Fiere 2 Enrico Banfi (expo uccelli) spara a zero: “La città rischia di perdere 150 milioni l’anno”

«Si può discutere di Parma e di Milano, di Colonia e Francoforte, ma senza la garanzia che le manifestazioni continuino a restare qui, sono discussioni inutili. Non servono a niente». Enrico Banfi, patron dell’Esposizione ornitologica internazionale che apre i battenti sabato in via Filangieri, ha sparato a zero sul caos gestionale di Fiere di Reggio, cogliendo l’occasione della conferenza stampa di presentazione dell’edizione n. 74 della manifestazione ornitologica più importante d’Europa e certamente la più longeva al mondo (“Si faceva sotto le bombe durante la guerra”). Un evento che per Reggio significa e affari e indotto per ben 40 milioni di euro.

A dar man forte a Banfi c’erano anche il presidente della Camer (auto d’epoca) Marchetti e dell’Esposizione canina, Mattioli. Tre manifestazioni da centomila visitatori l’una. La voce degli operatori è molto importante, fondamentale per il polo fieristico reggiano: «Le iniziative private costituiscono il 54% degli eventi – sottolinea Banfi – e nell’insieme significano una ricaduta di 150 milioni di euro sulla città».

«Qui rischiamo di non poter fare manifestazioni nei prossimi mesi, e se non si faranno molto probabilmente a Reggio non torneranno mai più – denuncia il presidente dell’Ornitologica – Al di là di tutte le scelte, prima di parlare di Parma, di Milano di Colonia e di Francoforte, i soci e il cda devono immediatamente rendere attiva la società di gestione, vale a dire Crpa eventi. Poi si potrà discutere di tutto».

E come la mettiamo con il concordato di Reggio Fiere? «I debiti li paghi chi li ha fatti – risponde Enrico Banfi – Non li ha fatti Siper, e questo disastro arriva dalla Sofiser. Si vada a vedere lì dentro. Per quanto ci riguarda, come operatori abbiamo inviato ai soci una proposta di piano industriale, una bozza abbastanza articolata. Abbiamo chiesto di essere ricevuti dai soci, ma sino ad ora nessuno si è fatto vivo. E vero che ci sono venti milioni di buco, ma non si possono distruggere 150 milioni di ricchezza per la città. Non possono distruggere il nostro futuro».

(Pierluigi Ghiggini)

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