Fiere, ecco i conti che non tornano. Riveliamo le falle contabili scoperte dalla Due diligence

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di Pierluigi Ghiggini

28/11 – Il procuratore della Repubblica Giorgio Grandinetti ha deciso di affidare non a uno, ma a due sostituti le indagini sul crac di Reggio Fiere, su cui è stato aperto un fascicolo senza ipotesi di reato (e per ora senza indagati) a seguito degli esposti presentati dal consigliere comunale Giacomo Giovannini (capogruppo di Progetto Reggio) e dai quattro dipendenti licenziati da via Filangieri. Viene costituito così un pool in piena regola a causa – ha detto il procuratore capo – “della complessità dell’indagine”: segno che il materiale acquisito è cospicuo e che la macchina dell’inchiesta è in moto da tempo.

Il procuratore capo Grandinetti

Il procuratore capo Grandinetti

Particolare attenzione sarà dedicata ad analisi e rilievi contenuti nella Limited Due Diligence effettuata su disposizione del cda fiere di Reggio (sotto la presidenza di Lisa Ferrarini) su alcune poste (non tutte) dei bilanci 2010 di Sofiser e Siper e 2011 della nuova società Reggio Emilia Fiere, nata dalla fusione delle due precedenti. La Limited Due Diligence, firmata dal dottor Alberto Peroni dello studio Ppi,  ha evidenziato diverse “criticità”: errori contabili, uno dei quali particolarmente pesante e sul quale mancano spiegazioni esaurienti, e valutazioni controverse che potrebbero aprire nuovi “buchi”.

Ma di cosa si tratta, nel dettaglio? Abbiamo già scritto del clamoroso “errore” da 500 mila euro nel bilancio 2010 di Sofiser, ma c’è dell’altro. Oggi Reggio Report è in grado di rivelare il contenuto delle principali “criticità” rilevate dalla Limited Due Diligence.

–      Crediti tributari incerti per 429 mila euro. Nel bilancio 2011 di Reggio Fiere, firmato ancora dall’ex presidente di Sofiser Ivan Rinaldini, risultano iscritti crediti tributari per 429 mila euro, che tuttavia sono molto incerti. Si tratta di imposte di Registro, catastali e ipotecarie versate in relazione a sei avvisi di rettifiche e liquidazione da parte dell’Erario riguardanti le compravendite dei terreni di Corte Tegge – Cavriago e per i quali la società, dopo i ricorsi,  “è risultata soccombente in due gradi di giudizio (Commissione tributaria provinciale e Commissione regionale), e per i quali non vi sono elementi sufficienti per ritenere che i giudizi pendenti presso la Corte di Cassazione possano portare a un integrale rimborso delle somme versate e attualmente iscritte all’attivo”.

–      Crediti verso Tav incerti per 135 mila euro. Nel bilancio 2010 di Sofiser è stato iscritto un ricavo per 135 mila euro derivante dall’esproprio subito da Tav “il cui ammontare è stato determinato sulla base dei valori risultanti dalla Ctu disposta dalla Corte d’Appello di Bologna, ma ancora oggetto di discussione della causa (la prossima udienza è fissata per il 2015)”;

–      Errore di 500 mila euro nel bilancio Sofiser 2010. L’errore di calcolo è emerso nelle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione relative all’investimento di Cavriago, e riguarda la determinazione degli importi relativi alle cessioni effettuate nell’esercizio “che ha portato a una sottostima delle rimanenze finali per 500 mila euro, con un effetto sia sull’utile dell’esercizio che sulle imposte dichiarate nell’esercizio”: la Due Diligence riporta anche le fotocopie delle scritture contabili (a mano): il mezzo milione “scompare” nella trascrizione fra la posta contabile e il bilancio di esercizio. Il risultato è che gli utili risultano inferiori di 500 mila euro, e di conseguenza non sono state pagate le tasse dovute.

–      Siper: crediti problematici per 275 mila euro. “I crediti verso clienti di Siper, comprensivi di quelli al legale, che  presentano elementi tali da far supporre un potenziale rischio di ricuperabilità, sono pari a circa 275 mila euro, mentre il fondo svalutazione crediti risulta pari a circa 50 mila euro e potrebbe risultare incapiente”;

–      Sofiser, crediti senza fattura per 37 mila euro. “Esistono crediti verso clienti per fatture da emettere di Sofiser per euro 37 mila 394 relative a prestazioni del 2001 e del 2009, ma le stesse non risulterebbero mai emesse e incassate”, pertanto potrebbe risultare corretto “lo storno alle sopravvenienze passive”.

–      Debiti per caparre incassate. “Vi è una differenza di Euro 70.206 nei debiti per caparre incassate da parte di Sofiser derivante verosimilmente da imputazioni di esercizi precedenti che comportano, probabilmente, la necessità di rilevare una sopravvenienza passiva di pari importo”.

–      Errore di 275 mila euro nella stima delle rimanenze finali. “Nelle rimanenze finali di prodotti in corso di lavorazione di Sofiser risulta effettuato un errore di calcolo in sede di determinazione dei costi diretti di urbanizzazione, in quanto sarebbe stata compresa nelle rimanenze anche la voce «Altri servizi industriali» relativa a costi di Siper, e ciò ha portato a una sovrastima delle rimanenze finali (e pertanto a una minor perdita di esercizio) di euro 204 mila 501.

Nel complesso, nei bilanci 2010 e 2011 “ballano” in un senso o nell’altro circa 1,7 milioni di euro, di cui circa 700 mila attribuibili a due “errori di calcolo”.

Va detto che i limiti posti dal cda Fiere ai controlli contabili sono rilevanti, di conseguenza la Due Diligence non ha preso in esame diverse poste, ad esempio quelle relativa all’indebitamento con le banche.

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LUSENTI PRESIDENTE, SIMONINI VICE. E MUZZARELLI NON BATTE COLPO

Il giornalista Pierluigi Ghiggini

Il giornalista Ghiggini

Ieri il consiglio di amministrazione di Reggio Fiere (in concordato) ha finalmente superato l’impasse sorta il 19 nell’assemblea dei soci, con l’astensione della presidente della Provincia Sonia Masini che aveva impedito a Ivan Lusenti di raggiungere il quorum del 70% per essere eletto presidente.

Il cda ha confermato Lusenti all’unanimità, e ha nominato Riccardo Simonini (rappresentante delle banche) alla vicepresidenza. D’ora in avanti alle riunioni sarà invitato il commissario giudiziale nominato dal Tribunale, dottoressa Tiziana Volta.

Intanto la Regione continua a non dare segni di vita: il piano promesso dall’assessore Muzzarelli in realtà non esiste, e mancano meno di due mesi all’assemblea dei creditori (già rinviata una volta). D’altra parte, secondo voci insistenti, la struttura di Fiere di Parma sarebbe fieramente contraria a intervenire su Reggio. Se così stanno le cose, a via Filangieri non resta che riprendere d’urgenza in mano le fila delle trattative con Fiera Milano.

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