicenda arrivi dall’amministrazione comunale alla quale evidentemente sta bene che venga annullata una visita delle scuole elementari in questo modo che assomiglia pericolosamente alla censura; anzi a noi risulta che la inqualificabile polemica sia partita proprio dalla segretaria del circolo Pd di Rio Saliceto Elisa Bellesia. Ricordando anche che Rolando Rivi è stato beatificato il 5 ottobre 2013 a Modena, sottolineiamo come la mistificazione, la menzogna e lo stravolgimento della realtà storica vengano inculcate nella scuola italiana da una sinistra che ha perso completamente il lume della ragione”.

“L’ideologia che allora accecò le menti dei carnefici del Beato Rolando Rivi, soppresso perché potenziale prete in grado di ostacolare l’espansione locale del comunismo, è la stessa che oggi suggerisce, a chi avrebbe il dovere di insegnare ai giovani l’esperienza autentica della storia, educando alla verità, di  nascondere quest’ultima, per imporre le proprie ideologie.

Il pesante clima intimidatorio che si manifestò negli anni ’50, costrinse le autorità giudiziarie a celebrare il processo di primo grado a Lucca, fuori sede. A Rio Saliceto sembra che il tempo non sia passato. Ma la verità resta scolpita nella motivazione delle sentenze pronunciate in nome del Popolo Italiano, che inchiodarono i partigiani responsabili.

Tutto scritto e consacrato in  tre sentenze irrevocabili: il fatto che la responsabilità di tale scempio sia da attribuirsi storicamente a partigiani comunisti e che quindi finisca per infangare un certo modo di “fare” la Resistenza, è un problema “ tutto interno” con cui dovrà fare i conti chi vuole addomesticare la verità facendo del fenomeno resistenziale  un’ideologia. Invece è doveroso illustrare alle giovani generazioni i fatti storici per come sono, per mettere loro in condizione di esprimere un giudizio. Perché, nonostante i tentativi di sviamento della verità della solita sinistra marxista ( ricordiamo il caso Don Pessina a qualche chilometro da Rio)  la libertà, viene solo dalla “verità”».

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