Inchiesta Carige, non solo Coopsette. Anche i debiti di Unieco nel mirino della Procura

di Pierluigi Ghiggini

Non solo Coopsette. L’inchiesta della procura della Repubblica di Genova su un miliardo di crediti incagliati di Banca Carige “inguaia” anche Unieco. Entrambe le grandi cooperative di costruzione reggiane sono alle prese con un risanamento complicato. Unieco ha ottenuto l’omologa del piano di concordato, mentre il gruppo di Castelnovo Sotto è uscito dal concordato e ha ottenuto il via libera dal Tribunale al piano di ristrutturazione del debito.

Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha acquisito nella sede centrale della banca la documentazione relativa ai fidi concessi a 32 fra persone fisiche e società. Fra queste Coopsette, che aveva ottenuto 70 milioni da Carige, e – scrive oggi la Gazzetta di Reggio – il gruppo guidato da Mauro Casoli, che avrebbe 24 milioni di esposizione verso l’istituto genovese.

L’inchiesta ha preso le mosse dalla relazione finale dell’ispezione chiusa da Bankitalia il 30 giugno. Per i 70 milioni di Coopsette la banca aveva previsto una perdita di 371 mila euro, ma sono diventati  ben 8 milioni per Bankitalia, che ha censurato “l’eccessiva esposizione” di Carige verso Castelnovo Sotto. Per quanto riguarda Unieco gli ispettori della vigilanza bancaria hanno retrocesso l’esposizioni verso Carige da “normale” a “incaglio”. L’istituto aveva previsto una perdita di appena 38 mila euro, ma per Bankitalia il credito ammonta a 3 milioni. Tuttavia queste valutazioni non potevano tener conto dei piani di ristrutturazione della loro montagna di debiti con le banche, definiti dopo la conclusione dell’ispezione.

La procura della Lanterna indaga per diverse ipotesi di reato: falso in bilancio, falso comunicazioni societarie, riciclaggio, ostacolo all’attività di vigilanza. Tuttavia il fascicolo è ancora contro ignoti.

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